Malta: l’ombelico del Mediterraneo

Otto giorni alla scoperta dell’arcipelago maltese con particolare attenzione alla sua ricca storia

  • di FULCOLA
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Luogo ideale per un viaggio primaverile, sia per il clima favorevole che per la vicinanza all’Italia (e aggiungerei per l’ assenza di vacanzieri balneari), in questo periodo Malta si presenta al turista quasi sonnacchiosa e indolente, con un aspetto un po’ decadente e dimesso.

Infatti, la prima impressione che ci ha dato l’isola, nel tragitto tra l’unico aeroporto e la baia di St.Paul dove avevamo base, non è stata proprio positiva: case dall’aria più che “vissuta”, la scarsa vegetazione e polvere e sabbia depositate un po’ ovunque rendevano il paesaggio grigio e stinto.

Ma a uno sguardo più attento, ci siamo accorti di scorci su un mare di un blu profondo, di scogliere a picco sull’acqua, di baie e grotte scavate dalle onde e di paesini con chiese tanto imponenti da sembrare cattedrali, tutte immancabilmente costruite con la pietra locale, la globigerina, di un colore che sfuma dal bianco al giallo paglierino.

Il nostro viaggio è stato in realtà un insieme di escursioni di mezze o di intere giornate: una forma che abbiamo visto essere assai diffusa per la visita dei principali luoghi di interesse (quantunque lacunosa sotto certi aspetti), valida alternativa al fai da te (che ha pure i sui pregi ed i suoi difetti). Alberghi e località turistiche pullulano infatti di agenzie che propongono soluzioni per tutte le tipologie di clientela.

Abbiamo compensato alcune mancanze nei programmi proposti sfruttando le mezze giornate libere a disposizione e utilizzando l’efficiente rete pubblica degli autobus, molto puntuali e frequenti.

Quella che di solito chiamiamo Malta in realtà è un arcipelago costituito da un pugno di isole e scogli di cui solo due, Malta – la più grande – e Gozo, sono abitate stabilmente. Malta ha un forma ovale lunga poco più di una trentina di chilometri e larga appena una ventina ed è priva di monti: ci sono basse colline sulle quali sorgono spesso villaggi e paesini. Il fatto di trovarsi nel bel mezzo del Mediterraneo, a solo un centinaio di chilometri a sud della Sicilia, ne ha fatto un crocevia per tutti i popoli che hanno percorso quel mare; qui la storia ha veramente radici profonde e qui sono presenti alcune delle più antiche costruzioni in pietra erette dall’Uomo.

Una delle attrattive dell’arcipelago maltese sono infatti i templi megalitici eretti utilizzando grandi massi calcarei in un periodo che va dal 3.500 al 2.500 a.C.. I più spettacolari, quelli di Gigantija, si trovano sull’isola di Gozo ma impressionano pure quelli di Hagar Qim e di Tarxien, situati a Malta; meno spettacolari e conosciuti sono poi quelli di Scorba e di Ta Hagrat. Sempre al periodo dei costruttori di templi risalgono le statuette della Dea Madre, rappresentata come una donna dalle forme a dir poco prosperose a simboleggiare l’abbondanza e la prosperità: alcuni notevoli esempi si possono ammirare nel piccolo museo archeologico de La Valletta. Ed ancora alla medesima civiltà viene associato uno dei misteri dell’isola: lunghi segni paralleli nel calcare visibili in alcune parti di Malta e Gozo simili a solchi lasciati dal continuo passaggio delle ruote di carri. Fioccano le ipotesi più disparate e suggestive, tra le quali non manca ovviamente quella dell’intervento alieno…

Una simpatica tradizione che invece hanno lasciato i Fenici è quella di dipingere l’”occhio di Osiride” sulla prua dei coloratissimi luzzi, le tradizionali barche da pesca maltesi: se ne possono vedere parecchi nel paesino di Marsaxlokk, nel sud dell’isola, che è diventato una meta turistica molto apprezzata

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