Marocco on the road

Un viaggio di dieci giorni (e duemila chilometri)

  • di elisareds82
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

10 marzo 2012

Il nostro viaggio inizia da Pisa direzione Marrakech! Appena arrivati prendiamo la nostra macchina prenotata dall’Italia con Autoescape (250 € per 7 giorni). Usciti dall’aeroporto facciamo benzina e arriva subito unafregatura, infatti il benzinaio dopo aver finto di mettere 100 dhr (circa 10 €) di carburante ci fa cambiare pompa con la scusa di aver problemi con l’erogazione, così al conto della seconda pompa si aggiungono i 100 dhm. Abbiamo il forte sospetto di essere stati raggirati, ma non siamo stati tanto, quindi onde evitare problemi il primo giorno di vacanza, paghiamo e basta. Al secondo pieno però il nostro sospetto viene confermato dalla differenza di prezzo… va be’ il mondo è pieno di furbi, ma buttate sempre un occhio a ciò che accade intorno a voi, soprattutto nei posti turistici (buona regola che vale ovunque nel mondo).

Il nostro viaggio prosegue in direzione Ait Benhaddou, una kasbah ristrutturata e usata come set cinematografico per molti film holliwoodiani. Il posto è carino ma certo non è il vero marocco al quale siamo interessati. In serata riusciamo ad arrivare a Ouarzazate, cittadina senza niente di particolare, ma molto accogliente. C’è da dire che per arrivare fin qua, abbiamo attraversato i monti dell’atlante, cosparsi di villaggi berberi completamente costruiti in fango in cui l’unico edificio struccato è la moschea, ma con un gran fiorire di parabole sui tetti, un curioso contrasto. Purtroppo abbiamo modo di notare la condizione delle donne, le uniche che lavorano portando sulla schiena fascini di legna, erba per le loro bestie oppure acqua, mentre gli uomini li trovi comodamente sdraiati all’ombra a fumare…

11 marzo 2012

La mattina di buon’ora ripartiamo con destinazione Merzouga. La prima tappa è l’oasi di Skoura, proseguiamo per la gola del todra, luogo suggestivo assolutamente da visitare, poi ci fermiamo per un giro a Rissani, ultimo avamposto prima del deserto e qui inizio a sentirmi osservata perché qui tutte le donne sono completamente coperte dal velo. Devo dire che nessuno è stato sgarbato, ma nonostante non fossi l’unica turista, tutti ( sia uomini che donne) si soffermavano a guardare il mio viso scoperto. Finalmente arriviamo alla meta, cena in albergo e a dormire.

12 marzo 2012

Oggi ci aspetta l’escursione nel deserto! Prima però andiamo a toccare con mano le dune a due passi dall’albergo e incontriamo 2 ragazzini che vendono oggetti in pietra fossile… non riusciamo proprio a rimanere insensibile ai loro volti… ci parlano delle loro famiglie che lavorano per il turismo, sottopagati (lì non c’è altro) e che anche loro cercano di contribuire… così compriamo 2 posacenere… A bordo di due dromedari portati a corda dalla nostra guida, in circa due ore e mezzo arriviamo al campo attrezzato nel deserto, dove ci aspetta il pranzo e l’immancabile the. Facciamo un giro sulle dune circostanti e ci riposiamo al caldo sole del deserto, solo durante il ritorno mi rendo conto che il sole brucia, ma ormai è tardi… risultato, la sera sono rossa come un peperone in tutte le estremità scoperte, nocche delle mani comprese… bene, così imparo… l’esperienza nel deserto però non ha avuto la poesia che mi aspettavo… tutto un po’ troppo finto, solo per turisti…

13 marzo 2012

Riprendiamo la nostra macchina e ci dirigiamo verso ovest la giornata passa in macchina, attraversiamo zone di deserti rocciosi dai colori indescrivibili, in tutta mattinata non incontriamo nessuna macchina, sembra di essere su un altro pianeta, poi raggiungiamo la valle del Draa, arrivati a Zagora pranziamo e facciamo un giro a piedi… la città non offre niente, ripartiamo e ci fermiamo a Agdz per la notte. Agdz è una piccola cittadina all’ombra di un monte a forma di tajiniera, qui incontriamo un personaggio singolare, ha un negozio di argenteria e attira la nostra attenzione con la scusa di una sua futura visita in italia a La spezia con un gruppo folcloristico di cui fa parte… ci sembra un modo per accalappiaci, comunque gli disegniamo la cartina dell’italia e indichiamo La spezia e ci offre un bel the berbero, che facciamo veramente fatica a rifiutare, ma alla fine riusciamo a uscire con la promessa di ritornare cosa che non faremo. Il giorno dopo lo vediamo spuntare ancora al mercato e ci chiede se abbiamo medicinale da barattare con lui… ma i pochi che ho a me servono… quindi nessun affare

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