Essaouira la bianca, Marrakech la rossa

Abbiamo deciso di fare un viaggio a corto raggio giusto di una decina di giorni a fine agosto inizio settembre con la nostra bambina. Partiamo così alla volta del Marocco, prima mare ad Essaouira e poi Marrakech. Il viaggio è ...

  • di Sara O.
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: 3500
 

Abbiamo deciso di fare un viaggio a corto raggio giusto di una decina di giorni a fine agosto inizio settembre con la nostra bambina. Partiamo così alla volta del Marocco, prima mare ad Essaouira e poi Marrakech.

Il viaggio è stato al contempo una delusione e una magnifica ed inaspettata sorpresa! Arriviamo all’aeroporto di Marrakech dopo essere partiti da Milano Malpensa. Appena arrivati ci sorprendono il caldo e queste strade polverose affollate di vecchie auto e motorini, nonché questi casermoni infinti dalle piccole finestre a dai tetti piatti.

Siamo davvero affamati e chiediamo all’autista che si occupa del nostro trasferimento al mare, ad Essaouira, di portarci a mangiare un panino o qualcosa di veloce.

L’autista – che parla solo francese - ci porta in una strada periferica di Marrakech che pullula di negozietti di cianfrusaglie e parcheggia di fronte ad una bottega con dei miseri tavolini di formica e delle sedie zoppicanti dove il “cuoco” cucina su una griglia proprio lì sul marciapiede! Accanto a lui c’è un espositore sgangherato simile a quei frigoriferi-espositori dei vecchi negozietti di paese (i precursori dei moderni banco-frigo), dove fanno bella mostra di sé degli spiedini sottili di carne (brochettes), delle insalate di pomodori e cipolle, una grossa zuppiera piena di carne macinata e spezie (kefta), a onor del vero senza troppe mosche intorno, anche se dubito che – comunque – la carne sia ben conservata al fresco... Il nostro chef - che guarda caso si chiama Mohammed - con le mani (non proprio pulite) prende dalla zuppiera della carne che pesa su un bilancino, quelli che oggigiorno usano solo gli spacciatori, e ne fa delle polpette (boulettes) che poi mette a cuocere sulla griglia. Ci servono così un enorme piatto di polpette, un piatto di pomodori + cipolle e del pane arabo che bucolicamente ci viene servito sul tavolo piuttosto. Risultato? Sarà la fame ma le polpette sono deliziose (indimenticabili!) e le divoriamo insieme a pane, pomodori e cipolle in tempi record! Quindi già dell’inizio del nostro viaggio capiamo una cosa che segnalo subito a chi legge ed è interessato a questa meta: il Marocco, quanto meno quello delle città o dei grandi villaggi non è “terzo mondo”, ciononostante chi è schizzinoso, ha paura di ciò che mangia e teme che tutto sia contaminato,perché le norme igieniche non sono quelle italiane, cambi meta! Noi abbiamo ci sappiamo adattare molto bene, abbiamo sempre mangiato nei ristoranti marocchini e siamo sempre stati benissimo! Anticipo che Marrakech è una fervida città gastronomica brulicante di ristoranti fantastici, eleganti, da veri gourmet e di corsi di cucina per stranieri – anche per un solo week-end - che raccolgono orde di turisti da tutto il mondo! Comunque, il nostro viaggio prosegue per Essaouira e durerà circa 3 ore. Lo scenario è molto vario, verdeggiante addirittura con campi di grano come se ne vedono da noi in pianura padana e poi gradatamente brullo, per poi ritornare ancora verde man mano che ci avviciniamo al mare. Il terreno a volte è pianeggiante, altre volte più collinoso e verso Essaouira si vedono distese sterminate di piante simili ai nostri ulivi che si chiamano arganier e dai cui estrae il famoso olio di argan che si usa sia in cosmesi, sia per alimentazione e di piante di tuia, un legno molto pregiato per farne oggettistica varia.

Finalmente siamo arrivati a Essaouira. Vediamo la città cintata dalle mura in lontananza che si avvicina man mano che avanziamo lungo la strada del lungomare. L’impatto è mozzafiato perché sul lato destro ci sono alberghi, ristoranti, negozietti e appartamenti e sul lato sinistro una lunga e larghissima passeggiata che costeggia la spiaggia, una spiaggia lunga un’infinità e interminabile verso l’oceano che si intravede appena in lontananza. Altra cosa che lascia un po’ attoniti che giungiamo ad Essaouira all’imbrunire e tutta la gente indossa maglioni, pile, giacche a vento, addirittura cappotti. Ebbene si, scendiamo dall’auto in mezze maniche e pantaloni e tre quarti e... si gela! Nel vero senso della parola, si gela!!! Il nostro albergo è il Sofitel Thalassa Mogador, unico albergo di categoria superiore con spiaggia attrezzata. Ci precipitiamo in stanza e ci buttiamo sotto una bella doccia calda e poi – ben coperti – scendiamo a cena nel ristorante dell’hotel. L’hotel è un 4 stelle e non è male. Le stanze sono pulite, l’hotel è tranquillo e si mangia bene. A nostro avviso la cucina è decisamente invitante, gustosa anche se un po’ ricercata. Il ristorante principale (aperto a pranzo e cena) è à la carte ed è un po’ impegnativo per chi ha i bambini perché non c’è un menu per i piccoli e ogni volta bisogna chiedere qualcosa ad hoc. Nell’hotel c’è anche un ristorante marocchino davvero ottimo, sia da un punto di vista scenografico (arredi e abbigliamento dei camerieri), sia nel servizio, sia soprattutto nelle pietanze; il ristorante apre solo la sera e la serata è accompagnata da un terzetto che suona musica marocchina e offre anche un breve spettacolo di danza del ventre, molto soft. In alternativa c’è anche un ristorante di pesce sulla spiaggia aperto anche per il pranzo che, a mio avviso, non è nulla di che

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