Marrakesh, Essaouira e il deserto africano

Viaggio tra i papaveri, la neve e sabbia del deserto

  • di federica21
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Lascio la pioggia ed il vento per il deserto in questi primi giorni di primavera che tardano ad arrivare... ed allora me la vado a prendere.

Poco più di 3h e mezzo di volo ed arriviamo a Marrakech di prima mattina, ma il sole già alto scalda i nostri maglioncini. Dopo l'interminabile serpentina per il controllo dei passaporti, preleviamo il bagaglio da stiva che stava girando sul nastro già da un po', cambiamo qualche euro e cerchiamo all'uscita il cartellino con i nostri nomi.

L'agenzia che abbiamo scelto grazie al passaparola con amici per fare il tour nel deserto tra qualche giorno è stata così gentile da venirci a prendere in aeroporto, portarci nel loro ufficio per sbrigare alcune formalità del tour e infine condurci al riad che abbiamo prenotato su booking.com.

Ok, ora c'è da divertirsi: mettete subito in conto che, se le prime due o tre volte riuscirete a raggiungere il vostro albergo o la piazza principale sarà stata solo questione di fortuna. Scaricate sul vostro cellulare una mappa tramite GPS in modalità off-line e seguite anche le indicazioni che vidarà il vostro riad, ma considerate di perdervi di continuo, come di continuo sarete “importunati“ da ragazzetti che vi diranno (non senza compenso di qualche spicciolo) come raggiungere la piazza o il vostro albergo\riad. Come avrete capito la medina è un dedalo di viuzze e vicolini lastricati e bui in cui affacciano l'uno di fianco all'altro milioni di negozietti e botteghe di artigiani di ciabattine, fruttivendoli, macellai con le carni appese fuori e in questi vicoli passeggiano, sfrecciano per meglio dire, motorini, persone a piedi, biciclette, gatti, asini, carretti, a cui dovrete prestare attenzione per non essere investiti in un continuo sottofondo di urla, clacson, fumi di barbeque, odore di cibi cotti, di spezie, di conciatura delle pelli, di pollame, di pesce... provate a rileggere quest'ultimo paragrafo con un po' più di velocità e tutto d'un fiato e forse vi darà l'impressione del caos che vi aspetta. Ah, ovviamente fuori dalla medina è la stessa cosa, in più ci sono le auto, soprattutto il sabato e la domenica... il delirio, sul serio!

Torniamo a noi, ci sistemiamo in Riad Bab Lakmiss nella parte nord della medina, e veniamo accolti come loro sanno fare con dell'ottimo tè bollente alla menta e due chiacchiere per sciogliere il ghiaccio. Ci dirigiamo subito alla piazza Djemaa el-Fna, siamo affamati e già abbastanza provati dal viaggio, non abbiamo alcuna voglia di perdere molto tempo a decidere dove pranzare e nella casualità, ci becchiamo forse il pasto peggiore di questa vacanza. Dopo un mediocre cous cous e tagine berbere con carne di dubbia natura scendiamo in piazza che è sorella del Souk in quanto a caos. Di giorno brulica di donne col velo pronte a disegnarti mani e piedi con l'hennè (qualcuna sembrava anche molto brava ma personalmente ho avuto una brutta esperienza 10 anni fa in Tunisia anche se mi sarebbe piaciuto tantissimo), incantatori di serpenti, ammaestratori con scimmiette al seguito, bancarelle, artisti di strada. La piazza di per sé non ha nulla di speciale, ma è questo via via di persone che la rende unica la mondo. Di sera poi vengono montati un centinaio di stand gastronomici e gli artisti si moltiplicano.

Visitiamo la Medersa di Ali ben Youssef, la scuola coranica più grande di tutta l'Africa settentrionale, il Musée de Marrakech (60 Dh biglietto combinato con la precedente), il Dar Bellarj, un centro artistico ad ingresso libero dedicato alle arti femminili e alla donna in generale

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