Mauritius, l'isola che non c'è

Si dice “A caval donato non si guarda in bocca”, ma quando il cavallo è un bellissimo purosangue, il regalo è ancor più gradito. E’ il 20 Novembre 2006 che io e Mattia partiamo per un viaggio incentive, vinto per ...

  • di Kaila
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in gruppo
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Si dice “A caval donato non si guarda in bocca”, ma quando il cavallo è un bellissimo purosangue, il regalo è ancor più gradito.

E’ il 20 Novembre 2006 che io e Mattia partiamo per un viaggio incentive, vinto per un ottimo anno di lavoro da parte del mio Amore. Un mese prima della partenza arriva la conferma della destinazione vie e-mail. Si Parte per Mauritius.

Per tutto il tempo antecedente la partenza, mi sono informata sul luogo, gli usi e costumi dell’isola, e in ogni diario di viaggio, racconto o recensione, articoli di viaggio e guide turistiche, il vezzeggiativo era unisonante: “l’isola del Sorriso”. Mai e poi mai avrei immaginato che anche io, al mio ritorno, l’avrei chiamata così.

Il ritrovo al banco gruppi dell’ Azienda è alle 15:30, ma gia da un pezzo eravamo all’aeroporto di Roma Fiumicino, in compagnia di colei che il viaggio l’aveva organizzato (Grandiosa MariaElena). Un po’ alla volta arrivano tutti i partecipanti a questo viaggio di gruppo, ma le 160 persone erano gia divise in piccole compagnie, e così aspettiamo anche noi i pochi conoscenti all’interno del gruppo.

L’Airbus 340 dell’Air Mauritius decolla puntuale alle 18:30 (forse anche un po’ prima!) e mi ritorna in mente una frase letta nel mio forum preferito “gia a bordo dei loro aeromobili ci si rende conto di come sono i mauriziani, ovvero gentilissimi”... così è stato davvero. Abbandonate le sempre uguali divise da hostess, qui le ragazze portavano abiti azzurro cangiante decorati con motivi cashemere, quasi come se indossassero un sari. Il tempo passa lento in aereo, qualche passeggiata per trovare qualche conoscente, e la visione di tre volte lo stesso film. Un pasto che forse per la prima volta sfiora la decenza in un aereo.

Sono le 7:30 del mattino successivo quando atterriamo sull’Isola. Ad accoglierci ballerine di segà e corone di fiori gialli, e via sugli Autobus. L’Hotel Le Victorià ci aspetta, ma ci vorrà un’ora per attraversare l’isola, così ammiro il paesaggio: Natura selvaggia e modernità coesistono armoniosamente. Pensavo di trovare una società rimasta indietro negli anni, forse un po’ povera... invece trovo strade in ottimo stato, auto non necessariamente vecchie (Ho visto dei nuovissimi BMW X5 in circolazione!), case semplici, ma dignitose. Una Cyber City tutta vetri a specchio. Una capitale, Port Louis, caotica e affollata, ma rilassata allo stesso tempo. Gia non mi mancava più la Tangenziale di Mestre. Non che ci voglia poi molto.

Eccoci.

L’Hotel Le Victorià è tremendamente bello. Una struttura davvero lussuosa, curatissima. Si sente e si vede la recentissima ristrutturazione completa, conclusa appena il mese precedente.

Le porte delle camere, munite di Pass magnetico nascondono all’interno una meraviglia: esageratamente enormi, un letto molto comodo, due divani, una TV da almeno 28’’, quadri, un bel terrazzo vista mare con tanto di lettini e sedie. E il bagno? Wowow. Marmi, lavabi ultimo modello sovrapiano con rubinetteria di ultima generazione. (Avendo appena finito di arredare casa, SO quanto costa quella roba!).. Vasca incastonata nel marmo, e la doccia, grande, affiancata alla vasca, con un soffione enorme... tutte quelle goccioline... Non mi ci rifate pensare, o rifaccio di nuovo tutto il bagno a casa!!! Il cibo è discreto, internazionale ma con note decisamente locali. Non mi è mai mancato nulla. Nota di merito per i dolci: Buonissimi!!! (spesso si incontrava qualcuno con il piatto pienissimo di dolcetti, e quando osservavi quanto strabordasse la risposta era sempre la stessa: ma è per tutto il tavolo!!! Credici...) Il servizio da parte dei mauriziani è eccellente. Degna di nota la pulizia delle stanze. Ogni 5/6 stanze c’è un inserviente. Il nostro, Salim, ho notato veniva anche 3 volte al giorno in stanza. La mattina puliva, il pomeriggio riordinava il letto in caso di pennichella, e la sera, durante la cena, cambiava gia gli asciugamani usati per la doccia e chiudeva le tende per la notte. Cospicua mancia d’obbligo. E’ stato bravissimo

  • 647 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Parole chiave
Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social