Al sun islan hotel dal 3 al 10 agosto

Dopo un lunghissimo viaggio diviso fra le 3 ore per raggiungere Milano Malpensa, le 10 ore di volo e le 2 ore e mezza di barca veloce siamo finalmente giunti al Sun Island Hotel presso l’atollo di Ari Sud. Il ...

  • di silvya.79
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: 3500
 

Dopo un lunghissimo viaggio diviso fra le 3 ore per raggiungere Milano Malpensa, le 10 ore di volo e le 2 ore e mezza di barca veloce siamo finalmente giunti al Sun Island Hotel presso l’atollo di Ari Sud. Il volo Eurfoly, partito con una mezzora di ritardo, è andato bene: nessuna perturbazione, cena abbastanza buona, tv presente in ogni posto a sedere con possibilità di scelta fra sei film, giochi e musica. Unica nota dolente i soliti due cafoni che, lasciando i loro posti, si siedono dietro alla tua poltroncina in ultima fila (l’hostess aveva già fatto spostare una signora dicendole che erano posti riservati al solo equipaggio quindi non ho capito perché questi due hanno potuto rimanere...) non permettendoti così di tirare giù un po’ di più lo schienale per cercare di dormire almeno un'ora più comodamente vista la fortuna di essere stati messi alla fine. Arrivati in prossimità dell’aeroporto di Malè abbiamo iniziato a vedere dei piccolissimi atolli: non sembra vero di essere arrivati in quel paradiso. Scesi dall’aereo i responsabili hanno eseguito un controllo molto severo ai bagagli ritirandoci delle bottiglie di vino (una delle quali acquistate al duty free quindi come mai non siamo stati informati quando abbiamo dato la carta d’imbarco alla commessa?) in quanto alle Maldive non è possibile introdurre alcolici, quindi se decidete di andare non portatene con voi e soprattutto non compratene in quanto sarebbero sprecati. Fortunatamente però si possono recuperare al rientro.

Appena fuori c’era ad attenderci il ns assistente Albatour, ultima persona a parlare in italiano in quanto sull’isola tutti parlano solo ed esclusivamente inglese, che ci dà le strette informazioni necessarie dato che non sarà presente all’hotel. Il viaggio in barca è interminabile: purtroppo non vi è la possibilità di uscire all’esterno per godersi il paesaggio. Comunque, non appena scendiamo, rimaniamo letteralmente a bocca aperta: ci si presenta davanti una piscina naturale immensa e, in fondo al pontile che collega il porticciolo all’isola, una vegetazione ricca di palme da cocco e di innumerevoli piante tropicali. Inoltre, il tempo è bellissimo: sole lucente e caldo afoso che durerà, stranamente per questo periodo, per tutta la settimana, tranne per il venerdì pomeriggio ed il sabato in cui ci sarà un po’ nuvoloso ma per fortuna nessuna perturbazione.

Giunti alla reception veniamo accolti dal personale maldiviano che ci offre degli asciugamani bagnati e una bevanda a base di cocco per rinfrescarci prima di compilare i documenti per la permanenza. Successivamente veniamo accompagnati dal trenino nella nostra stanza. A noi è stato riservato un bungalow delux, il numero 505, che ci appare molto semplice ma accogliente. È abbastanza spazioso e ci sembra pulito anche se ci rendiamo subito conto (vedendo il ragazzo addetto) che per la pulizia non viene impiegato nessun tipo di disinfettante: eh si tutto viene pulito con uno straccetto bagnato, bagno compreso. Chiudiamo un occhio e andiamo immediatamente in spiaggia. Per arrivarci basta uscire dalla stanza, percorrere qualche metro fra gli alberi e subito abbiamo davanti a noi lo spettacolo: mare azzurrissimo e macchie di coralli; inoltre si possono vedere gli water bungalow e una piccola isola disabitata ma ricca di vegetazione. La sabbia è bianchissima e mista a corallo. Ci armiamo di scarpette e maschera e boccaglio e ci immergiamo subito. Appena entrati in acqua rimaniamo sbalorditi dalla temperatura: è caldissima. Non appena iniziamo a fare snorkeling vediamo un sacco di pesci di ogni tipo e sono bellissimi. Immediatamente vicino alla spiaggia non sono presenti coralli ma rocce; inoltre è stato effettuato dall’uomo un argine con dei sacchi di un materiale che a contatto con l’acqua si solidifica. Questo ha provocato una corrente marina abbastanza forte che tende a trasportarti. Basta raggirarla avanzando a nuoto per un po’. Su questo piccolo argine si può osservare una moltitudine di granchietti che sfuggono non appena ci si avvicina troppo. Poi, andando verso il rift, aumentano i coralli ed i pesci: il nuoto diventa abbastanza difficoltoso in quanto l’acqua è molto bassa e si rischia di sbattere e, oltre a farsi male, di rovinare qualche cespuglio. Però ne vale davvero la pena. Tutto è bellissimo. Quindi il mio personale voto al mare è un bel 10, non poteva certo essere diverso: si è alle Maldive! Fatto il primo bagno è arrivato il momento della prima cena. Nell’isola si trovano vari tipi di ristoranti: quello centrale, l’indiano, il tailandese, l’italiano, il giapponese, la pizzeria. Mentre i primi due sono dislocati all’interno dell’isola, gli altri sono su delle palafitte esterne che si raggiungono grazie ad un lungo pontile. Ovviamente nel pacchetto sono compresi al ristorante centrale i pasti principali, esclusi di bevande le quali partono dai 3 dollari per una bottiglia d’acqua ai 4-4.50 dollari per una bibita in bottiglietta o una birra alla spina, mentre per gli altri ristornanti è previsto uno sconto del 20% dal totale della cena. Per quanto riguarda il centrale posso dire che la qualità è veramente buona. Oltre a servire due tre tipi di pasta sia a pranzo che a cena e differenti tipi di carne, erano presenti piatti locali e un buffet enorme di verdure e frutta. La frutta, soprattutto l’ananas, è buonissima e quella che si trova in Italia non è nemmeno da paragonare. Per quanto riguarda invece le cene extra, noi ne abbiamo fatto due durante tutta la settimana: siamo andati al giapponese e poi ad una cena organizzata direttamente sulla spiaggia. La prima è andata abbastanza bene: pensavamo di trovare sushi migliore che in Italia, invece, alla fine abbiamo chiesto olio e pepe per condire il pesce crudo perché proprio la salsa di soia non ci piace ma questi sono gusti personali. Il pesce tutto sommato era buono e fresco. Invece siamo stati SCONTENTISSIMI della cena sulla spiaggia (65 dollari a testa). Avevano annunciato un’enorme grigliata a base di pesce: il pesce che ci hanno servito era veramente disgustoso (non abbiamo però capito il perché al ristorante centrale era tutto buono dato che si trattava della stessa equipe) per non parlare del vino che abbiamo acquistato. Vista l’occasione e non avendo ancora iniziato a mangiare, abbiamo preso una bottiglia di vino italiano da 113 dollari; ovviamente il costo è maggiore rispetto all’Italia in quanto ci sono delle tasse doganali molto alte e anche perché le consegne necessitano di due mesi di navigazione. Ci siamo fidati a prenderla perché abbiamo preso altre bottiglie durante la permanenza e avevamo potuto testare che erano tutte buone. Purtroppo al primo assaggio, dopo che il vino si è un po’ riscaldato, ci siamo accorti che non era stato conservato nel migliore dei modi: era acido e sapeva di tappo. Fortunatamente alla cena era presente sul posto, da un paio di mesi, un sommelier italiano dedito all’insegnamento delle proprietà del vino. Per fortuna almeno lui parlava italiano. L’abbiamo interpellato e ci ha fatto cambiare la bottiglia. Purtroppo anche la seconda non era buona, addirittura peggio della prima. Un po’ indecisi se richiamarlo per non voler fare credere di non avere l’intenzione di non pagare e per non disturbare e arrivati alla fine della cena, se così si può chiamare, abbiamo deciso di interpellarlo nuovamente. Anche lui è rimasto subito d’accordo nel riscontrare che questa nuova bottiglia era ancora peggio della prima. Allora dopo una serie di discussioni siamo rimasti d’accordo che non ci avrebbero addebitato nessuna bottiglia. Invece, arrivati all’ultimo giorno, abbiamo avuto la bella sorpresa dell’addebito dei 113 dollari sul conto in quanto hanno detto che la bottiglia era quasi vuota (e anche perché era molto costosa quindi si comprende benissimo il perché dell’addebito). Abbiamo fatto i conti e questo era impossibile perchè una bottiglia contiene 6 bicchieri: due bicchieri sono stati bevuti per l’assaggio diviso fra noi due e il sommelier e due bicchieri sono rimasti pieni sul tavolo in quanto il cameriere passando per il tavolo e vedendo che il bicchiere era calato l’aveva immediatamente riempito. Quindi due più due fa quattro e pertanto ne erano stati consumati solo due e non il contrario. Allora è iniziata una discussione senza fine. Abbiamo atteso alla reception il capo villaggio per due ore perché abbiamo insistito come matti per poterci parlare al fine di avere una spiegazione. Nel frattempo è venuto a parlarci il cameriere per dirci che dovevamo pagare. Abbiamo cercato di interpellare il sommelier ma ci hanno detto che era irraggiungibile. Chiedendo, invece, ad altri due ragazzi della reception che non sapevano nulla della storia siamo riusciti a contattarlo e anche lui è rimasto sbalordito in quanto l’accordo era quello di non pagare. Purtroppo non si trovava sull'isola in quel momento quindi non abbiamo nemmeno potuto contare almeno su di lui. Abbiamo richiesto la ricevuta firmata della cena dove era scritto che i dollari erano stati detratti dal totale ma non hanno voluto presentarcela perché hanno detto di non averla. Ma chi ci crede?!! Il problema è che non rilasciano nessuno scontrino per nessun tipo di acquisto effettuato e il ticket lo tengono solo loro. Alla fine li abbiamo mandati a quel paese e abbiamo pagato altrimenti saremmo dovuti rimanere là un’altra settimana per metterci d’accordo. Si sono permessi addirittura di dire che non volevamo firmare la ricevuta alla fine della cena. Questa è stata proprio una nota dolente sulla serietà del villaggio. È una cosa che ci ha fatti restare davvero molto male perché ci hanno trattato davvero come persone disoneste che non vogliono pagare quando avevamo fatto un conto, fra una cosa e l’altra, di 1000 dollari quindi non si potevano certo permettere di trattarci così. Infatti, più che per una questione di soldi, che certamente non sono pochi, è stato proprio l’atteggiamento che hanno manifestato nei nostri confronti

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