Un assaggio di Marocco

Un viaggio tra Essaouira, Marrakech e Fes… via Barcellona

  • di I bamboccetti
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Siamo partiti sabato 13 dicembre da Roma e abbiamo fatto tappa a Barcellona per una notte, soggiornando vicino a Passaje de Gracia, da dove si raggiungeva tutto a piedi. Dopo aver rinverdito i nostri ricordi della città, con buone nove ore di passeggiate in libertà tra sera e mattina, il giorno seguente ci siamo diretti all'aeroporto El Prat per il mio PRIMO viaggio in Marocco (secondo per mio marito), anzi per il mio PRIMO viaggio in assoluto in territorio africano (quarto per mio marito). Devo ammettere che l'idea di passare una notte in Spagna è nata per il prezzo del biglietto Ryainair per Marrakech che era di soli 40 euro da Barcellona (mentre il diretto da Roma continuava a "lievitare").

Viaggio: 8 notti, 8 giorni; una notte a Barcellona, 2 a Essaouira, 3 a Marrakech, 2 a Fes.

Per iniziare il viaggio con il piede giusto, ancora sul treno della Renfe diretto all'aeroporto di Barcellona, abbiamo ricevuto una telefonata dal servizio anti frode della VISA che ci annunciava movimenti sospetti della nostra carta di credito (pagamenti da Oakland, Stati Uniti!). Confermato che non autorizzavamo i pagamenti, hanno deciso di bloccare la carta. Abbiamo fatto incetta di contanti al bancomat dell'aeroporto di Barcellona e siamo partiti così, con i contanti imboscati un po' ovunque. Devo dire che il piccolo inconveniente si andava a sommare a parecchi timori che il mio maritino, considerando i suoi viaggi precedenti, mi aveva instillato, preventivamente, alla partenza, dicendomi che in Marocco vieni praticamente assalito da tassisti, venditori, finte guide, ragazzini, borseggiatori... Beh, mi ci è voluto un po' a darlo per assodato, ma non c'è stato niente di tutto questo. Essendo in bassissima stagione, l'assalto ai turisti era quasi inesistente, anzi, in un negozio di souvenir di Essaouira abbiamo dovuto fare segnali di fumo per avere udienza.

Arrivati all'aeroporto di Marrakech abbiamo preso un taxi per la Gare Routiere da dove partono i pullman della Supratours (di proprietà della ONCF, che gestisce anche il trasporto ferroviario nazionale). Per raggiungere la città dall'aeroporto volevamo provare l'esperienza dell'autobus locale (il 19) ma ce ne era appena passato uno davanti e in più pioveva a dirotto, quindi abbiamo optato per il "grand taxi" (circa 100 dhiram per la stazione dei treni o per il centro della città). Immagino non suoni molto "consiglio gourmet" ma, arrivati in stazione, in attesa del pullman per Essaouira, abbiamo mangiato alla Gare Routiere e devo dire che non ci ha affatto delusi. Con il pullman di linea "Supratours" (biglietto acquistato mezz'ora prima in stazione) siamo arrivati in tre ore, verso le 20.00, proprio vicino alla Bab Marrakech, una delle porte della Medina, a pochi minuti a piedi (sempre sotto la pioggia) e qualche stradina dal nostro Riad ("Dar Liouba", http://www.darliouba.eu, consigliatissimo!). La sera avevamo già concordato la cena con il Riad e abbiamo mangiato nel patio che sembrava riservato solo per noi. Devo dire che è stato il nostro miglior pasto!

Ci siamo subito resi conto che la città era tranquillissima, soprattutto a causa della bassa stagione, e l'impressione è stata riconfermata il giorno dopo: passeggiata per la Medina, al souk, al porto pieno di barche blue e di gabbiani che volteggiavano intorno ai bastioni a picco sull'Atlantico, con le onde che si frangevano alte e spumeggianti sulle rocce rosee. Immagino che il volto della cittadina in estate sia tutt'altro, con l'invasione dei surfisti, per cui le spiagge di Essaouira sono famose. Nel periodo in cui siamo andati noi i turisti erano davvero pochi, escluse le fasce diurne in cui qualche pullman scaricava "visitatori mordi e fuggi". Abbiamo atteso l'arrivo dei pescatori con il pesce fresco nel primo pomeriggio e abbiamo mangiato in uno dei banchetti allestiti al porto: norme igieniche non proprio a regola d'arte, ma la cucina per così dire "a vista" (griglia un po' annerita alle spalle dei tavolini) permetteva di vedere esattamente che il pesce scelto al bancone fosse quello finito effettivamente nel proprio piatto. Abbiamo passato delle ore a fotografare le barche ormeggiate e quelle in arrivo, le onde alte e le mura rossicce viste dal porto

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