Marocco andaluso

Una breve fuga dall'autunno in un Paese che offre panorami talmente diversificati, da meritare ritorni e ritorni…

  • di artemisia59
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Novembre, mese triste e grigio. Una voglia improvvisa di colori e di tornare in Marocco. Pochi giorni, da dedicare al Marocco Andaluso, quella parte nord che sembra poco Africa, ma ha un fascino tutto suo. Il Marocco è un Paese che offre panorami talmente diversificati, da meritare ritorni e ritorni…

Sbarchiamo a Rabat, con la solita e puntuale ryanair, temendo le lungaggini dei controlli, che invece sono sì rigorosi, ma organizzati in maniera molto scorrevole. Cambiamo gli euro, senza i soliti problemi dei cambi aeroportuali, vale a dire no commissioni come ovunque e cambio sovrapponibile a quelli delle agenzie cittadine. Dall’aeroporto, prendiamo il bus che con 40 dirham a testa ci porta in meno di un’ora davanti alla Gare Rabat Ville, la stazione ferroviaria centrale di Rabat. Sono circa le 21.30, la temperatura è piacevolissima, e lungo il viale Mohamed V della bella città, procedendo verso la Medina, è tutto un via vai di persone a passeggio. Il viale, praticamente finisce davanti alla porta centrale della Medina e, superatala, entriamo nella zona più antica e suggestiva. Dobbiamo cercare il nostro Riad. Anche qui gente seduta all’aperto a cenare, mercato e negozi aperti: sembra ancora estate. Dopo pochi passi, svoltando a sinistra in una silenziosa stradina a fondo cieco, arriviamo al Riad Dar Yanis : 57 euro con una sontuosa colazione.

La mattina seguente è dedicata alla visita della tranquillissima e ordinata Medina, il centro della antica Rabat, risalente al 17° secolo. Non intricata come le medine di altre città marocchine, ha il respiro del mare, su cui si affaccia dalla Kasbah degli Oudaias. Questo è un punto stupendamente panoramico, con una doppia visuale tra il fiume e la spiaggia. Per arrivarci, bisogna attraversare la porta Bab Oudaia, in meraviglioso stile moresco. E qui si attraversa la Kasbah, straordinariamente simile a un villaggio cicladico, giungendo poi al punto panoramico che si apre improvvisamente.

Avendo già visitato Rabat in un precedente viaggio, ci riteniamo soddisfatti dalla bella passeggiata, e possiamo iniziare a pensare al bus per Tetouan, dove resteremo un paio di notti. Solitamente si pensa ai bus della CTM, quelli dedicati principalmente ai turisti, ma esistono molte altre compagnie, che fanno la differenza nel numero delle corse. Oltre quindi a consultare il sito della CTM, ho cercato anche le corse alternative sul sito Mosafir.ma. Tra l’altro questi bus di compagnie come Transport National, Najme Chamal, Bokhayar, Wissam Dahabi, ecc., sono notevolmente meno cari.

A Rabat ci sono due principali stazioni bus: Agdal e Kamra, per cui bisogna sapere da dove parte il vostro bus. Nel nostro caso siamo diretti alla stazione Kamra, che si può raggiungere con un bus cittadino al costo di 4 dirham o con un petit taxi giallo al costo di 30 dirham (3 euro). Poi ci sono gli sconquassati taxi blu, che fanno salire chiunque durante il percorso, non sapendo bene in quanto tempo arriverete a destinazione. La stazione è molto ordinata, con le biglietterie divise per destinazione, come tutte le stazioni marocchine. Alcune, come quella di Tetouan, hanno anche dei begli e ampi giardini con bar.

TETOUAN

Arriviamo al tramonto. E’ suggestivo vedere la “Colomba Bianca” (così è detta Tetouan), posata proprio come una colomba con le ali spiegate, bianchissima sotto il cielo rosato..

Anche qui ci sono due stazioni bus: quella centrale, dove arriviamo, e quella della CTM, posta a poca distanza. Entrambe sono nella parte bassa della città, da cui bisogna salire per arrivare nel centro. A piedi sarebbero circa 15 minuti, ma preferiamo prendere un taxi che ci accompagni al punto concordato con il gestore del Riad: la Piazza El Feddane, nel cuore della città, da cui poi dovrebbe essere semplice entrare nella Medina e trovare il nostro alloggio. Seguiamo le indicazioni, ma ci perdiamo. Capiremo poi che il taxista non ci aveva portato nel luogo concordato… Con l’aiuto di un signore che si offre di accompagnarci, facendoci fare per un’ora giri assurdi in tondo nella Medina, (tanto poi per giustificare la sua richiesta di 40 dirham) alla fine riusciamo ad arrivare al Riad Dar Rehla. Bello, ma soprattutto con una impareggiabile vista sui tetti della città e sulle montagne che la racchiudono, come in una conca. Tetouan, covo di pirati, distrutta dagli spagnoli per difendersi dai loro attacchi, fu poi ricostruita dai mudejar in fuga dalla Reconquista Cristiana in Andalusia. Ha quindi una fortissima impronta architettonica andalusa, specie nelle fortificazioni cittadine, ma è comunque una città in cui convivono stili e religioni, ottomane e cristiane. Al di fuori della Medina, meravigliosamente integrata col resto della città, si percepisce un modo di vivere molto vicino a quello che si respira nella vicina Andalusia. Così le piazze, le strade e gli edifici, in stile coloniale spagnolo, offrono motivo di piacevolissime passeggiate

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