Magia del Marocco

Trovo finalmente il tempo necessario per raccontare per scritto il mio viaggio in Marocco svoltosi nell'estate 2005. Io e il mio fedelissimo compagno di viaggio Jacopo partiamo da Torino all'alba, alla volta di Casablanca. Arrivati un po' spaesati all'aereoporto di ...

  • di Raoul
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Trovo finalmente il tempo necessario per raccontare per scritto il mio viaggio in Marocco svoltosi nell'estate 2005.

Io e il mio fedelissimo compagno di viaggio Jacopo partiamo da Torino all'alba, alla volta di Casablanca.

Arrivati un po' spaesati all'aereoporto di Casà, tutti la chiamano così, veniamo letteralmente prelevati da un tassista che ci porta in un albergo in centro che abbiamo scoperto essere di categoria chic, e infatti non risulterà molto economico.

Partiamo alla ricerca della moschea di Hassan II la terza più grande del mondo arabo e l'unica visitabile in Marocco. Nel lungo tragitto a piedi scopriamo Casablanca che si rivela essere un posto infame, sporco e mal concepito. La moschea invece è imponente ed è bellissimo afficciarsi sul lungo mare per guardare dei ragazzi che si tuffano coreggiosamente in un mare sporco e agitato. Lasciamo Casablanca proprio il giorno dopo e ci dirigiamo a Fez. Tutta un'altra storia!!!!! Innanzitutto un gentilissimo signore in treno ci indica un albergo (Pension Hotel Dalila Bab Oued Zhoun n.26 Median Fes 0021298616955 moroc90@hotmail.Com )in prossimità di una delle porte alla medina (città vecchia), in cui ci troviamo benissimo e sarà fondamentale per la continuazione del nostro viaggio. Fez è fantastica, la medina è rimasta intatta dal Medioevo e si inerpica su una collinetta sulla cui sommità siu trova un cimitero, in un groviglio di stradine in cui è facilissimo perdersi. Conosciamo un ragazzo berbero, Aziz, che ha un bellissimo negozio nel suk (mercato) e parla italiano, quel posto con il suo "angolo berbero", il tè a tutte le ore, e i personaggi più assurdi della città che vanno e vengono diventerà la nostra seconda a casa a Fez. Ma il viaggio deve continuare, così con una coppia di italiani, un giovane attore inglese ed un muratore neozelandese conosciuti in albergo, e forti dei contatti forniti da Aziz partiamo per il deserto, destinazione Rissani.

Il viaggio si svolge su un cosiddetto chicken bus dove si è stipati come sardine e si elargiscono mance a chiunque ti rivolga la parola, ma sembra di far parte di un servizio del National Geographic, con signore dai vestiti sgargianti e vecchietti che russano come cammelli. Arriviamo a Rissani dove ad accoglierci troviamo un amico di Aziz, Alì che ci invita a pranzo a casa sua e fa massaggi berberi a tutti per scongiurare i problemi intestinali che sembrano essere prossimi per la maggior parte di noi. Dopo aver riposato un po' partiamo con una jeep per Merzougat, dove un grande erg (una parte di desero sabbioso) è la principale attrazione. Infatti ci installiamo in una albergo realizzato come fosse una casbah (Auberge Erg-Chebbi 061351656bauberge_ergchebbi@yahoo.Fr) e partiamo subito per la tanto agognata spedizione nel deserto a bordo di un cammello.

L’esperienza lascia il segno: il rosso del deserto contrasta col blu del cielo e l'ondeggiare del cammello ti culla. Fantastico! Ci ospita una famiglia berbera che ha tutti gli animali possibili escluso il maiale e che ci offre anche la cena 8° dir il vero è tutto incluso nel costo non proprio economicissimo dell’escursione) e la notte trascorre insonne ad ammirare le stelle che ci sovrastano.

Ritorniamo all'albergo-casbah il giorno dopo e dopo un pomeriggio trascorso tra la doccia e il letto e una cena all’aperto interrotta da una bufera di sabbia con due, e dico due, gocce di pioggia, partiamo l’indomani dopo aver contrattato un passaggio in jeep fino a Ouarzazate con uno degli amici di Ali che gironzolano per la hall dell’albergo. Attraversiamo le gole del Draa e godiamo della vista della via delle casbah, ripromettendoci che quando torneremo in Marocco ci fermeremo in questi villaggetti abitati da gente ospitale e ricchi di macchie di verde ricavate dall’opera di canalizzazione dei piccoli corsi d’acqua che coraggiosamente si insinuano tra l’aridità del paesaggio

  • 779 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social