Viaggio di nozze a Dhiggiri: e chi si riprende più

Due settimane alle Maldive? Ma non saranno troppe? E cosa farete per passarvi il tempo? Più o meno così avevano commentato quasi tutti i nostri amici quando avevano saputo la destinazione del nostro viaggio di nozze. Ma noi, imperterriti, senza ...

  • di miticalu
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: 3500
 

Due settimane alle Maldive? Ma non saranno troppe? E cosa farete per passarvi il tempo? Più o meno così avevano commentato quasi tutti i nostri amici quando avevano saputo la destinazione del nostro viaggio di nozze. Ma noi, imperterriti, senza lasciarci scoraggiare, eravamo sempre più convinti della nostra decisione e non vedevamo l’ora di partire!

Per la scelta dell’isola, ci siamo affidati ai consigli di Luana, gentilissima e molto competente addetta dell’agenzia di viaggi che, ascoltate le nostre esigenze, ha immediatamente individuato Dhiggiri come meta ideale. Partenza il 2 febbraio da Malpensa e rientro il 17, volo Neos senza intoppi, sistemazione in bungalow overwater, pensione completa con bevande ai pasti e drink dalle 10 alle 24, trasferimenti in idrovolante: giusto per non farci mancare niente...! In fondo, è il nostro viaggio di nozze e quando mai ci ricapiterà???

Arrivando alle Maldive, è straordinario come ti si presenta il paesaggio. Nel blu intenso dell’Oceano Indiano si stagliano tanti atolli circondati da un mare prima bianco, poi celeste, quindi cobalto. Sembrano tanti occhi della coda di un pavone!

Atterraggio, controllo passaporti e ritiro bagagli si svolgono molto celermente. Il referente Francorosso, ci aspetta nella sua postazione subito fuori l’area arrivi: ci consegna i documenti, ci indica dove lasciare i bagagli perché siano pesati e caricati in idrovolante e ci segnala il pullman per l’idroporto. Sapevamo che avremmo dovuto attendere anche 2 ore prima di poter arrivare alla destinazione finale, così non ci siamo scoraggiati: arrotolati i pantaloni al polpaccio, infilato le ciabatte, maglietta a maniche corte, ci siamo seduti sulle non comodissime panche di legno e, nonostante il caldo afoso, il rombo dei motori e la puzza di nafta, ci siamo addormentati una mezz’oretta. Il trasferimento in idrovolante è stato molto rapido, 20 minuti, e ci sentiamo di consigliarlo vivamente (a meno che non si soffra di claustrofobia, caldo, paura dei piloti che NON indossano scarpe).

Sorvoliamo varie isole, tutte magnifiche, ma alla fine appare LEI, Dhiggiri, che Marco ha già avuto modo di studiare da tutte le sue angolazioni su internet ed è come se l’avesse sempre conosciuta! L’atterraggio avviene in mezzo al mare, letteralmente su una zattera, ma dall’isola vediamo che sta già arrivando un dhoni, pronto a portarci a terra. Trasferiamo bagagli e noi stessi, e via verso l’isola! Adesso siamo sveglissimi ed eccitatissimi! Vediamo che il paradiso è veramente a portata di mano!!!

Percorriamo la passerella in legno sotto un bel sole caldo e sulla sabbia ci aspetta Mufaz, uno dei camerieri, con delle salviette umide per rinfrescarci. Rapido spuntino al bar e poi veniamo accompagnati al bungalow. Leggendo i consigli su internet, avevamo saputo che dal bungalow n. 8 in poi si sentiva il fastidioso rumore dell’inceneritore, così avevamo fatto richiesta di essere alloggiati in uno dei primi. E così è stato e ci hanno assegnato il bungalow n. 3. Perfetto! Il bagno è subito a sinistra, con doccia e un grande lavandino; armadio a due ante a destra, mobile basso con frigobar e poi la zona notte: di forma circolare, il letto col baldacchino a sinistra e di fronte una scrivania con specchiera, tavolino tondo con ripiano di vetro e due sedie. Di fronte alla porta di ingresso c’è la porta finestra che si apre sulla terrazza: due sdrai, uno sgabello e l’accesso diretto al mare!!! Davanti a noi si estende l’oceano, nelle sue svariate sfumature di blu. Siamo estasiati. Il materasso è molto rigido, ma non doloroso; Marco chiede e ottiene un secondo cuscino; il condizionatore, che dopo qualche giorno si rompe, viene prontamente riparato dopo la nostra segnalazione. Per la maggior parte del tempo, però, preferiamo utilizzare solo le pale a soffitto.

Finalmente può iniziare la nostra vacanza! Ci mettiamo il costume e andiamo a fare il primo bagno da sposini in viaggio di nozze. L’acqua è tiepida, trasparente, assolutamente non salata. Continuiamo a guardarci intorno quasi increduli: siamo in febbraio, in pieno inverno e stiamo facendo il bagno in mare! Che meraviglia!

La prima settimana la passiamo a fare quasi tutte le escursioni suggerite: snorkeling diurno e notturno, isola deserta, isola dei pescatori e pesca (solo Marco). La prima uscita di snorkeling, in realtà, ci lascia un po’ delusi: gli animatori ci portano in due luoghi, ma chissà, forse il giorno o le condizioni climatiche, non rimaniamo particolarmente impressionati dal fondale. Ci ricordiamo con maggior entusiasmo quello che vedemmo a Sharm el Sheihk... Ma la seconda volta che andiamo: quella sì che è stata memorabile. Nel primo punto di immersione vediamo dei bellissimi coralli e una tartaruga. Il secondo punto è un canale di passaggio tra l’oceano e la laguna, ma c’è poca corrente quindi non ci sono pesci grossi. Per arrivare al terzo posto facciamo un pezzo di mare aperto e veniamo affiancati dai delfini, che saltano e nuotano davanti alla barca. È meraviglioso ed emozionante! Approdiamo su un banco di sabbia bianchissima in mezzo al mare, facciamo uno spuntino, qualche foto e poi di nuovo in barca per il rientro. La stessa sera partecipiamo anche allo snorkeling notturno. È stata anche questa un’esperienza particolarissima, che mi sento di consigliare anche se sono entrata in acqua con l’ansia. L’incontro è alle 19.30 presso il Dive Center, ed è già buio. Veniamo dotati di muta e torcia (pinne e maschera già presi a noleggio) e l’istruttore ci fornisce qualche semplice spiegazione sulla fauna marina. Quindi, ci avviamo verso l’acqua. Tutto intorno a noi è buio, davanti a noi è buio, sott’acqua è buio, i fari del ristorante sono lontani. Sono un po’ agitata. Entriamo pian piano in acqua e andiamo verso il pontile. L’istruttore, si rivela molto competente e sensibile. Facciamo brevi tratti e poi emergiamo, così lui ci illustra quello che abbiamo visto. Durante la nostra esplorazione durata quasi un’ora, siamo riusciti a vedere: alcune aragoste, bianche con gli occhietti scuri, un lion fish, dei cetrioli di mare (creature primordiali dalla forma inequivocabile), una tartaruga che dormiva, dei ricci matita (bellissimi) e, soprattutto, una stella marina cuscino. L'istruttore la prende in mano e ce la fa vedere da vicino: da una parte è tutta punteggiata di rosso, mentre dall’altra questi puntini rossi formano proprio un disegno a forma di stella. Straordinario! Prima di risalire sulla barca che ci riporterà indietro, l'istruttore ci mostra un’altra particolarità del mare: spegnendo le nostre torce e battendo le mani sott’acqua, si può vedere il plancton che diventa luminescente. Sembrano tante luci di Natale!!!

Le uscite di pesca, invece, le ha fatte solo Marco. La pesca al bolentino viene effettuata prima del tramonto. È stata un’uscita fruttuosa: ha pescato un pesce balestra di circa 6 kg, e per far ciò si è quasi tagliato un dito con la lenza. La seconda volta, con la pesca alla traina, non è altrettanto fortunato, e nessuno dei partecipanti riesce a pescare qualcosa.

L’escursione all’isola deserta, VASHUGIRI, è stata molto bella. Si tratta davvero di un’isola completamente disabitata: hanno costruito una copertura con una zona cottura, perché l’escursione è giornaliera e un cuoco ci accompagna e prepara il pranzo. Dopo pranzo facciamo un pisolino sotto gli alberi: siamo avvolti dal silenzio, dalla luce accecante che riflette sulla sabbia candida e dal mare azzurro. Poi, i più atletici si cimentano in una partita di pallavolo. Bagnetto, gara di tuffi dal tetto del dhoni e rientro a Dhiggiri. Siamo sfiniti, ma la giornata è stata stupenda

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