Mauritius: perla dell’oceano indiano

Finalmente le tanto attese ferie dopo un’estate di fuoco e di nuovo si ripresenta il dilemma: dove si va?! Stavolta di comune accordo si opta per una meta che offra relax, tintarella, spiagge bianche e immacolate, ma non solo. Sedotti ...

  • di Ky2607
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Finalmente le tanto attese ferie dopo un’estate di fuoco e di nuovo si ripresenta il dilemma: dove si va?! Stavolta di comune accordo si opta per una meta che offra relax, tintarella, spiagge bianche e immacolate, ma non solo. Sedotti dai tropici, scegliamo l’Isola di Mauritius, piccolo eden immerso nell’oceano indiano, con le sue lagune da cartolina, ma anche il lussureggiante interno con la sua natura di esuberante bellezza. Mark Twain disse “Dio creò Mauritius e poi il paradiso terrestre”: come si può resistere ad un simile invito? Così via, si parte! 13 OTTOBRE Partiamo in treno da Civitanova alle 14.30 e arriviamo a Roma alle 18.30.

Avevo prenotato l’hotel vicino alla stazione privilegiando la vicinanza e la comodità, a discapito della qualità vista la zona, in quanto la mattina saremmo dovuti partire molto presto.

L’hotel era si vicino alla stazione, ma dalla parte opposta all’ingresso! Abbiamo trascinato le valigie per più di mezzora, finché non siamo arrivati . L’hotel è una struttura fatiscente alla fine di Via Giolitti, con annesso night club. Lasciati i bagagli in camera usciamo per approfittare della serata romana a nostra disposizione. Prendiamo la metro e scendiamo a Barberini, in Via Veneto per andare in un ristorante napoletano dietro all’ Ambasciata Americana, dove eravamo stati circa 9 anni fa. La serata è deliziosa e scegliamo un tavolino in veranda all’aperto. Dopo cena scendiamo a Trinità dei Monti, Piazza di Spagna, via Condotti e Via del Corso, concludendo la serata con un gelato alla Fontana di Trevi. Sfiniti e soddisfatti rientriamo in hotel. Ma c’è una città più bella di Roma??! 14 OTTOBRE Sveglia alle 6 e stessa sfacchinata di ieri per tornare con i bagagli alla stazione per prendere il Leonardo che ci avrebbe accompagnati a Fiumicino. Partiamo alle 6.52 (preso al volo perché non avevamo i biglietti e a bordo non ne fanno!) e arriviamo dopo 40 minuti all’interno dell’aeroporto. Dopo il check in finalmente è ora di fare colazione.

Alle 9 inizia l’imbarco. Decollo alle 10.30 e scalo a Milano, dove ci fanno scendere nella sala d’attesa dove aspettavano i passeggeri in partenza da Malpensa. Aspettiamo un’oretta che gli addetti riassettino l’aereo appena rientrato da Mauritius, prima di imbarcare tutti quanti.

Alle 12.30 si riparte davvero verso gli 8859km che ci separano dall’Isola dell’Oceano Indiano. Il viaggio non è dei migliori: i sedili sono stretti, ma questa non è una novità. Nonostante sia giorno ci fanno tenere i finestrini abbassati per tutto il viaggio; durante le 11 ore di volo ci offrono il pranzo ed un misero panino che ingozziamo in fretta e furia poco prima dell’atterraggio. Degna di merito la scelta dei film ed i giochi proposti dai video presenti in ogni sedile.

Ore 1.10 locale atterriamo all’aeroporto Plaisance. Nel corridoio che porta al controllo passaporti, incrociamo i passeggeri in rientro in Italia: invece delle solite corone di fiori , dalle vetrate ci danno il benvenuto con “simpatici” cartelli tipo “Andatevene finché siete in tempo...Piove sempre...Non ci sono che gechi e pipistrelli...” nonché note di demerito verso alcuni tour operator. Stanchi e poco ricettivi, preferiamo pensare sia uno scherzo...Siamo a Mauritius o no?!? Per fortuna a risponderci ci pensa un sorridente Dodo! Recuperati i bagagli all’uscita, ci attende un’ulteriore conferma: ci accoglie una perfetta tempesta tropicale! Pioggia e vento da piegare le palme, unico indizio a ricordarci che ...Siamo a Mauritius!! Il pulmino della In Viaggi ci accompagna al nostro hotel, dalla parte opposta dell’isola, circa un’oretta di strada. Nelle guide avevo letto di un’affascinante natura selvaggia, e primitiva, invece mi ritrovo in un’isola che non ha niente a che vedere con il terzo mondo. Qui le strade e le strutture sono moderne e ben attrezzate. Sono le 3 quando arriviamo esausti al Coralia Club Mont Choisy nell’omonima località. Per fortuna qui non piove più ed il cielo sembra stellato, questo avvalora le voci che dicono che in questo periodo sono frequenti piogge nella costa Est. In hotel tutti dormono e le luci sono spente, anche quelle della nostra camera che si rifiutano di accendersi finché un addetto non interviene, ed ecco una incantevole stanza in perfetto stile coloniale, con le pareti colorate, un letto a 2 piazze e mezzo enormi coperte di cuscini; il terrazzo si affaccia sul giardino e offre la vista sul mare (di cui ora sentiamo solo il rumore) 15 OTTOBRE Dopo il viaggio e l’arrivo in hotel ne mezzo della notte, per questa mattina avevamo fissato la sveglia...Ad oltranza! Nel pieno del nostro primo sonno Mauriziano, alle 8 squilla il telefono...Come un suono proveniente da un altro mondo. La reception c’informava che l’istruttore di sub contattato da Andrea dall’Italia, era lì. Caspita che efficienza...E senza nemmeno avergli dato appuntamento...Ringraziamo e ci accordiamo per risentirci. Quando alle 10 ci alziamo per andare a fare colazione il receptionist ci avvista che il tipo del diving era ancora la ad aspettarci! Così incontriamo un tipetto troppo buffo, nero, basso e grassottello, assistente dell’istruttore di sub (uff!) con il quale Andrea concorda un’immersione...Immediatamente. Presa la sua attrezzatura, con il tipetto raggiunge il centro sub di Trou aux Biches. Nel frattempo io raggiungo il gruppo della In Viaggi per la riunione introduttiva con l’assistente locale, Veni che ci spiega il funzionamento dell’hotel e le escursioni proposte dal tour operator (a prezzi molto europei!). L’hotel è un 3 stelle, ma molto carino: tipico stile coloniale, con un corpo centrale dove si trova la reception, il ristorante, il bar e 2 negozietti. Le camere sono distribuite nelle casette sparse nel giardino tropicale, tra palme e bouganville: sono a 2 piani, con la veranda o il terrazzo. C’è una grande piscina e 2 piccole idromassaggio. Vicino alla spiaggia c’ un ristorantino più piccolo con dei tavolini sotto a dei gazebo direttamente sul mare. Al termine della riunione vado in spiaggia a fare una passeggiata anche fuori dall’hotel, fino alla spiaggia pubblica di Mont Choisy. All’inizio della baia c’è un bell’altare induista, costruito sopra degli scogli: una famiglia stava portando offerte: vassoi di cocco, banane ed ananas, bruciavano incenso e candele, lavavano le statue variopinte con acqua e latte

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