New York alternativa

Ecco alcuni angoli di Manhattan e quartieri di New York che spesso vengono ignorati dai turisti, ma che potrebbero suscitare emozioni e che consiglio soprattutto a chi visita la Grande Mela non per la prima volta...

  • di Bushwag
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Il Natale si avvicina e questo è uno dei periodi migliori per visitare la Grande Mela, non a caso TPC di novembre le dedica lo speciale del mese. New York, che altro aggiungere su questa città che non sia già stato detto? Forse, viverla è il modo migliore per scoprirla e non vi basteranno cento viaggi per poter dire di conoscerla. E’ un luogo magico, forse l’unico al mondo dove tornerei mille volte provando sempre sensazioni diverse e facendo sempre nuove scoperte. Allo stesso tempo è anche una città in cui non vivrei mai… curiosa questa dissonanza… ma forse comprensibile per un ragazzo di campagna come me: il fascino della città mi attrae (e NY è la città per eccellenza) ma allo stesso tempo mi incute timore. Negli anni scorsi l'ho visitata due volte, ma non pubblicai il mio diario di viaggio, un po’ perché ce ne sono già di bellissimi e completissimi, con i quali sarebbe stato difficile confrontarsi, un po’ perché temevo di poter essere ripetitivo. Alla luce delle mie esperienze in città, oggi ho deciso di provare a dare un mio piccolo contributo rivolgendomi soprattutto a chi la visita non per la prima volta o a chi abbia parecchio tempo a disposizione per poter scoprire non dico gemme nascoste, ma luoghi poco conosciuti e che spesso vengono trascurati, che potrebbero suscitare in voi interesse, stupore o emozione. Procederò per quartieri...

MANHATTAN

Anche qui ci sono angoli e scorci che spesso non vengono adeguatamente apprezzati dalla maggior parte dei turisti. Mi permetto di segnalare un’area e un monumento che ritengo dovrebbero godere di maggior successo: Village. Molti sfiorano appena questo quartiere limitandosi a visitare Washington Square park, perdendosi così un quartiere unico della Grande Mela che si differenzia dagli altri sotto molti aspetti, a cominciare dalla viabilità, più disordinata e meno lineare, ma soprattutto dal punto di vista culturale, anche questo decisamente meno inquadrato e omogeneo rispetto alla cultura dominante. Infatti, il Village nella seconda metà del novecento è sempre stato centro di cultura alternativa e bohemienne: beat generation, hippies, musicisti, comunità omosessuale. Incomincerei la visita dal minuscolo Christopher Park. Qui si trovano le statue bianche che raffigurano due coppie omosessuali, e proprio di fronte c'è lo Stonewall Inn, locale da cui ebbe inizio un movimento di protesta della comunità omosessuale per il riconoscimento dei propri diritti. Da lì andando in direzione ovest e passeggiando in un curioso mix di palazzine eleganti (spesso abitate da Vip) ed eleganti botteghe alternate a locali e negozi dal chiaro orientamento gay, raggiungerete, infine, il Christopher Pier. Quest’area era un luogo un po’ sordido e trasandato ritratto in un film-documentario “Paris is burning” incentrato sulle gare di ballo della comunità gay da cui Madonna trasse ispirazione per le movenze nel suo video “Vogue”. Oggi vi si incontra una comunità più eterogenea, inclusi numerosi sportivi che fanno jogging lungo le rive dell’Hudson o sul lungo pontile, e turisti che si godono le splendide vedute sulla città e sul fiume che il Pier offre.

African burial ground (290 Broadway, tra Duane e Elk street). Questo luogo passa purtroppo spesso inosservato, in quanto circondato da mille altre attrazioni famosissime: Ground Zero, City Hall, Wall Street, Ponte di Brooklyn il cui passaggio pedonale inizia poco lontano. Qui nel 1991 durante dei lavori per la costruzione di un nuovo edificio, vennero rinvenute più di 400 bare di schiavi africani ai quali non era concessa la sepoltura nei terreni consacrati della Trinity Church. Oggi in quel luogo è stato costruito un toccante memoriale per celebrare degnamente chi, in condizioni di schiavitù, ha comunque contribuito a fare diventare grande la città di NY e gli Stati Uniti. E’ un monumento sobrio, in marmo nero e lucido, all’interno del quale si riesce a vedere il cielo, da sempre sinonimo di libertà.

Vorrei anche segnalare alcuni musei minori, che a mio modesto parere meritano una visita: New York City Police museum (100 old slip), piccolo e interessante museo che ripercorre la storia della polizia locale dai tempi di gangs of New York, fino alla tragedia dell’ 11 settembre passando attraverso l’epopea gangster. Sono esposte divise e armi, sia della polizia che dei delinquenti. C’è la ricostruzione di una cella, potrete vedere da vicino moto e auto della polizia, nonché concedervi una foto segnaletica come ricordo. Presso la Fed-Hall dovrebbero essere disponibili riduzioni sul comunque economico biglietto d’ingresso

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