Quattro passi sull'alto atlante e d'intorni

20/4-2/5 2007 Venerdì 20 Aprile Partenza dall’aeroporto di Orio al Serio (BG) alle 7.15 dopo un trasferimento quasi in notturna e momenti d’angoscia per lo smarrimento del telefonino di Giorgio prontamente rintracciato grazie all’intervento di Paola la nostra insuperabile taxi ...

  • di bertolani
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  • Viaggiatori: fino a 6
 

20/4-2/5 2007 Venerdì 20 Aprile Partenza dall’aeroporto di Orio al Serio (BG) alle 7.15 dopo un trasferimento quasi in notturna e momenti d’angoscia per lo smarrimento del telefonino di Giorgio prontamente rintracciato grazie all’intervento di Paola la nostra insuperabile taxi driver.

Trascorse circa 2 ore di volo si atterra a Marrakech ove dopo il disbrigo delle pratiche doganali si raggiunge la “Medina “ e con qualche difficoltà l’albergo Melia Riad Lena. Sembra, infatti, che in questa zona della città, tutti gli hotel si chiamino Melia... .La prima impressione che si riceve girando per questi luoghi, è quella di trovarsi in un immenso labirinto ove si affacciano centinaia di negozietti che vendono articoli dell’artigianato locale. L’alta densità commerciale e la mancanza di prezzi fissi ci fanno intuire che, per gli acquisti, dovremo prepararci a lunghe trattative economiche. Con qualche problema d’orientamento riusciamo a raggiungere la “Grand Place” un’immensa arena che ospita persone dedite all’esercizio delle attività più strane: incantatori di serpenti, donne che leggono la mano, venditori d’arance e fiori.

Alla sera sorprendentemente avviene la grande trasformazione: la piazza diventa sede di bancarelle adibite a ristoranti volanti che, sotto dei bianchi tendoni, cucinano piatti tipici . Il riciclaggio degli spiedini e dell’acqua per lavare piatti, bicchieri, posate e tazzine, c’inducono a preferire uno dei ristoranti più tradizionali lasciando ad altri turisti immunizzati, il privilegio dell’assaggio delle specialità berbere. La serata purtroppo si conclude con un forte temporale che interrompe il piacere di questo primo contatto con la città.

Sabato 21 Aprile Alle ore 9 conosciamo la guida che ci accompagnerà nel trekking sull’Alto Atlante.Si chiama “Sliman”, alto, capelli corvini, fisico d’atleta, berbero puro sangue. Avremo difficoltà a seguire il suo passo.

Il programma prevede di percorrere la valle di “Ait Bouguemez” superare un valico a 3000 metri, scendere in un’altra valle ai piedi del Mont Goun percorrere una lunga impervia gola camminando per un’intera giornata nel greto di un torrente e rientrare seguendo un percorso circolare.

Caricati i bagagli, saliamo su un gippone e usciamo da Marrakech attraversando ampie distese di ulivi sino a raggiungere Azital un grande villaggio dove pranziamo. Dopo le nostre esperienze Ladakhiane, siamo impazienti di assaporare il paesaggio che sarà teatro della nostra nuova escursione. Nel pomeriggio improvvisamente il tempo peggiora e comincia a piovere, ma il cambiamento climatico non ci preoccupa perché siamo in Africa, abbastanza vicini al deserto e con una stagione primaverile già avanzata. Purtroppo nel giro di qualche ora dobbiamo ricrederci: all’avvicinarsi delle montagne, l’acqua comincia a trasformarsi in nevischio, poi in neve e il paesaggio diventa invernale. La strada imbiancata s’inerpica per tortuose asperità e l’ambiente diventa sempre più impervio. Nel tardo pomeriggio raggiungiamo un minuscolo villaggio di nome “Tabant” che ci ospiterà per la notte. Con una certa curiosità prendiamo contatto con la realtà locale. La visione è davvero suggestiva: gli abitanti, come dei fantasmi, vagano avvolti in curiosi “caffettani” marrone o blue dai grandi cappucci che, se non fosse per il differente colore, richiamerebbero alla memoria la fisionomia degli appartenenti al Ku-Kux-Klan o alcuni personaggi di “guerre stellari”. Continua a cadere la neve e la nebbia trasmette una sensazione di mistero

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