La Martinica e il Mal delle Antille

Sì sì… avete letto bene.. Non sto parlando del “MAR” delle Antille bensì del famoso “MAL” delle Antille, nuova forma di virus che colpisce coloro che almeno una volta si sono recati in una di queste isole dell’arcipelago caraibico, Martinica, ...

  • di Claudina67
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: 3500
 

Sì sì... avete letto bene.. Non sto parlando del “MAR” delle Antille bensì del famoso “MAL” delle Antille, nuova forma di virus che colpisce coloro che almeno una volta si sono recati in una di queste isole dell’arcipelago caraibico, Martinica, Guadalupa... Si manifesta al ritorno con forti crisi d’identità del tipo “mollo tutto e mi trasferisco lì”, accompagnati però da insistenti dubbi del tipo “cosa ci farò in un luogo in cui parlano solo francese se io non ne capisco neanche una parola??”; sudorazioni notturne dovute alle immagini delle palme che frusciano al vento di una spiaggia deserta oppure del tramonto da cartolina l’ultima sera sulla tua spiaggia preferita... e che dire del sorbetto al cocco venduto in spiaggia dalle gentili signore in abito tradizionale? Al pensiero del misero sorbetto confezionato che hai appena comprato al supermercato ti salgono le lacrime agli occhi... Tutto ciò e molto di più sono i Caraibi francesi, Guadalupa e Martinica, due isole meravigliose che mescolano l’atmosfera e le tradizioni creole alla quelle francesi, in cui si possono trovare spiagge incredibilmente deserte in bassa stagione, e da visitare in completa libertà in lungo e in largo con un’auto a noleggio. Riguardo a queste isole secondo me la Francia ha il merito di non averle trasformate né in un luogo di turismo di lusso, né di turismo di massa.. Sono semplicemente luoghi “normali” (si fa per dire) in cui andare in vacanza, soltanto che sei ai Caraibi! Con hotel, residence e appartamenti da prendere in affitto da privati e, credo, un solo villaggio turistico, il Club Mediteranneè. Vedendo come vive la gente del posto e il tenore di vita che è buono, ti viene da pensare che forse potresti fare quella vita anche tu... per dire: dal lunedì al venerdì si va in ufficio e poi alla sera invece che nel tuo appartamento di città, ritorni in una casetta in stile creolo in cui ti gusti un bel ti-punch guardando il sole che tramonta sul mare... poi nel fine settimana, tutti in spiaggia! Con tende, bambini, cagnolini e barbecue! Ahi ahi ahi... son pensieri pericolosi!! ☺ Dopo essere stati in Guadalupa due anni fa, il nostro ultimo viaggio ci ha portato quindi in Martinica dal 17 al 31 maggio.

Abbiamo deciso di dividere il soggiorno in due settimane: la prima sulla costa caraibica, a Petite Anse, e la seconda sulla costa atlantica dell’isola, a La Trinitè. In entrambi i casi abbiamo affittato una casa da privati: a Petite Anse una villa tutta per noi con vista panoramica sulla baia, veramente spettacolare ma abbastanza isolata e lontana dal mare. A La Trinitè invece, una cittadina che dà sull’oceano Atlantico, nell’appartamento a piano terra di una villa in cui risiedevano anche i proprietari, piccolo ma grazioso e più vicino al mare. La differenza tra la costa caraibica, in particolare nel sud, e quella atlantica si fa notare a tal punto che a volte sembra di essere in due isole diverse! Sul versante caraibico si trovano molte spiagge bianche, mare calmo e, a tratti, panorami quasi aridi; dall’altra parte invece, a nord della penisola de La Caravelle, il mare è molto mosso, con onde violente, spiagge di sabbia nera (Martinica è un’isola vulcanica) e divieto di balneazione. La costa sud-atlantica invece è orlata dalle mangrovie e vi si trovano molte isolette al largo, e belle lagune, il tutto orlato da una natura molto più lussureggiante. La zona più turistica si trova quindi nel versante sud-caraibico; in una giornata abbiamo attraversato una serie di paesi e cittadine uno più bello dell’altro, da Diamant, attraversando Sainte Luce, a Marin, porticciolo turistico incastonato in fondo ad una splendida baia, fino a Sainte Anne, conosciuta soprattutto perché nelle sue immediate vicinanze si trova la ben nota spiaggia di Salines, lungo nastro di sabbia orlata da palme e con mare calmo, l’unica spiaggia abbastanza frequentata che abbiamo trovato durante tutto il nostro soggiorno. Il bello della bassa stagione è che ti permette di trovarti quasi da solo su spiagge fantastiche che magari altrimenti troveresti affollate, sederti lì e guardarti attorno, e... iniziare a fantasticare!! Ci ha colpito in modo particolare Diamant. Il paese è graziosissimo, con le sue casette colorate, la chiesetta sul piazzale antistante la spiaggia, una baia molto grande con una striscia di sabbia orlata di un'unica fila di palme, altissime e svettanti nel cielo azzurro. L’immagine della baia con sullo sfondo il Rocher du Diamant è veramente incantevole, peccato solo per il brutto pontile. Il Rocher du Diamant è uno scoglio fotografatissimo che si trova al largo della baia e che in realtà è proprietà non della Francia, bensì della Marina Britannica... Reminiscenze di tempi che furono, in cui le flotte di nazioni avversarie si scontravano in questi mari per contendersi l’isola! Nei pressi di Diamant si trova il Memorial Anse Cafard, un monumento costituito da una serie di statue bianche: rappresentano uomini che guardano verso il mare e vogliono ricordare l’inabissamento di una nave negriera al largo della costa, in cui tutti gli schiavi incatenati a bordo perirono

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