Mauritius e Rodrigues low cost

Alla scoperta delle meravigliose isole mascarene in completo fai da te

  • di puccy
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Partiamo da Milano Linate sabato 16 giugno con un volo Lufthansa, è una fresca mattina di inizio estate, ma arrivati alle 12.00 a Francoforte piove, il cielo plumbeo e l’atmosfera inequivocabilmente mitteleuropea fanno ancor più desiderare la fuga verso il mare. Quando presentiamo al controllo documenti tedesco le nostre carte d’imbarco per Mauritius il poliziotto ci strizza l’occhio ammiccante e, nonostante sia chiaro che abbiamo almeno 20 anni di matrimonio alle spalle, ci domanda sorridendo “Honey Moon?!?” confermando che in tutto il mondo l’isola di Mauritius è associata a romantici viaggi di nozze… Ma noi abbiamo scelto di navigare verso le Isole mascarene per ben altri motivi…

Dopo Maldive, Zanzibar e Seychelles ci siamo perdutamente innamorati dell’Oceano Indiano occidentale, dei suoi colori e delle sue atmosfere sospese fra Africa e Oriente, fra sogno e realtà. Guardando l’atlante nei mesi invernali in cerca di ispirazione per il nostro viaggio di giugno, le Isole Mascarere stavano proprio lì, al largo del Madagascar, e ci attiravano con il loro curioso nome dovuto al navigatore portoghese Pedro Mascarenhas che per primo arrivò a Réunion nel 1513. L’arcipelago comprende isole fra loro diversissime per conformazione, popolazione e genere di turismo: Mauritius, Rodrigues, Agalega, Saint Brandon, Réunion e Tromelin. Le prime quattro costituiscono la Repubblica di Mauritius che ha proprio nell’isola di Mauritius il suo centro politico e amministrativo, in virtù della sua maggiore estensione e concentrazione di popolazione, circa 1.270.000 abitanti; Rodrigues è la seconda isola della Repubblica con i suoi 40.000 abitanti, seguono le due Agalega, perennemente unite e separate dalle maree, che contano 300 persone, mentre gli isolotti Saint Brandon hanno un solo villaggio che arriva a non più di 40 anime. Réunion è un pezzo di Francia vero e proprio, una delle sue regioni d’oltre mare, ha 840.000 abitanti, ci trovi l’Euro e il Carrefour; Tromelin è invece una perduta e dimenticata ellisse di sabbia con 4/5 abitanti, un possedimento francese ma sganciato da Réunion. Inizialmente, avevamo pensato alla classica abbinata Mauritius e Reunion, ma dopo esserci meglio documentati, considerata anche la nostra indole profondamente e inguaribilmente marina, Reunion cedeva il passo a Rodrigues. Per il nostro viaggio al Tropico del Capricorno abbiamo scelto, come già per le Seychelles, il mese di giugno: bassa stagione turistica, inizio dell’inverno australe e della stagione secca dominata dai freschi alisei di sud est, periodo ideale per una vacanza itinerante. Il nostro, infatti, è un vero e proprio viaggio, libero dalle regole, dagli orari e dagli schemi dei pacchetti turistici, niente resort e niente gite organizzate, partiamo guidati solo dal nostro entusiasmo e dal desiderio di scoprire questo angolo di mondo: 16 giorni intensi in cui si alternano esplorazioni a piedi e on the road, sport e relax, full immersion fra la gente del posto e contemplazione di paesaggi meravigliosi, spuntini veloci e cene succulente sempre a base di cibo locale. Non abbiamo visitato due isole ma due mondi.

Mauritius è senza dubbio una star dei cataloghi turistici e non ha bisogno di grandi presentazioni, la conoscono tutti, ma forse nessuno riuscirà mai a conoscerla fino in fondo; non è grandissima, lunga circa 60 Km e larga 47, quasi rotonda, belle spiagge bianche, mare turchese, vegetazione costituita principalmente da canna da zucchero e piantagioni di ananas. A Mauritius il paesaggio è piuttosto pianeggiante, ma non mancano montagne solitarie e rocciose, laghi, antichi crateri, torrenti, cascate e fitte foreste. Il suo tratto più caratteristico resta però il gran mosaico di genti, usi e costumi: indiani, creoli, cinesi ed europei si mescolano come le chiese, i templi indù, le moschee e i tempietti cinesi. Su una rivista locale ho letto una bellissima battuta che rende bene l’idea “...i Mauriziani? L’unica cosa che hanno in comune fra loro è che non hanno nulla in comune”. Eppure qualcosa in comune noi lo abbiamo trovato, tutti amano moltissimo chiacchierare, ogni occasione e scusa sono buone per fare domande e intavolare una conversazione, nei confronti dei turisti, sono generalmente “scafati” e avvezzi ad un contatto “commerciale”. Quattro secoli di sfruttamento europeo, che ancora continua tramite i cataloghi dei tour operator, hanno sicuramente tolto a Mauritius gran parte del fascino della bellezza originaria che, faticosamente, appare ancora a tratti, pur se in modo prorompente in luoghi come Le Morne, il Black River Gorges Park, l’Ile aux Cerfs o la costa meridionale

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