Pennellate di Marocco

ITINERARIO: Roma-Casablanca-Rabat-Volubilis-Meknès-Fes-Marrakech(??)-Agadir. LE PERSONE CHE HANNO CONDIVISO L’AVVENTURA: Chiarina (e l’arancia rapita); Micky (e la voce sommessa); Fabiozzo (viva sant’imodium!); Kikka (laviamo, puliamo, DISINFETTIAMO!); Francis (pericolo attentati-intossicazioni-maremoti-catastrofi ambientali…e il suo rassicurante ottimismo!); Marco1 (e le sue risate); Carmencita (e il ...

  • di LunaB
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in gruppo
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

ITINERARIO: Roma-Casablanca-Rabat-Volubilis-Meknès-Fes-Marrakech(??)-Agadir.

LE PERSONE CHE HANNO CONDIVISO L’AVVENTURA: Chiarina (e l’arancia rapita); Micky (e la voce sommessa); Fabiozzo (viva sant’imodium!); Kikka (laviamo, puliamo, DISINFETTIAMO!); Francis (pericolo attentati-intossicazioni-maremoti-catastrofi ambientali...E il suo rassicurante ottimismo!); Marco1 (e le sue risate); Carmencita (e il braccialetto che suona); Eugenio (e il suo inseparabile Mp3); Ary (e le lezioni di italiano); Paoletta (e le provvidenziali salviettine profumate); Serena (un test per tutti); Andre ( cappuccino e uva contro il mal d’auto..); Luc (e la lotta al virus intestinale a suon di “fettuccine” marocchine); Judith (bella e impeccabile anche in mezzo alla medina di Fes); il mitico Rashid (e un sacchetto sempre pronto...).

E QUELLE CHE NE HANNO SOLTANTO SFIORATO IL CAMMINO: Marco2 (e l’impassibilità di fronte alle tragedie); Hassan (parole, parole parole...); “Er valigia” (come sopravvivere con un solo cambio per quasi una settimana, andare alla ricerca di un negozio a Rabat per procurarsene almeno un altro, sbagliare strada e infilarsi in un vicolo malfamato con una sola, vecchia e sfornitissima merceria ignorando che appena girato l’angolo esiste una via, bella e centralissima, strapiena di negozi...); “Lo sveglione” (amico del precedente); il bambino dolce e silenzioso (come stai??); la strega malefica ( 2000 trattative e 2 acquisti in tutto, pranzi e cene luculliani, assaggi di ogni sorta e unica, eroica immune al virus intestinale: alla larga pure lui!!!).

CASABLANCA: E’ il cielo grigio e afoso di una giornata plumbea. Lo smog e i clacson di un traffico impazzito fatto di calessi trainati da cavalli stanchi e rassegnati, vecchi mercedes sgangherati, miriadi di Fiat Uno tinteggiate di un improbabile azzurro-cielo e trasformate in “petit taxi”. E’ l’immensa piazza Mohammed V, affollata di strampalati personaggi che dei tradizionali venditori d’acqua hanno soltanto i costumi tipici e le ciotole d’ottone penzolanti da una catenella del gilè. E’ il richiamo lento e assonnato del muezzin sulla spianata della colossale moschea Hassan II. Tasselli di ceramica smaltata, mosaici coloratissimi, spruzzi d’acqua, giochi di luce e il mare, splendido contrasto, sullo sfondo. Passi lenti di fedeli che si avviano all’entrata, tolgono le scarpe, pescano un sacchetto di plastica in cui riporle da appositi cestoni e vengono inghiottiti dall’oscurità di quell’ edificio bello e mastodontico. Le guardie permettono a noi non musulmani uno sguardo fugace all’interno prima che inizi la preghiera e si chiudano le porte: sul limite della soglia, prima del pavimento di tappeti calpestabile solo a piedi nudi e dopo le abluzioni di rito. Dal lato della moschea in cui ci troviamo non riusciamo a scorgere quello opposto. Soffitti altissimi ospitano cascate di cristalli, le pareti sono di legno intarsiato, dai tappeti spuntano marmi e graniti pregiati. La voce del muezzin è la colonna sonora di questa luogo affascinante, strano, quasi irreale.

RABAT: E’ la marcia svogliata e scomposta dei soldati al cambio della guardia davanti al Palazzo reale, che ci fa sorridere un po’. Sono i giardini labirintici della Kasbah degli Oudaia, con le splendide siepi di ibiscus e gli intricati cespugli di rosmarino. E’ il tè alla menta della terrazza sul fiume, con i venditori delle collane “Sole/Luna” ( 30 euro, argento vero!!, 15 euro, 10...Ok: 5 completa anche di bracciale coordinato...) Sono i vicoli strettissimi delle case bianche e blu, come passeggiare nella vasca vuota di una piscina: le manine di Fatima alle porte, i bambini che giocano a rincorrersi sulle salite e si mettono in posa per farsi fotografare, le macchie lilla di rigogliose piante di bouganville. E’ lo sfarzoso mausoleo di Mohamed V con la bellissima cupola di luci e intarsi: i cavalli bianchi all’entrata costretti a stare immobili su un rettangolo di terra grande appena come loro, tenuti faticosamente a bada da guardie anch’esse vestite di bianco. Sono le colonne della spianata su cui sorge la Torre Hassan, le ragazze in jeans e velo in testa che ti rincorrono armate di strane “penne” e ti scarabocchiano il braccio prima ancora che tu possa rendertene conto, spacciando per tatuaggi all’ hennè ghirigori improvvisati di un misterioso intruglio verde-arancio. “Solo 10 euro”, ma un tatuaggio all’ hennè è ben altra cosa: un’arte vera e un ornamento importante, ma il turismo inquina anche quello..

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