Le Maldive dei maldiviani: Dhiffushi

Viaggio low cost nell'Oceano Indiano

  • di Emily77
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Alle Maldive in guest house, su un’isola abitata, invece che in un dorato resort. Perché? Per scoprire cosa c’è oltre a spiagge da cartolina e mare turchese e anche per una fuga al caldo in un posto meraviglioso spendendo veramente poco.

Quanto poco? 650 euro il volo a/r (Alitalia-Etihad, da Malpensa via Abu Dabhi) e circa altri 600 euro a testa per pensione completa in guest house (in due camere, una singola e una doppia), trasferimento in barca veloce tra aeroporto e isola e viceversa, assicurazione sanitaria e parcheggio a Malpensa. Da notare che il trasferimento costa da solo circa 400 USD (in totale, a/r e da dividere), quindi in proporzione tantissimo, ma l’alternativa, che costa solo un paio di dollari, è il traghetto pubblico, in pratica l’autobus maldiviano, che “ferma” nelle varie isole. La speed boat ci mette 50 minuti per Dhiffushi, il ferry ci mette 3 ore e l’orario è limitatissimo. Quindi, vista la spesa totale comunque contenuta, ci siamo un po’ “viziate” con il transfer privato! Il prezzo è a barca, quindi se nello stesso transfer si è più numerosi, si deve chiedere che la quota a testa venga diminuita. A questo per me si sono aggiunti circa 150 dollari tra escursioni, souvenir e qualche snack e mancia. Dunque delle Maldive davvero poco costose, ma molto emozionanti ed intense.

Attenzione però, perchè, anche se non è affatto un viaggio difficile o pericoloso (neanche per noi, che eravamo tre donne), comunque può non essere adatto proprio a tutti: si vive e ci si muove tra la gente del posto, un’isola abitata non è tutta una cartolina come un resort, e si tratta di un paese povero e anche musulmano, dove il turismo locale è avviato solo da pochissimi anni, dunque servono un po’ di inglese, un sano spirito di adattamento e una giusta apertura mentale verso una realtà lontana dalla nostra ben più di 11 ore di volo.

La nostra guest house è stata “Local Adventure at Dhiffushi”, trovata e prenotata su booking.com e scelta incrociando prezzo e recensioni. Non ci siamo pentite della scelta: struttura semplice ma pulita, acqua calda (cosa affatto scontata), un bel giardino/cortile e personale giovanissimo e gentile e disponibile in modo assoluto. Non è un albergo, il servizio è rustico, bisogna chiedere le cose (carta igienica, cambio asciugamani, tovaglioli, etc), il menù è limitato (ma tutto buono) e quindi non ci si deve aspettare buffet, primi, secondi, etc. Cucina locale/indiana ma in un paese musulmano: noodles, riso, spezie, pesce, pollo, tanta verdura ma poca frutta e niente dolce. Mai dimenticare che alle Maldive non cresce niente a parte il cocco e tutto deve arrivare da fuori, quindi non sempre c’è tutto, soprattutto per quanto riguarda la frutta. Si mangia insieme agli altri ospiti sul tavolone comune, chiacchierando ed osservando. In una settimana noi abbiamo incrociato tedeschi, danesi, estoni, americani e cechi: un piccolo pezzo di mondo, tutto ad un tavolo di legno in un grazioso cortile maldiviano. Su booking.com avevo prenotato pernottamento e prima colazione e poi avevo chiesto via mail se era possibile avere la pensione completa e così è stato. Simpaticissimi compagni di soggiorno anche i due bei pappagalli (Princy, il chiacchierone, e Barry)! La guest house dista dalla spiaggia circa 700 metri e non ci è affatto dispiaciuto: abbiamo camminato un po’ ogni giorno e, attraversandolo più volte al giorno, abbiamo imparato a conoscere ed osservare il paesino. Si paga tutto in contanti, in dollari o in moneta locale. Il gestore stesso può cambiare i dollari in moneta locale, per le piccole spese nei minimarket

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