Marocco 2017: deserti, emozioni e sogni

Proveremo a viaggiare in questo meraviglioso paese (con tutte le sue sfumature e la sua gente) on the road: una macchina, strade, tanti sogni ed emozioni... solcheremo deserti, attraverseremo città e sicuramente incontreremo persone meravigliose

  • di Matthew Martino
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Marrakech, Africa all'orizzonte. Day 1

Era dal 2009 che non tornavamo in Africa, dopo quel breve viaggio nella savana Kenyota ci è sempre rimasto li in fondo al cuore quel sapore malinconico, quel desidero dolce amaro che ti fa sognare le cose e che dici che prima o poi ci tornerai... ecco, quando il nostro aereo si avvicina a Marrakech si intravedono le prime dune, si vede tutto il rosso della terra... e sì, questa è l'Africa, quella che ti porti dentro e che devi riscoprire attraverso un nuovo paese, il Marocco. Atterrati a Marrakech, sono le 9.10, l'aria è frizzante e fresca, ma il sole vuole prendere la scena e appena ti fermi un attimo lo senti caldo sulla pelle.

Sbrigate le formalità doganali, con il nostro nuovo timbro sul passaporto ci troviamo a contrattare con i tassisti una tariffa adeguata per raggiungere il nostro riad nella medina di Marrakech. Con 100 dirham raggiungiamo il "Ryad Marrakech, ci viene offerto del caffè e dei piccoli pasticcini sulla terrazza della struttura... da qui si vedono diversi minareti, le torri delle moschee e palazzi nel classico stile arabo, il panorama è bellissimo. Lasciati gli zaini decidiamo di andiare a perderci tra le vie di Marrakech e una volta chiusa la porta della riad alle nostre spalle ci troviamo immersi in un paese di cui conosciamo ben poco... ci sentiamo un po persi, sarà che non parliamo ne francese, ne spagnolo e ne arabo, o forse è perché siamo un po stanchi della levataccia (3.30) e non siamo più abituati... Il caldo inizia a farsi sentire, decidiamo così di visitare "le Jardin Majorelle", villa appartenuta al pittore francese Majorelle che ne commissionò la costruzione in stile moresco con un lussureggiante giardino marocchino, dopo la sua morte fu abbandonata ma ritrovò il suo splendore grazie ad Yves Saint Laurent che la comprò e la risistemò dando nuova vita al giardino botanico con piante provenienti da tutto il mondo.

Dopo aver preso il bus n. 11 ci troviamo in coda per entrare alla villa, il biglietto che acquistiamo per 100 dirham a testa comprende la visita del giardino ed il museo berbero che scopriremo essere davvero interessante. Il giardino è davvero bello, con piante, cactus e agave provenienti da diverse parti del pianeta, ci perdiamo per circa un ora ad osservare e scattare fotografie, la seconda parte della visita la passiamo al museo berbero, che tradotto letteralmente vuol dire "uomini liberi", popolazione originaria di questa parte del nord Africa. Il museo è molto interessante, pieno di utensili e reperti ma a sorprenderci è una camera in cui è stato ricreato il cielo notturno pieno di stelle nel deserto, uno spettacolo che vale davvero il prezzo del biglietto.Alle 14.30 finiamo la visita e torniamo alla riad per riposare e rinfrescarci. Alle 17.00 usciamo di nuovo per andare alla medina in piazza Jemâa el-Fna, patrimonio orale e immateriale dell'umanità. Arrivati in piazza veniamo circondati da una miriade di suoni, l'aria è colma di musica, magia, profumi e colori, ci sono gli incantatori di serpenti che fanno i loro spettacoli, gli ammaestratori di scimmie che fanno ammirare le povere bestie incatenate, ballerini, cantastori e molto altro, siamo incantati, restiamo stupiti anche sulla terrazza di un ristorante ad ammirare i colori del tramonto e i suoni delle moschee che cantano la preghiera del venerdì. La notte la piazza si colora di una miriade di banchetti, di bancarelle di ogni genere, di ristoranti a cielo aperto, di cantastorie e musicisti, di lampade ad olio e maghi di ogni genere, camminare qui in mezzo è davvero magnifico e torniamo così di nuovo verso il nostro "Ryad Marrakech", sognando un'altra pazza notte Africana

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