Il viaggio di 2 single non a nozze

Ile de Maurice Chissà perché dopo tutto abbiamo scelto di andare a Mauritius? Forse perché pensavamo al sole tropicale. Forse perché sognavamo di appoggiare le nostre morbide carni sulla candida spiaggia corallina. Forse. Ma la realtà, giunte lì, ha lottato ...

  • di towanda75
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Ile de Maurice Chissà perché dopo tutto abbiamo scelto di andare a Mauritius? Forse perché pensavamo al sole tropicale.

Forse perché sognavamo di appoggiare le nostre morbide carni sulla candida spiaggia corallina.

Forse.

Ma la realtà, giunte lì, ha lottato con la nostra fantasia/idealizzazione del posto.

Primo fattore fondamentale, che avremmo dovuto tenere in considerazione più di tutto e non sottovalutarlo come optional, è il clima.

A Mauritius, il periodo del nostro soggiorno (fine settembre) corrisponde alla fine della primavera, quindi come il nostro mese di aprile, tempo un po’ pazzerello. Pioggia alternata a brevi ma caldissimi incontri ravvicinati con il sole tropicale e seratine romantiche in compagnia del fantastico k-way acquistato in Italia prima della partenza.

Malgrado il tempo, non esattamente come avevamo immaginato, (n.D.R. Recarsi sempre in tali luoghi durante il nostro inverno), malgrado la febbre cavallina che m’esplosa appena approdata sull’isola, direi che la nostra settimana mauritiana ha prodotto i suoi frutti, culturali, intendo scrivere! La nostra tabella di marcia fin dal primo giorno è stata dettata dall’azione, dallo shopping maniaco-compulsivo e dalla magica arte del mercanteggio.

Ovunque e con chiunque avevo la sensazione di essere alla fiera del sabato, perché, anche per muovere le nostre chiappette (per appoggiarle sul comodo e pulitissimo sedile del taxi senza tassametro) dovevamo azionare la leva dernier prix. Inizialmente è stato simpatico, si, ma per i giorni a seguire avevo sempre più la sensazione di essere la classica stupida turista splilorcia che deve spremere i locali per avere il massimo godimento dalla sua vacanza...Orribile.

Altro fattore importantissimo che ha caratterizzato la nostra permanenza, esserci vergognate di essere italiane.

Non è affatto un luogo comune che viene fuori dalle statistiche, il fatto che l’italiano (medio o superiore non so) sia tra i peggior ospiti al mondo.

Tristemente vero! Ritornando al racconto, per 2 siciliane abituate al sole e alle spiagge fantastiche (con tanto di rispetto per le bellezze e le innumerevoli diversità paesaggistiche) Mauritius è davvero una cosa normale, e non è campanilismo.

Una volta lì, però non potevi non rimanere incantata dall’eccessiva quantità di corallo bianco che l’Oceano puntualmente dona. Avrei voluto rotolarmi all’infinito su quella diafana spiaggia, rischiando innumerevoli ferite, si, ma volete mettere una tale soddisfazione? Le nostre escursioni ci hanno portato a girare quasi tutta l’isola e tutte le principali attrazioni per gli stupiti turisti.

Da nord, dov’era il nostro villaggio, ad est la celestiale Ile aux cerfs (Isola dei cervi) a sud, con le sue case coloniali, i laghi sacri, i templi, le cascate le terre dai 7 colori, e l’ovest con Port Luis e il suo profumato, colorato e socievole mercato, il giardino di Pamplemousse (o Pompadour come lo chiamava Sara) e il sublime tramonto a Flic en flac.

Voglio spendere qualche righa per l’escursione a Pamplemousse.

Siamo entrati nel giardino quasi ad orario di chiusura (ore 17:30 n.D.R.).

Accolti da una “apparentemente simpatica” guida abusiva mauritiana, che per poche rupie ci ha accompagnato con il suo improbabile italiano e umorismo discutibile, ci siamo avventurati nell’impenetrabile giungla di Pamplemousse.

Tra ottanta tipi di palme, alberi di tek, bambù da perderci la vista, alberi di Buddha, alberi di giuda, del sangue, cannella, noci moscate siamo giunti davanti fantastiche ninfee e fiori di loto che hanno colpito la mia fantasia di inguaribile romantica

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