I mille profumi delle Mauritius

Un Capodanno da ricordare tra delfini, vegetazione tropicale e un popolo autentico in una piccola isola cullata dall’oceano Indiano

  • di Maria Tricase
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

L’oceano Indiano è la culla di alcune delle isole più affascinanti al mondo, veri e propri frammenti di paradiso che emergono da un mare color zaffiro. Arcipelaghi suggestivi ed isole incantevoli su cui una vegetazione lussureggiante fa da sfondo ad un paesaggio da cartolina. Noi abbiamo deciso di trascorrere la settimana di Capodanno in maniera diversa dagli scorsi anni e allettati dalla voglia di crogiolarci al sole in un periodo tipicamente invernale, abbiamo optato per la splendida Mauritius.

L’ACCOGLIENTE BEL OMBRE

Partiamo dall’aeroporto di Roma Fiumicino in rotta per Dubai. Il nostro volo, infatti, prevede uno scalo nella meravigliosa città degli eccessi, dove decidiamo di trascorrere due giorni per scoprirne tutti i segreti e per divertirci un po’. A bordo di un magnifico Airbus A380 della Emirates (inutile elencare tutti i lussi e le comodità che questa compagnia offre ai suoi passeggeri, anche in Economy Class!) atterriamo al piccolo aeroporto di Mauritius Le Plaisance. La temperatura alta ci fa pregustare una settimana molto calda. Saliamo su un taxi che in meno di un’ora ci porta al nostro resort, il Tamassa hotel 4*, nella caratteristica località di Bel Ombre, situata nella zona sud dell’isola. Il resort è enorme e curato fin nei minimi dettagli e fuori di esso, immense distese di vaniglia e canna da zucchero (il principale prodotto mauriziano) e l’imponente monte di Le Morne che si staglia in lontananza, incorniciano un luogo che non ha eguali. Il monte è diventato tristemente famoso quando nel XIX sec. alcuni schiavi fuggiaschi usavano Le Morne come nascondiglio. Ma dopo l’abolizione della schiavitù, quando la polizia si recò sul monte per annunciare agli schiavi che erano liberi, questi interpretarono male l’arrivo dei poliziotti e si lanciarono nel vuoto morendo. In tutto l’albergo aleggia leggero il delizioso profumo del frangipane, il tipico fiore delle Mauritius. Ma il mare cristallino, azzurro e paradisiaco ci rapisce e ne approfittiamo per un ultimo bagno tra i mille colori del tramonto, ben ricordando che è il 31 dicembre! Dopo poche ore tutti siamo pronti per dare il benvenuto al nuovo anno, mentre ad una ventina di metri da riva esplodono festosi i colorati fuochi d’artificio sul mare.

I MILLE COLORI DELL’OCEANO INDIANO

L’indomani ci svegliamo di buon’ora (il sole scotta già tantissimo) e prenotiamo subito una piccola escursione in barca che ci porta oltre la barriera corallina per una tranquilla (o quasi!) immersione tra pesci tropicali, delfini e persino due squali! Il fondale marino è assolutamente incantevole: tante varietà di coralli dipingono il mare in mille incredibili colori, pesciolini tropicali dalle forme più strane sguazzano indisturbati vicino alla gente in acque limpidissime. E’ un’emozione indescrivibile nuotare tra tartarughe, pesci buffi di cui non sapevamo neanche l’esistenza e avere un incontro ravvicinato con due squali pinna bianca che, per nostra fortuna, sembravano già sazi. Inoltre, le imponenti onde dell’oceano si infrangono e frenano sulla barriera corallina, che permettono fino a riva, un mare calmissimo. Durante il pomeriggio ci rilassiamo a bordo piscina gustando deliziose bibite colorate e ci cimentiamo in diversi sport acquatici: sci nautico, canoa, pedalò e in una corsa su ciambellone trainato da barca. Peccato che un nuvolone tipico del posto ci rinfresca con una pioggia breve ma molto abbondante.

LA TERRA DEI SETTE COLORI

Ma siamo molto curiosi di scoprire anche l’entroterra mauriziano, di conoscere usi e tradizioni di un popolo così caloroso e gentile. Accompagnati da un taxi prenotato in albergo, arriviamo nella località di Chamarel. Devo precisare che il servizio taxi è molto sicuro, affidabile ed economico. La prima cosa che si nota appena usciti dai complessi turistici è che la natura domina incontrastata: si estendono ampie e alte colture di canna da zucchero, di the e di vaniglia. Chamarel protegge il cratere del vulcano spento di Trou aux Cerfs, le allegre cascate di Tamarin e quelle di Chamarel. I 200m del cratere di Trou aux cerfs, ormai ricoperto da una vegetazione incontaminata, ci regalano una vista mozzafiato, mentre le cascate di Tamarin, dopo un salto di 300m sfumano in un blu intenso e limpido in una piscina naturale

  • 15657 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Parole chiave
, ,
Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social