Escursione nel deserto di Zagora

Diario dettagliato di una due giorni in Marocco

  • di Mara Agostini
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Premetto che il Marocco lo conosco molto bene, sono 7 anni che lo frequento almeno 2 volte all’anno, ho iniziato con i tour classici e ultimamente, in collaborazione con le guide, studiamo percorsi fuori dalle solite strade, affrontando piste più o meno difficoltose e esplorando nuovi siti, villaggi ecc.

Sono amante soprattutto del deserto e conosco bene sia l’Erg Chebbi a Merzouga sia l’Erg Chegaga a M’hamid ma mai ero stata nel deserto di Zagora dove sapevo che organizzano escursioni di 2 giorni da Marrakech.

Ne ho approfittato 10 giorni fa quando per un’ottima occasione di voli ho fatto 4 giorni in Marocco.

Sono arrivata a Marrakech da Treviso verso le 22.30, ho preso un taxi che mi ha lasciata alla piazza Jamaa El Fna, il riad lo conoscevo e non ho perso tempo per la ricerca. Kamal, che avevo già contattato dall’Italia mi aveva già prenotato l’escursione per il mattini successivo. Partenza alle 08.30 dalla Piazza sotto al Cafè de France, siamo in circa 16 persone sul comodo pulmino. Prendiamo la strada verso il passo del Tichka, sosta caffè dopo circa un’oretta, prima di arrivare in cima al passo (2260mt.) ci fermiamo a fare alcuni scatti fotografici da un punto panoramico molto bello. Il Clima è mite è una bellissima giornata di sole il cielo è terso di un azzurro spettacolare. Riprendiamo la strada e arriviamo a Ouarzazate attraversando paesaggi meravigliosi, lì ci aspetta una guida che ci accompagna nella cittadella (puebla) della kasbah Taourirt.

Il caldo si fa sentire abbondantemente, per fortuna mi ero vestita a ”cipolla”, com’è consigliabile vestirsi in Marocco quando la stagione è ancora incerta. Dopo circa un’oretta si va a pranzare in un bellissimo ristorante proprio di fronte alla Kasbah, pranzo un po’ turistico ma accettabile.

Riprendiamo il viaggio e arriviamo a Zagora non prima di aver fatto un’altra sosta caffè. Ci avviamo lungo una strada desertica dove, ad un certo punto, vediamo dei dromedari “parcheggiati” a lato, il pulmino si ferma e qui inizia l’avventura. Il sole sta quasi tramontando (eravamo un po’ in ritardo sulla tabella di marcia) la carovana parte con allegria e io sopra il mio dromedario mi sento felice. Il terreno è sassoso, non c’è la sabbia a cui sono abituata. A metà strada ci fermiamo per scattare delle foto perché il sole ci stava regalando un fantastico tramonto. Dopo quasi 40/45min. arriviamo all’accampamento che è già buio. Le tende belle grandi sono disposte a semicerchio da una tenda più grande che era quella dove più tardi ci avrebbero servito la cena. Un po’ più distante c’erano i bagni dotati pure di docce. I ragazzi dell’accampamento ci assegnano la tenda ad ognuno (4paxper tenda) e ci offrono un buonissimo thè alla menta, informandoci che la cena sarebbe stata servita di lì a un’ora.

Intanto la temperatura si è abbassata e il vento alzava un po’ la sabbia (niente a confronto delle tempeste di sabbia nell’Erg Chebbi), alzo gli occhi ed ecco lo spettacolo del cielo cosparso di innumerevoli stelle, bianchissime, grandi, sembrava di poterle toccare, per non parlare del silenzio, un silenzio ovattato che solo chi conosce il deserto sa ascoltare.

Ceniamo poi tutti nella grande tenda, una squisita zuppa accompagnata da una tajine di pollo e verdure, frutta fresca e pane a volontà. Ci ritroviamo poi all’esterno dove i berberi hanno acceso un grande fuoco e cominciano ad allietarci con le loro musiche e i loro canti al suono dei tamburi, non potrei essere più contenta di così; la musica berbera, il fuoco, il cielo stellato… Si fa tardino anche perché ci coinvolgono con canti e balli e a una cert’ora ci ritiriamo per la notte, si sta bene dentro la tenda, una coperta era più che sufficiente

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