Caos Calmo: Marocco

Scendiamo dall’aereo della Royal Air Maroc (300 euro Milano-Casablanca) decisamente emozionati: è la nostra prima volta in Africa. Siamo in Marocco con le nostre figlie, Martina e Beatrice, per incontrare nostro figlio Mattia proveniente dal Niger, dove lavora per Medici ...

  • di gigiasmile
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: 3500
 

Scendiamo dall’aereo della Royal Air Maroc (300 euro Milano-Casablanca) decisamente emozionati: è la nostra prima volta in Africa. Siamo in Marocco con le nostre figlie, Martina e Beatrice, per incontrare nostro figlio Mattia proveniente dal Niger, dove lavora per Medici senza Frontiere, e passare una decina di giorni tutti insieme, è molto tempo che non ci vediamo. Personalmente sono un po’ diffidente verso i marocchini, per fortuna ho tre figli splendidi: aperti e fiduciosi, si muovono, si informano e relazionano con leggerezza e divertimento.

Noleggiamo una macchina in aeroporto (attenzione alla copertura assicurativa, meglio una compagnia internazionale) e ci infiliamo nel traffico caotico di Casablanca: le macchine si mescolano ai pedoni che attraversano senza preavviso in qualsiasi momento, ai carretti trainati dagli asini, a biciclette e motorini che ignorano il colore del semaforo e svoltano a sorpresa. Superato lo shock iniziale ci accorgiamo che in realtà è una specie di “caos calmo” perché ciascuno sa che chiunque può svoltare o attraversare nei momenti più impensati e quindi si viaggia a velocità ridotta e con la soglia di attenzione molto alta, non abbiamo mai visto un incidente durante il viaggio, nelle rotatorie si dà in teoria sempre la precedenza a destra, nessuno presta attenzione alle strisce pedonali. Sono frequentissimi i posti di blocco della Gendarmeria Royale, stendono di traverso nella strada delle bande chiodate terrificanti, di solito basta rallentare e salutare con un sorriso e i turisti non vengono mai fermati. I parcheggi sono la croce e la delizia del turista: c’è sempre l’omnipresente parcheggiatore che ti aiuta a parcheggiare e si offre di custodire nonché di lavare l’auto, costa circa un euro per la notte e metà per il giorno.

Troviamo un hotel sulla Corniche, il lungomare, e ci infiliamo in un locale vicino per la nostra prima” Tajine”: gli stufati cotti nella caratteristica pentola conica di terracotta che mantiene la carne morbida e le verdure deliziose, bisogna prendere il pane, intingerlo e mangiare leccandosi le dita.

Normalmente non servono bevande alcoliche (solo negli hotel di livello elevato, per motivi religiosi, ma anche per il costo astronomico della licenza)), ma abbiamo subito superato la mancanza di una birra con del delizioso succo di arancia fresco e un tè alla menta. Il juice d’orange e il tè alla menta sono diventati una piacevole costante del nostro viaggio, hanno rappresentato ogni giorno preziosi momenti di pausa fatti di freschezza e profumo.

La mattina abbiamo visitato la grandiosa moschea di Hassan II, un’ incredibile fusione tra l’antico e il moderno, con un minareto da cui parte un raggio laser puntato in direzione della Mecca. L’ingresso costa 10 euro ma c’è la guida in italiano ed è uno dei pochissimi luoghi di culto aperto ai non musulmani, ne vale veramente la pena.

Il pomeriggio siamo partiti per Rabat, la capitale, una città tranquilla, con strade larghe e alberate. Abbiamo dormito all’hotel Royale, ben tenuto, circa 50 euro la doppia, abbiamo visitato in tutta tranquillità la medina e il mattino siamo ripartiti per Fès.

Questa è la città imperiale che, a nostro avviso, da sola merita il viaggio.

La medina di Fès è un luogo fuori dal tempo, è un concentrato di profumi, odori, promiscuità, gente chi ti invita, ti tocca, espone la merce, borse, collane, tessuti dorati, teste di cammello, fasci di menta fresca, pecore appese ai ganci, galline vive pronte per essere strozzate, pane appena sformato, caffè speziato, muli che cercano di investirti, bambini che vogliono venderti un dolcetto o un limone o due lumache

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