Marocco, una settimana vissuta intensamente

Un impegnativo tour tra città imperiali e deserto

  • di Dagh
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Ecco i nostri quattro “cinquantini” (come direbbe Andrea Camilleri…) nuovamente in partenza, questa volta attesi da un impegnativo tour del Marocco che prevede città imperiali e deserto!

Questa la formazione-tipo:

- Mimmo: capo spedizione e assistenza medica

- Giuli: interprete e collegamenti informatici

- Carla: contabilità e gestione cassa

- Dario (che vi scrive): fotoreporter.

Prima di iniziare con il diario di viaggio mi permetto di inserire un piccolo glossario di termini molto ricorrenti in Marocco, che magari non tutti conoscono:

    Bab = porta
    Erg = dune
    Hammam = luogo pubblico nel quale si può fare bagno turco, massaggi, ecc.
    Kasbah = casa fortificata
    Ksar = villaggio fortificato in pisé
    Madrasa o Medersa = scuola islamica con dormitorio per studenti
    Medina = città vecchia
    Mellah = quartiere ebraico
    Pisé = mistura di fango e argilla cotta al sole
    Riad = letteralmente giardino di un patio, è oggi anche usato per indicare una pensione di lusso.
    Souk (o suq) = mercato.

20.9.2014 sabato

Un volo EasyJet da Malpensa – puntualissimo e confortevole – ci porta a Marrakech di primo mattino. Ad attenderci all’aeroporto troviamo Hassan, della Morocco Key Travel, che sarà il nostro autista e guida per tutta la settimana. La giornata trascorre visitando Marrakech, detta la “città rossa”, prima a bordo del fuoristrada del nostro autista, poi a piedi insieme alla guida locale Sharif. La città ci colpisce per la grande vivacità e i forti contrasti. Marrakech ha una medina in cui il tempo sembra essersi fermato, costituita da un dedalo di piccole viuzze affollate da una moltitudine di piccoli commercianti di ogni tipo, qualche moschea e alcuni hammam.

Viavai di gente dappertutto: a piedi, in bici, motorini e…asini. Tutti che urlano “balek!, balek!” per chiedere strada… insomma: un gran caos!

Al di fuori di queste “medine” le città si sono invece sviluppate in modo decisamente più moderno, con ampi viali e moderni edifici. Scopriremo poi che questa caratteristica è comune anche alle altre città cosiddette “imperiali”.

Il minareto della famosa moschea Koutoubia (alto circa 70 metri) è visibile ovunque e diventa un importante punto di riferimento per potersi orientare nella città.

Visitiamo il Jardin Majorelle, al cui interno si trova il Mémorial Yves Saint Laurent, la cattolica Eglise des Saints-Martyrs, le tombe Saadiane, il palazzo della Bahia (sede del Gran Visir Ba Ahmed, risalente alla fine del XIX secolo) e, ovviamente, la famosissima piazza Jemaa el Fna.

Dopo alcuni acquisti in erboristeria, ci ritiriamo nel nostro riad “Princess du desert”, proprio all’interno della medina, il cui personale ci accoglie molto cordialmente offrendoci il classico tè alla menta.

Dopo la cena al ristorante Terraces des Epices - a base di cous cous e tajine – ci concediamo un’ultima passeggiata nella pittoresca piazza Jemaa el Fna, in cui sono allestiti banchetti di varie specialità culinarie quali lumache, uova, spiedini, ecc. e dove i gestori tentano in tutti i modi di “accalappiarci”. Non si arrendono neanche dopo aver appreso che abbiamo già cenato: “ma siete magri, potete mangiare ancora!”, ci viene detto per convincerci.

21.9.2014 domenica

Partiamo per la capitale Rabat percorrendo una comoda autostrada. Durante il tragitto affianchiamo una vivace comitiva di tifosi di una squadra di calcio stipati all’inverosimile su alcuni furgoncini.

A Rabat ammiriamo il grande piazzale in cui si trova l’imponente Torre di Hassan e il Mausoleo Mohamed V dove, finalmente, l’ingresso è consentito anche ai non musulmani. La visita prosegue poi alla Kasbah degli Oudaia e alla necropoli Chellah

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