Trekking nella falesia di Bandiagara

19 dicembre 2003- 5 gennaio 2004 E' di nuovo l' Africa ad attrarci questo Natale; sono le sue genti, i suoi colori, le sue culture cosi' lontane e percio' cosi' affascinanti a tenderci un filo invisibile fin dentro casa nostra, ...

 

19 dicembre 2003- 5 gennaio 2004 E' di nuovo l' Africa ad attrarci questo Natale; sono le sue genti, i suoi colori, le sue culture cosi' lontane e percio' cosi' affascinanti a tenderci un filo invisibile fin dentro casa nostra, facendo crescere durante l' anno nei nostri cuori la voglia di tornare. Sono i nostri ricordi in altri Paesi africani a nutrire questo desiderio, fino a farlo divenire un vero "mal d' Africa". Ed e' la voglia di scoperta che alla fine fa esplodere tutto intorno a noi una serie di preparativi, di corsa agli aquisti, di indagini in libreria ed in internet... Che ci porteranno infine qui, in aereoporto a Parigi, in attesa del volo Air France che ci portera' in Mali!! Grande stato sotto Mauritania ed Algeria e sopra Burkina Faso e Costa d'Avorio, il Mali appartiene a quella zona dell' Africa nota col nome di Sahel; buona parte dei suoi territori settentrionali sono immersi in pieno deserto del Sahara, ed e' qui che si trova la mitica Timbuktu', famosa capitale delle carovane del sale. A dividere il deserto a nord dalla "brousse" del sud (tipico paesaggio africano sub-sahariano) corre una lunga falesia di arenaria, "il piu' grande caos roccioso del pianeta" secondo Vittorio Franchini, autore del libro "MALI, viaggio tra i dogon: il popolo delle stelle". Sui bordi di questa falesia, che si estende da sud-ovest a nord-est per circa 150 km, un popolo affascinante ed antichissimo ha costruito i suoi villaggi di fango e legno: sono i "dogon", una delle tre maggiori etnie del Mali, assieme ai "bambara" ed ai "touareg", l' unica fra queste a rimanere piu' a lungo nascosta nel tempo al mondo occidentale ed alla sua curiosita', grazie proprio alla sua localizzazione geografica. Un tempo, infatti, i villaggi erano raggiungibili solo a piedi, scendendo e salendo i pendii rocciosi e dunque non erano di semplicissimo accesso. Oggi le cose stanno cambiando ed esiste una pista che collega gran parte dei villaggi fra loro, ma il trekking rimane senz' altro il modo migliore per visitare il mondo dei dogon. Noi partiamo cullando il desiderio di percorrere tutta la falesia, da Bankass, a sud, a Douenza, a nord; abbiamo deciso di provare questa avventura da soli, senza affidarci ad uno dei tanti tour operator che organizza escursioni di diversa durata nella falesia.

Per quanto riguarda gli spostamenti al di fuori della falesia, abbiamo preso la decisione di utilizzare solo i mezzi locali: autobus, taxi collettivi, bache'... Ogni cosa va bene, l' importante e' stare il piu' possibile a contatto con la popolazione locale. Sara' un viaggio in mezzo ai popoli! Venerdi' 19 dicembre Il volo parte alle 17 ed in poco piu' di 5 ore atterra a Bamako, capitale del Mali. Appena fuori dall' aereoporto ci sta aspettando un ragazzone nero, che tiene in alto un foglio su cui leggiamo: TADDIA HOTEL LE LOFT. Si tratta dell' albergo che abbiamo prenotato via e-mail qualche settimana fa. Saliamo sulla sua "auto" ed in breve raggiungiamo il quartiere dell' ippodromo, dopo aver attraversato il fiume Niger, dove si trova l' hotel. Fin qui... Organizzazione perfetta! Andiamo a letto stanchi ma vogliosi di iniziare l' avventura.

Sabato 20 dicembre Sveglia alle 6. Prepariamo gli zaini, saldiamo il conto e saliamo sul taxi che ci sta aspettando giu' in strada. La luce del nuovo giorno anima lentamente la vita e notiamo diverse persone che si muovono lungo la strada senza meta apparente. Giungiamo in breve alla gare routier di Sogoniko, la stazione delle corriere che raggiungono molte destinazioni dalla parte di qua del Niger. Non facciamo in tempo a fermarci... Che 3 o 4 ragazzoni sorridenti afferrano l' auto in corsa e si lasciano da essa trascinare a lunghe falcate: non vogliono lasciarsi scappare questi due bocconcini appetitosi! Anche il semplice dare un' informazione, infatti, e' qui considerata una possibile fonte di guadagno, ed e' cosi' che offriamo loro un caffe' dopo aver aquistato i biglietti per Djenne'. In teoria, il nostro autobus dovrebbe partire alle 9, ma sappiamo gia' che dovremo attendere che sia tutto pieno, cosi' decidiamo di fare un giretto al mercato che sta lentamente nascendo dall' altra parte della strada. Sui banchetti di legno compaiono povere cose e le persone sono tranquille; ti offrono i loro prodotti e se tu rifiuti sorridendo continuano per la loro strada, senza inseguirti. Ci mettiamo quindi a sedere vicino al nostro autobus, osservando intorno a noi la vita che si accende, si anima ed infine esplode in mille colori, forme ed odori. Donne bellissime si dispongono a cucinare spiedini di carne e banane fritte, altre spazzano la terra rossa piena zeppa di mosche, molti ragazzi vanno in giro con carichi variopinti sul capo: biscotti, occhiali, orologi, collanine, magliette, cappellini

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