Malta, Gozo e Comino

Una settimana fuori stagione per una visita sorprendente

  • di Lara B
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

DOMENICA 26 MARZO 2017 – PARTENZA e PENISOLA DI MARFA

Partenza alle 10.30 con volo Ryanair da Bologna per La Valletta dove atterriamo alle 12.15, come accoglienza temperatura mite ma cielo nuvoloso. Ci siamo organizzati un po’ per gioco, Paso, mio marito, io, mia madre e il suo compagno. Vediamo come va l’esperimento di generazioni a confronto in viaggio!

Nel percorso obbligato di uscita dal piccolo aeroporto ci fermiamo innanzitutto nel primo noleggio auto che incontriamo, la società Sixt, e affittiamo un auto. L’addetto non ci dà molta scelta: un’Aygo, ok? …. ok. Col senno di poi, a parte gli spazi minuscoli che ci costringono a strizzarci sopra con le valigie (e per fortuna che avevamo solo due valigie grandi e due bagagli a mano), capiamo perché: le strade sono molto piccole e piuttosto trafficate, con una minimacchina ce la caviamo un po’ meglio, anche se sulle salite slitta di brutto tanto che è leggera (e piuttosto scassata, ma per una settimana va più che bene).

Usciamo dal parcheggio e l’impatto con la guida a sinistra è un po’ strano, ma Paso se la cava egregiamente e, seguendo scrupolosamente le indicazioni del navigatore portatile affittato assieme all’auto (indispensabile), attraversiamo l’isola a un primo impatto un po’ sporca e confusionaria. Poi man mano che ci allontaniamo dal caos cittadino, le cose migliorano e riusciamo ad orientarci meglio e a goderci anche un po’ di paesaggio. Ci dirigiamo verso nord-ovest, passando accanto a indicazioni di luoghi letti sulla guida che visiteremo nei prossimi giorni, e giungiamo sulla costa nord dove con facilità troviamo la strada che ci porta al Ramla Bay Resort, nella penisola di Marfa e… capiamo il perché di un’offerta così vantaggiosa come quella che abbiamo acquistato per venire qui. Pare che tutti gli alberghi della zona stiano facendo lavori di ampliamento contemporaneamente, ovunque è un cantiere, non c’è nessun paesello o anche un semplice lungomare dove fare una passeggiata. E dell’”unica grande spiaggia di sabbia dell’isola” declamata dall’impiegata dell’agenzia troviamo solo un budello di pochi metri quadrati completamente colonizzato dal resort, che in questa stagione non ha ancora allestito nulla all’esterno. Non posso dire che ci avesse detto una bugia: in effetti il resort ha diversi ristoranti, bar, la piscina… solo che sono ancora tutti chiusi. È in funzione solo il bar interno e il buffet nella sala ristorante. Va bè, non è un problema, però poteva essere più chiara. Comunque abbiamo la nostra auto e ci sposteremo senza problemi, solo che il sentore che subito abbiamo è che la vacanza che doveva essere un po’ di visita e un po’ di riposo, in realtà di riposo avrà ben poco dato che nei dintorni non ci sono posti dove riposarsi… L’hotel però è bello, nulla da dire, molto grande e molto industriale. Infatti, dopo una fredda accoglienza alla reception tipica delle grandi strutture in cui tutto è perfettamente funzionale e organizzato ma il rapporto umano praticamente non esiste, appoggiamo le valigie in camera e andiamo a mangiare qualcosa di veloce al bar perché il self service è già chiuso. Tutto è bello e pulito, c’è anche una SPA che non vediamo l’ora di provare, e l’area esterna nel periodo estivo deve essere molto accogliente e rigogliosa. Solo ora, purtroppo, è un po’ spoglia. Fanno tutti finta di non capire una parola di italiano e ci sembra un po’ scortese, del resto siamo a Malta, mica a Katmandu. Ci sta che non tutti parlino l’italiano, ma se ti chiedo l’ora e tu fai finta di non capire e mi dici “in English, please” mi sembra di essere tornata davanti alla professoressa di inglese delle scuole medie

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