A Malta come in una lavatrice

Grazie al recentissimo volo Ryanair Treviso-Malta, abbiamo deciso, quest’anno, di passare un Capodanno diverso, visitando questa isola conosciuta principalmente per le vacanze estive e balneari. Dopo le tipiche libagioni natalizie, il 27 Dicembre partiamo quindi da Treviso alla volta del ...

  • di gnappetto68
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Grazie al recentissimo volo Ryanair Treviso-Malta, abbiamo deciso, quest’anno, di passare un Capodanno diverso, visitando questa isola conosciuta principalmente per le vacanze estive e balneari. Dopo le tipiche libagioni natalizie, il 27 Dicembre partiamo quindi da Treviso alla volta del Luqa Airport. Il volo è pienissimo ed arriva con 20 minuti di anticipo alla meta. Usciti dall’aeroporto ci accoglie subito un vento forte ma non freddo: l’aria è decisamente primaverile. Cerchiamo l’autobus per Valletta ma non c’è nemmeno l’ombra di un bus o di una corriera. Chiediamo quindi informazioni ad una hostess dell’Air Malta che sta aspettando il taxi e lei ci risponde: “Bus? There is not bus to Valleta from Airport. You must catch a taxi”. Come non ci sono autobus per Valletta? Ci deve essere! Sappiamo anche il numero: l’8. Boh! Rientriamo in aeroporto e la gentilissima impiegata dell’Ufficio del Turismo ci indica una piccola piazzola dalla parte opposta a dove eravamo usciti la prima volta: lì troveremo il bus. Ecco appunto! In effetti, lungo una specie di banchina vediamo il ben noto torpedone maltese giallo e rosso, scassatissimo ed antichissimo. Il bus è buio ed all’interno pare non ci sia nessuno. Fuori, sulla banchina, aspettano cinque o sei persone. Ci mettiamo in coda e, scrutando le tenebre, notiamo un “cumulo” accasciato sul volante che, ad un certo punto, si muove...Ma è l’autista! Stava schiacciando un pisolino nell’attesa dei passeggeri. Saliamo e tra sobbalzi, curve a gomito, scossoni vari ed aria tiepida che entra dalla porta...Inesistente, arriviamo al main gate (stazione degli autobus) di Valletta, una grande piazza circolare dove fanno capolinea tutti i bus dell’isola. Dobbiamo cambiare autobus per arrivare al nostro albergo: per fortuna il n. 62 parte subito e, passando tra le mille luminarie natalizie che ravvivano i bei paesetti intorno a Valletta con il mare che, impetuoso, si infrange sul lungomare, arriviamo finalmente a St. Julian’s. Troviamo quasi subito il nostro albergo (Hotel Valentina, situato nel cuore di Peaceville) dove il simpatico receptionist ci dà il benvenuto e le chiavi della stanza. L’albergo è bellissimo, intimo e molto tranquillo nonostante sia a due passi dai mille bar, discoteche e locali che fanno di Peaceville il “quartiere notturno” di Malta. E, soprattutto, pulitissimo. Sono le nove passate quando scendiamo per cenare e troviamo subito un bel ristorante strapieno di gente, l’Avenue, dove mangiamo due piatti di pasta veramente speciali e abbondantissimi. Dopo cena facciamo una bella passeggiata nel cuore del quartiere, affollato di giovani, e poi a letto.

28.12.2007. Ci svegliamo con calma e per prima cosa guardiamo fuori dalla finestra: pioviggina e tira un forte vento. Le previsioni per i nostri 6 giorni maltesi non sono affatto buone, speriamo che, come spesso succede, i meteorologi si sbaglino! Dopo un’abbondante colazione prendiamo direttamente da St. Julian’s l’autobus n. 65 che ci porta a Rabat nel sud dell’isola attraversando distese verdi con palme solitarie, alberi di arance, fichi d’india e bassi muretti di pietre che dividono le proprietà. E, da qui, prendiamo il n. 81 che ci fa scendere direttamente di fronte ai maestosi Dingli Cliffs, le scogliere più alte di Malta. Il paesaggio, nonostante continui a piovere ed il vento quasi ci distrugga gli ombrelli, è davvero spettacolare: distese verdi con qua e là qualche casupola, tantissime palme e soprattutto le pareti di rocce a strapiombo su un mare insolitamente calmo nonostante il diluvio. Passeggiando sulla cresta delle scogliere, giungiamo alla piccola chiesetta di St. Mary che si staglia solitaria in questo paesaggio reso suggestivo dalla pioggia. Un giro veloce al paesotto di Dingli con una bella chiesa e poi di nuovo l’autobus n. 81 fino a Mdina, chiamata anche la città del silenzio. Con l’arrivo dei Cavalieri di Malta, l’aristocrazia maltese fu “costretta” a rifugiarsi in questa piccola città murata: la porta principale che dà accesso al centro è davvero notevole. Percorriamo le mille stradine fiancheggiate da stupendi palazzi e da chiese fantastiche fino ad arrivare alla punta dei bastioni da dove si gode una bellissima vista sul paesaggio circolare. Intirizziti (continua a piovigginare e a tirar vento) ci rifugiamo in un ristorantino (La Fontanella) che però non ha riscaldamento (quasi nessuno qui ce l’ha), dove mangiamo una buonissima pizza colma di mozzarella anche se con i giubbotti addosso! Proseguiamo quindi il bellissimo giro della città, arrivando prima alla cattedrale e poi all’albergo più lussuoso di tutta Malta, lo Xara Palace, ricavato da un antichissimo palazzo. Usciamo quindi dalla città fortificata per visitare Rabat (che, in arabo, significa “quartieri periferici”: questa era infatti la periferia di Mdina) con le sue belle strade fiancheggiate da case con le finestre a bowindow, piccoli aranceti e vecchissime ville e palazzi. Entriamo nella chiesa di St. Paul per visitarla, ma un custode ci blocca e ci chiede di lasciare gli ombrelli in un angolo all’entrata. Eseguiamo l’ordine e ci avviamo verso la navata centrale ma Stefano, che aveva poco prima incrociato un gruppo di allegri maltesi in uscita dalla chiesa, si blocca improvvisamente e si gira indietro, giusto in tempo per vedere un bimbetto di 3-4 anni che con fare assolutamente indifferente raccoglie uno dei nostri (preziosissimi) ombrelli. Mentre il gruppetto si allontana dalla chiesa, scatta l’inseguimento. Bracchiamo il bimbetto e ci riprendiamo il nostro ombrello. L’unico commento che otteniamo dall’annoiata madre è una misero “sorry”. Sorry tua sorella! Riprendiamo il cammino per le strette stradine di Rabat fino a giungere all’imponente chiesa di Santa Katerina: il chiostro è bellissimo e racchiude un giardino di palme e aranci e la chiesa all’interno non è da meno. Sempre accompagnati dalla pioggerellina fitta fitta (ecco perché il nostro ombrello era così prezioso!) torniamo a Mdina dove prendiamo il bus n. 80 per Valletta. Strada facendo, decidiamo di scendere ad Hamru un bel paesotto sulla strada principale per la capitale con una bella chiesa e vecchissime case. Passeggiamo lungo il corso principale approfittando di una tregua della pioggia, accompagnati da canti natalizi diffusi da altoparlanti. Riprendiamo quindi il bus ed arrivati a Valletta, dopo un caffè caldo, ci facciamo una bella passeggiata lungo la via centrale piena di gente, di imponenti luminarie e di negozi non molto attraenti. Bellissima la piazza di fronte alla co-cattedrale di St. John illuminata a giorno. Tornati in albergo, dopo una doccia, ci facciamo un giro al nuovissimo centro commerciale di Peaceville ad arriviamo fino a St. George’s bay sferzata dal vento e dalla pioggia: anche il mare in burrasca è uno spettacolo affascinante. Ceniamo sempre all’Avenue (gigantesche paste con gamberi e salmone!) e poi un giro a Portomaso, il nuovissimo complesso costruito da poco a St. Julian’s. Ce ne andiamo a dormire intirizziti, sperando che domani il sole si faccia vedere

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