Manhattan in pratica

Tutto quello che c'è da sapere per vivere al meglio il cuore di New York

  • di UgoT
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

LA SCELTA DELL'ALBERGO A Manhattan ci sono alberghi per tutte le tasche e per tutte le esigenze. Poiché Manhattan è stretta e lunga, le cose da vedere sono tante e la vera conoscenza dei luoghi la si fa camminando a piedi, io consiglio di prenotare un albergo al centro dell’isola (Midtown), in modo da poter rientrare in camera per riposarsi ogni volta che se ne ha bisogno. Io mi sono trovato bene all'Innside Nomad. È strategicamente posizionato fra due differenti linee della metropolitana, è abbastanza recente, pulito e ordinato. È meglio scegliere un hotel su una strada (Street) invece che su un viale (Avenue), perché sulle avenue c'è traffico letteralmente a tutte le ore e anche la domenica, per cui il rumore vi terrebbe svegli. Inoltre, a Manhattan gli autisti esprimono la loro impazienza con il clacson, non con gli abbaglianti, pertanto è un concerto continuo. Ci sono le sirene della polizia (NYPD) e dei vigili del fuoco (FDNY). C'è poi la raccolta dell'immondizia, altro spettacolo sonoro delle 11 di sera. Se la colazione in albergo non è compresa nel prezzo della camera (ma a volte anche se é compresa) lasciate perdere e cercatevi un buon bar in zona, sia per la qualità che per il prezzo. A me mi ha salvato il diner di Johny, un locale stretto e lungo con pochi posti a sedere, sempre pieno, dove si mangia benissimo se non si è pretenziosi. Fare colazione fuori è anche un buon sistema per convincersi ad alzarsi presto. Se volete trovare davvero pulita la stanza al vostro rientro, ricordatevi sempre di lasciare 5 dollari di mancia in bella vista prima di uscire; non è una garanzia, ma un obbligo.

PORTARE IL COMPUTER IN AEREO La nuova normativa impedisce - nei i voli diretti di determinate compagnie colpite dal divieto (Ban) - di portare in cabina computer portatili. Invece, i voli Emirates che fanno scalo a Milano sono, per ora, esentati.

COSA SUCCEDE QUANDO SI ATTERRA AL JFK Il JFK è uno degli aeroporti più incasinati al mondo. Io sono atterrato in perfetto orario alle 19, però l'aereo è rimasto sulla pista per più di mezz'ora in attesa di uno stallo libero. Nonostante quanto già dichiarato e autorizzato - e pagato - al momento dell’ESTA, le procedure di ingresso negli Usa durano un'altra ora: dapprima una macchina si incarica della raccolta delle impronte digitali e della fotografia del viso. Se non è sufficiente, l’operazione viene ripetuta da un poliziotto, che in più vuole sapere che ci fate qui, quanto vi fermate, dove dormite, se avete un lavoro. E ve lo chiede in americano stretto, come se fosse la vostra seconda lingua madre.

L'INGLESE Da qui in avanti, anche se non avete dimestichezza con la lingua inglese riuscirete a cavarvela più o meno bene. Ma attenzione, se date anche solo l'impressione di saperla parlare, attaccheranno a mitraglia come il poliziotto al confine. In questo caso l'unica salvezza é quella di chiedere di parlare più lentamente (slowly).

IL SALUTO Ovunque entriate, chi vi accoglierà vi dirà: “ei.aiuduin”. Non è arabo, è un saluto informale e si scrive (hey, how you doing?); letteralmente significa “ciao, come lo fai?”, ma in realtà vuol dire “ciao, come va?”. Al che si può rispondere semplicemente “fain” (fine) per tagliare corto. Oppure avviarsi in disquisizioni inutili sulle mezze stagioni.

L'IGIENE Non esiste. A partire dall’interno dell’aeroporto tutto qui è fatiscente, sporco, lercio, approssimato, appiccicaticcio. E non parlo solo dei marciapiedi delle streets o dei locali tipo Shake Shack. Anche costruzioni recentissime come il memoriale dell'11 settembre (9/11) presentano un grado di approssimazione nelle finiture e un'usura eccessive. Anche la doccia della camera che l’hotel vi ha assegnato potrebbe non essere linda. A Manhattan potrebbero ambientare qualche scena dei prossimi Star Wars e nessun appassionato del genere se ne lamenterebbe. Le centenarie condutture sotterranee dell’acqua e della fognatura non sono mai state rinnovate e in superficie, lungo le strade piene di buche, pullulano edifici pubblici e residenziali bollati come inagibili

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