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A sud di Marrakech

Lungo strade e piste del Marocco del sud

  • di Robert
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 6
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Ritorniamo in Marocco dopo alcuni anni, nella visita precedente la nostra meta erano state le città a nord di Marrakech questa volta visitiamo la zona a sud di Marrakech.

- 25/04 - Partiamo da Bologna l'aereo ha due ore di ritardo, dobbiamo fare uno scalo con cambio a Casablanca arriviamo in albergo alle tre del mattino

- 26/04 - Ci attende il fuoristrada che sarà il nostro mezzo di trasporto per i prossimi giorni, dirigiamo verso la valle dell'Ourika e ci fermiamo nel paese di Asni dove tutti i lunedì si svolge un mercato berbero. Il mercato non ha nulla di turistico e qui c'è tutto il suo fascino o non fascino a seconda dei punti di vista, le bancarelle sono tutte all'aperto in un grande spazio sterrato, il movimento di uomini e animali solleva una specie di impalpabile nube polverosa che avvolge tutta la zona compresi i banchi "fast food" in cui si cucinano spiedini di carne o grigliate di pesce. Le merci in vendita sono, ai nostri occhi, povere e misere ma rappresentano una fonte di vita e di commercio per la popolazione locale, a un certo punto su un piccolo ponte si attraversa il fiume Ourika sulla destra sono parcheggiati in riva e in mezzo alle basse acque alcune decine di asini non sappiamo se in vendita o lasciati lì in attesa del ritorno dei loro padroni, pochi metri più in là sull'acqua giocano bambini e donne lavano i panni, si sa che l'igiene è spesso una questione di latitudine. A proposito di asini occorre aprire una parentesi su questo utile ed umile animale che in Italia è una specie in via di estinzione presente solo in qualche agriturismo per scopi turistico/commerciali invece in Marocco è ancora un mezzo di lavoro e di trasporto diffusissimo, se ne incontrano in ogni strada e in ogni paese con i loro carichi di fieno, cemento, bambini e quant'altro. Proseguiamo il viaggio e a Tin Mal visitiamo una grande moschea in mattoni recentemente restaurata dall' Unesco chiusa al culto e quindi visitabile, interessante ma non certo paragonabile ad altre moschee visitate a Istambul, Damasco, Gerusalemme. Siamo nel pieno della catena dell'Alto Atlante arriviamo al passo di Tizin Test a 2.100 metri di altitudine il paesaggio è bello, si alternano zone pietrose e boschi di conifere in stile alpino le cime dei monti sopra di noi sono ancora imbiancate di neve, la strada è tortuosa e stretta occorre fare attenzione. In serata arriviamo a Taurodant siamo molto stanchi e ci ritiriamo in hotel

- 27/04 - Al mattino visitiamo Taurodant, da segnalare le mura originali del 1200 che racchiudono la città vecchia, ci spostiamo in auto siamo ora nella valle del Sous nelle colline in alto sono spesso resti di Kasbeh fortificate ed ora in rovina a Tazenacht ne visitiamo una particolarmente imponente e ancora abitata da due o tre famiglie, una donna ci invita a visitare la sua casa molto essenziale, qui come ovunque dei bambini ci chiedono caramelle e penne. La natalità marocchina è molto superiore a quella italiana, lo dicono le statistiche e lo confermano i nostri occhi che in tutti i paesini che attraversiamo anche se composti da poche case vedono stuoli di giovani e bambini, vediamo anche parabole satellitari su tutti i tetti chissà se con il tempo questo cambierà le abitudini.......Attraversiamo la catena del Piccolo Atlante, in cima ad un picco un ex fortino abbandonato della legione straniera ci ricorda che il Marocco è stato per circa 80 anni una colonia francese e la Francia ha lasciato molti segni, principalmente direi la lingua che è insegnata nelle scuole e parlata bene o male da buona parte della popolazione o perlomeno da chi è in contatto con i turisti. In serata arriviamo a Zagora nella valle del fiume Dra, in teoria il più lungo del Marocco (1200 km di cui 400 segnano il confine con l'Algeria) ma nei mesi estivi il fiume si perde nella sabbia e le sue acque non arrivano all'Atlantico. La città di Zagora è moderna e senza attrattive particolari se non il grande palmeto che si estende lungo le rive del fiume. Presumibilmente per la vicinanza con il confine algerino ci sono molte caserme del regio esercito

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