Marocco itinerante

In giro tra Marrakech, Ouarzazate e Fes alla scoperta di kasbah in mattoni rossi, dune e deserti, suk e sontuosi palazzi

  • di unavaligiaperdaniela
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 7
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Quattro adulti e tre adolescenti in giro per il Marocco ad agosto

Marrakech, Fez, Atlante e il deserto

3 AGOSTO: MILANO-MARRAKECH

L'aereo Ryanair per Marrakech parte da Orio al Serio alle 11:35 e, come di consueto, arriviamo in aeroporto per tempo lasciando le macchine al vicino parcheggio P3 dell'aeroporto. Siamo in 7: io (Daniela) e Maurizio con Matteo e Francesca + Paolo e Paola (i Paoli) con Elena.

Grazie alla politica di Ryanair per la quale se non acquisti il posto non ti mettono vicini, sull'aereo siamo tutti e 7 sparsi. Pazienza, tanto il viaggio non è lungo e io lo trascorro fin dal primo minuto, prima ancora del decollo, chiacchierando con Madani, l'ingegnere marocchino mio vicino che avendo bevuto quella mattina 5 caffè è ben sveglio e non smette un attimo di parlare nonostante gli dica chiaramente che vorrei dormire un po'. Comunque la chiacchierata è piacevole: mi dà consigli per il viaggio e mi dà anche il suo numero di cellulare casomai avessi bisogno a Marrakech.

Arriviamo con un quarto d'ora di ritardo, ci sono le formalità alla dogana, qualche apprensione per una valigia abbandonata al controllo passaporti, ma alla fine usciamo dall'aeroporto dove ci aspetta, credo da più di un'ora, la navetta del riad.

Il raid che abbiamo prenotato con booking è il Riad Maissoun che si trova nella Medina a 350 m dalla Piazza Jemaa El Fna. Ci accolgono con il the caldo alla menta e prendiamo possesso delle camere dove staremo per tre notti consecutive. Le camere sono al primo piano, abbastanza spaziose e comode: unica pecca la poca luce artificiale che sarà una costante di tutte le sistemazioni che troveremo in Marocco.

Sistemati i bagagli usciamo e ci rechiamo subito nella vicina e famosissima piazza dove per prima cosa andiamo all'ufficio cambio che mi ha consigliato il mio loquace compagno di viaggio e dopo un'interminabile attesa (ci sono poche persone ma sono molto lenti) cambiamo i primi dirham. I primi soldi locali vengono spesi per l'acquisto di acqua fredda e succhi di frutta spremuti al momento nelle bancarelle della piazza. La piazza è immensa ma a quell'ora di pomeriggio è mezza vuota, o per lo meno ci sembrerà vuota a confronto della moltitudine di gente che ci sarà di sera. Veniamo subito fermati da chi ci vuole vendere qualcosa, cambiare soldi, fare foto... Ci sono gli incantatori di serpenti e cobra, le scimmie, le donne che fanno tatuaggi con l'hennè, c'è chi fa musica e incominciano ad arrivare carretti, biciclette, muli, motorini con diversa mercanzia.

Noi ci addentriamo nei suq e poco dopo veniamo affiancati da un ragazzo gentile che si propone di accompagnarci alle concerie, specificando che non è una guida e non vuole soldi: è cordiale e ci fidiamo: con lui attraversiamo un quartiere popolare e alla fine ci lascia davanti ad un ingresso di un cortile dove ci accoglie un tipo altrettanto gentile che ci invita ad entrare e ci fa vedere le vasche dove vengono lavorate le pelli. Ci dice che la conceria di Bab Debbagh è aperta un solo giorno alla settimana (oggi!) e ci spiega le varie fasi di lavorazione. L'odore delle pellami è forte e nauseabondo e noi utilizziamo dei rametti di menta che ci ha dato all'ingresso. Il ragazzo che ci fa da guida è gentile e simpatico e ci lasciamo portare in una vicina bottega-negozio di pellami che visitiamo ma riusciamo a non comprare niente perché è caro; poi ci porta in un negozio di spezie dove vediamo la macina per l'olio di argan e il simpatico negoziante ci mostra varie spezie, semi, oli. Alla fine proprio non riusciamo a non comprare dei semi di cumini nero che dalla dimostrazione del negoziante sarebbero efficaci per il raffreddore e il mal di testa: li strapaghiamo: 20 euro per 130 gr di semi, ma ci sembra anche un modo per sdebitarci del giro

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