Marocco: Marrakech, Merzouga, Fès, Chefchaouen e Rabat

Viaggio on the road: da Marrakech fino alle meravigliose dune di Merzouga. Si va verso nord, passando per la splendida Fez, nascondendosi tra le case blu di Chefchauen, finendo sulla splendida e moderna Rabat

  • di jackvis
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

A distanza di pochi mesi dalla Turchia, eccoci per un altro viaggio on the road. Questa volta in Marocco, alla scoperta di un paese dal fascino africano con una spruzzatina di Europa.

Ecco le informazioni del nostro viaggio

- Volo: prenotato su Ryanair tre mesi prima: Roma – Marrakech, 350 euro a testa con un bagaglio imbarcato.

- Assicurazione sanitaria: Stipulata sul sito di viaggi sicuri. 35 euro a testa.

- Auto: Affittata sempre sul fido rentalcars.com una Peugeot 206 dal 30 dicembre al 7 gennaio. Ritiro al centro di Marrakesch e riconsegna all’aeroporto. 280 euro inclusa la franchigia per danni. La benzina ci è costata circa 180 euro per 2.285 Km percorsi.

Nota sulla qualità delle strade in Marocco: sono tutte perfette, asfaltate anche in mezzo al deserto, fino a Merzouga. All’ingresso di ogni cittadina vi sono posti di blocco da parte della polizia. Tutto molto efficiente, magari fosse così anche da noi.

- Percorso: viaggio di 12 giorni. Questi i luoghi dove abbiamo pernottato

28-29 dicembre: Marrakech 30 dicembre: Gola del Dades 31 dicembre: Tinherir (gola del todra) 1 gennaio: Merzouga (notte nel deserto) 2 gennaio: Fez 3 gennaio: Fez 4 gennaio: Chefchaouen 5 gennaio: Tetouan 6 gennaio: Rabat 7 gennaio: Rabat 8 gennaio: Marrakech

- Dormire: Ancora una volta abbiamo preferito prenotare tutte le nostre notti dall’Italia su booking.com e una notte nel deserto tramite il sito Merzouga Experience (http://www.merzouga-experience.com). Molto valido.

- Spesa finale: Per 10 giorni abbiamo speso tutto compreso circa 1200 euro a testa

LE COSE DA NON PERDERE

- Marrakech e la piazza Jemaa-el-Fna: Definitela turistica, caotica. Eppure questa piazza ti cattura per il suo fascino e casino. Se si riesce poi a trovare un riad che ti isola dal casino quotidiano, è perfetto.

- Fès. La sua Medina da un milione di abitanti è patrimonio dell’UNESCO ha un fascino incredibile. Sembra un presepe vivente, con centinaia di migliaia di piccoli artigiani che si affacciano in un dedalo di vie. Veramente molto suggestiva. Jack la definisce “il Presepe napoletano a S. Gregorio Armeno in forma live”. - - Le Petite Kasbah Nomade. Questo piccolo albergo vicino alle Gole del Todra ci ha stregato. In mezzo al deserto, nei pressi di un bananeto, ha sicuramente carattere. Gestito da simpaticissimi proprietari lei francese, lui marocchino.

- La notte nel deserto sull’Erg Chebbi. Trasportati a bordo di un dromedario al tramonto e trascorrere la notte in tenda al freddo e al gelo. Esperienza davvero incredibile. Se siete in pochi (noi eravamo in tre guida compresa) lo è ancora di più.

- Rabat. La città che ci ha sorpreso di più. La più moderna e “occidentale” di tutto il Marocco. Pulita, non caotica, restaurata. E’ nel pieno dell’espansione. I suoi bastioni che si affacciano sull’Atlantico sono imponenti. E‘ la San Francisco D’Africa

LE COSE DA PERDERE

- Gole del Dadès e Gole del Todra. Decantate da vari amici, entrambe non ci hanno entusiasmato. Sarà anche che abbiamo visto panorami mozzafiato in California o in Argentino, la vista non ci ha impressionato. Soprattutto la gola del Todra è un canyon lungo 300-400 metri, asfaltato con venditori ambulanti. Insomma la magia sembra svanita.

- Tetouàn. Tra le belle città visitate, è l’unica che ci ha deluso. Sebbene sia patrimonio dell’UNESCO, non è scoccata la scintilla con questo centro. Quando si va in Cappadocia da tutte le guide viene descritta come un posto fantastico. A noi non ha fatto questa impressione. Alla fine è come un normale rivolo nelle Alpi. Molto più interessante invece la città sotterranea di Derinkuyu

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