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Il viaggio di Syusy a Malta: la premessa

<span class='sottotitolo'>Durante un' intervista ai Cavalieri di Malta, sono rimasta colpita dalla notizia del ritrovamento di alcuni reperti archeologici trovati sull'isola riguardanti l'antico culto di una importantissima divinità mediterranea.</span> Era chiamata "Grande Madre", ed era considerata una divinità importante per ...

 

Durante un' intervista ai Cavalieri di Malta, sono rimasta colpita dalla notizia del ritrovamento di alcuni reperti archeologici trovati sull'isola riguardanti l'antico culto di una importantissima divinità mediterranea. Era chiamata "Grande Madre", ed era considerata una divinità importante per via della sua capacità creatrice degli uomini, degli animali e della natura. I riti di fecondazione della terra e delle donne erano a lei collegati tramite luoghi nei quali furono costruiti i santuari più antichi del mondo: una vera e propria religione monoteista prima del tempo. Forse da questa dea derivava il popolo delle Amazzoni che dalla lontana Anatolia conquistarono il Mediterraneo fino a Malta e oltre le Colonne d'Ercole. Di qui, l'idea di seguire le tracce di queste leggendarie donne e della loro misteriosa regina Antinea, e della sua ultima discendente morta, si dice, in tempi recenti.

Le Amazzoni combatterono molti popoli ma la loro impresa più importante fu spingersi fino a muovere guerra ad Atlantide.

Secondo alcuni archeologi, Malta potrebbe essere un residuo di Atlantide, il centro di una razza antica. Le testimonianze in questo senso sarebbero: gli strani teschi macrocefalici conservati un tempo nel museo della Valletta ed oggi scomparsi, le strutture sommerse nel mare che la circonda, i racconti degli antichi scrittori e infine i papiri egiziani che raccontano di un'antica catastrofe che colpì il "popolo di uomini serpenti". Sono ipotesi credibili e dunque tracce percorribili? Resta il fatto che Malta nel tempo fu un centro di oracoli, di cure taumaturgiche e incontri rituali, diventò un epicentro importante di cultura megalitica che continuò a irradiare strane influenze sugli uomini che qui sbarcarono.

Dopo arabi e normanni, Malta ospitò anche i Cavalieri Crociati in partenza per la Terrasanta o rifugiati qui dopo le loro sconfitte. E da questo momento s'infittisce il mistero.

A Malta, alla vecchia religione della Grande Madre si sostituì quasi per miracolo una nuova tradizione clonata dall'antico culto. Le Madonne Nere, le Tre Marie in particolar modo, diventeranno la nuova leggenda che vedrà Cavalieri Templari, Ospitalieri e poi i Cavalieri di Malta diventare di volta in volta i depositari di una tradizione segreta: la missione salvifica del Graal.

La Sacra Coppa, come la Grande madre, poteva curare, era un simbolo di rinascita oltre che del potere spirituale.

Oggi, dopo le ultime scoperte della genetica, potremmo dire che possedere un campione del vero sangue di Cristo potrebbe farci studiare se non manipolare, il suo DNA, come ipotizza in modo fantascientifico il recente best-seller americano "La stirpe del Miracolo".

Possedere dunque questa reliquia significherebbe possedere il mondo. Hitler in special modo capì l'importanza di questa reliquia e la fece cercare ovunque sguinzagliando le sue spie lungo il percorso che tradizionalmente compirono le Tre Marie dopo la crocifissione di Cristo.

Se è vero che le Tre Donne fuggirono dalla Palestina portando con loro il Graal, se non lo stesso corpo di Cristo, certamente sbarcarono in quest'isola lontana dal controllo di Roma, per continuare la missione iniziata dal Maestro. La loro destinazione ultima, dice la leggenda, era il sud della Francia, Marsiglia, o la Linguadoca, dove avrebbero trovato un rifugio sicuro

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