La Rotta dei Fenici: Itinerario Culturale del Consiglio d'Europa

<em>Questa settimana i Siti per Caso e il Giornale del Cibo esplorano insieme l’affascinante mondo dei Fenici, grazie alla collaborazione di Antonio Barone dell’Associazione “La Rotta dei Fenici”, a cui diamo subito la parola... "Un vero viaggio di scoperta non ...

 

Questa settimana i Siti per Caso e il Giornale del Cibo esplorano insieme l’affascinante mondo dei Fenici, grazie alla collaborazione di Antonio Barone dell’Associazione “La Rotta dei Fenici”, a cui diamo subito la parola...

"Un vero viaggio di scoperta non è cercare nuove terre, ma avere nuovi occhi per vederle."

Questa citazione di Marcel Proust ci sembra la più indicata per spiegare cos’è un itinerario culturale come "La Rotta dei Fenici", uno dei 24 Itinerari Culturali riconosciuti dal Consiglio d’Europa. Per Rotta dei Fenici si intende la connessione delle grandi direttrici nautiche che, dal XII secolo a.C., furono utilizzate dal popolo dei Fenici quali fondamentali vie di comunicazione commerciali e culturali nel Mediterraneo. Attraverso queste rotte, i Fenici, marinai e mercanti geniali, diedero origine ad una grande civiltà, per certi versi ancora poco nota, che si affermò attraverso l’espansione ad Occidente, generando intensi scambi di manufatti, uomini ed idee, e contribuendo nell’antichità alla creazione di una koiné (comunanza) culturale mediterranea ed alla sua circolarità.

Così queste rotte sono divenute parte integrante e fondante della cultura del Mediterraneo.

Oggi, i Fenici rappresentano il modello di interculturalità mediterranea posto alla base di un Itinerario Culturale che passa per 18 Paesi del Mediterraneo ed oltre 80 città di origine e cultura fenicio-punica in tre continenti. Dunque l’Itinerario mira a promuovere la cultura mediterranea e a rafforzare i legami tra paesi accomunati dalla storia: si basa sulle relazioni storiche, sociali e culturali che i Fenici hanno stabilito lungo le rotte marittime seguite, e lungo gli approdi e le colonie che hanno fondato nel bacino del Mediterraneo.

Le città fenicie diventano le tappe di un viaggio lungo tutto il Mediterraneo, attraverso cui scambiare oggetti, conoscenze ed esperienze. Per raccontare tutto questo la Rotta dei Fenici propone una rete di siti archeologici, etno-antropologici, culturali, naturali e di scambi culturali tra popoli e paesi del Mediterraneo che mostrano oggi le storie delle tante civiltà che l’hanno abitato. Allo stesso tempo La Rotta dei Fenici è anche un Itinerario - laboratorio sul tema del turismo, nell’attuale fase di passaggio dal turismo postmoderno (che ha contribuito a quella che Claudio Minca definisce la disneyficazione del turismo e del patrimonio) a un nuovo modo di utilizzare il proprio tempo libero. Forse lo stesso concetto di turismo è superato, chiediamo al turismo molto più di una vacanza. Duccio Canestrini parla di “una società che organizza la fuga da sé stessa”. Tale compito è dei tour operator ma ognuno di noi sogna di organizzare la propria “evasione”, potendo oggi contare su internet e sugli strumenti che la tecnologia moderna mette a disposizione (GPS, navigatori satellitari e altro). Allora cosa cerca l’uomo del nostro tempo? Di cosa sente più bisogno? Cosa gli dà più soddisfazione nel proprio tempo libero? Zanetto diceva diversi anni fa: “Il turista parte ma non torna indenne”.

Secondo molti, oggi il turista è un cacciatore di emozioni. Ma quali emozioni? Ognuno di noi secondo il proprio sentire desidera provare un’emozione particolare e conserva nel più profondo tale desiderio. Spesso non sa di averlo. Alcuni se li fanno prestare da altri, chiedendo (consciamente o inconsciamente) consiglio ai mediatori di sogni (i tour operator), agli amici e parenti, ai media e alla comunicazione di massa in generale. Ma non sempre i sogni prestati da altri riescono a soddisfare il nostro bisogno di emozioni. Allora viaggiare diventa un pellegrinaggio (come dice Jean Pierre Lozato Giotart) da una meta all’altra del turismo

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