Partenza il 12/3/2005 · Ritorno il 28/3/2005
Viaggiatori: in coppia · Spesa: Da 1000 a 2000 euro
Prefazione/ Il viaggio/ Informazioni pratiche
PREFAZIONE
Periodo del viaggio : dal 12 al 28/3/2005
Costo del viaggio: 1600 Euro a testa – tutto compreso –
Protagonisti : io ( licia) e mio marito ( jacek) già protagonisti di un’altra avventura in Venezuela,con qualche anno (e viaggio) in piu e sempre con lo zaino sulle spalle
Itinerario:Bologna, Dakar, Isola di Gore, San Luis, Dakar, Bamako, Mopti, Paesi Dogon, Djenne, Bamako, Dakar, Joal Fadiouth , Mar Lodj ( Sine Salum), Tubab Dialaw, Dakar.
IL VIAGGIO
Bologna-Dakar – Isola di Gore
Partiti da Bologna, avevamo un lungo pit stop a Casablanca ( 8 ore),
Abbiamo deciso di fare un salto in centro ( in realtà ci siamo già stati oltre un anno fa. )Prendiamo il comodo treno. Ci facciamo un giretto, godendoci l'aria un po' già mite e ci beviamo un te .
Siamo arrivati a Dakar ( anzi a pochi Km dall'aeroporto sul mare) siamo andati a dormire alle 5 del mattino (anziché alle 3,30 come previsto) per ritardi al controllo passaporti.
Domenica : Sveglia da soli alle 10. Visita all'isola di Gore (patrimonio mondiale dell'umanità , uno dei punti di partenza delle navi negriere). Bella Coloniale francese. Ben restaurata. Piacevole. Molto mediterranea, con le rocce rosse che si gettano in un atlantico di un blu profondo e sempre agitato ( e piuttosto freddino, una mare come da noi all'inizio di giugno). Niente palme.Un posto anche un po' modaiolo e snob anche per i Dakariani ( ci sono ville fantastiche, molte ora di artisti ed intellettuali), con una vocazione artistica generale ( dagli artisti "di strada" un po’ reagge, a quelli piu di elite, oltre ai soliti bric e brac da turisti). Il boom pare sia tale che a tutt'oggi sia difficile trovare un terreno o una casa da comperare o da ristrutturare,Case rosse ( colore bolognese ) e gialle. Visitina alla casa negreria restaurata ( in realtà quasi tutte le case sulla costa si occupavano di commerci negrieri e l’isola di Gorè e la casa sono stati scelti piu che altri come simboli) , un piccolo fortino esterno, rosso, a picco sul mare, circondata da fichi d'india, con una scala a tenaglia nel cortile interno, stupenda. Triste e un po’ imbarazzante per noi occidentali (al piano inferiore tutti gli schiavi divisi per sesso ed età, in sorte di cantine umide, da cui uscivano solo per le aste - per l'appunto in mezzo alle scale - e, successivamente , una volta acquistati, sul retro per un corridoio ( chiamato senza ritorno) che dava direttamente sul mare e da cui venivano imbarcati- ed il piano superiore bello fresco areato, leggero,con una vista stupenda, dove, per l'appunto abitavano i proprietari e dove attualmente è sistemato un piccolo museo).
Il giorno dopo all'ambasciata del Mali a farci dare il visto ( 2 giorni di tempo) e comperare il biglietto aereo per Bamako (capitale del Mali). Ed informarci per comperare il biglietto aereo per la Casamance - la zona piu tropicale e bella a Sud del Senegal, oltre il Gambia, cattolica e tribale : tutto pieno e pochi aerei- sta cominciando la bassa stagione. Ci mettono in lista d’attesa Si vedrà al ritorno.
Dramma (da parte mia ) sulla possibilità di girare per il Senegal senza passaporto, solo con la ricevuta dell'ambasciata, per giunta del Mali..Naturalmente i miei sono scenari catastrofici (buttati in una prigione, bloccati in mezzo alla strada, senza possibilità di parlare con l'Ambasciata Italiana - che non abbiamo neanche il cellulare - dichiarati terroristi internazionali, obbligati a pagare una mancia pari ad un biglietto aereo) per Jacek, invece, iperottimistici ( “qua non gliele frega niente a nessuno . Siamo o no dei bianchi colonialisti, e poi dicono tutti che i Senegalesi sono friedly e simpatici ed allegri . E poi al limite una mancerella sistema tutto” – “Si, sai come si divertiranno a vedere le nostre espressioni quando ci fermano. Si faranno delle matte risate . E poi colonialisti cosa? I polacchi e gli italiani al massimo sono stati colonizzati . E se mai ci troviamo un bravo senegalese onesto che ci accusa pure di corruzione” ). L’impiegata dell’ambascaita del Mali – ricontattata si stringe nelle spalle e dice meglio restare a Dakar, l’impiegata dell’agenzia aerea ci rimanda alla polizia ( e già immaginiamo file chilometriche e rinvii da un ufficio ad un altro). Decisione finale (grazie all'intervento del padrone francese del nostro albergo di medio lusso – ex marinaio della regia marina inglese – per Jacek per questo affidabilissimo, per me un po’ per definizione corsario) : andare senza problemi.( ma comunque mi sono sentita una sans papier per 2 giorni, terrorizzata alla vista di qualsiasi divisa)-
Dakar San Luis
Immediatamente (ore 13) partenza per San Luis (270 Km a Nord di Dakar) . Dalla stazione delle corriere ( ma alla francese gare routiere suona molto meglio ) Pompieri
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