Maldive al Ranveli

Tutto è cominciato il 16 settembre 2006, il giorno del nostro matrimonio quando una nostra coppia di amici, Mario e Francesca, ci regala una busta con dentro la foto di uno splendido atollo maldiviano. Era da un po’ di mesi ...

  • di danyg75
    pubblicato il
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Tutto è cominciato il 16 settembre 2006, il giorno del nostro matrimonio quando una nostra coppia di amici, Mario e Francesca, ci regala una busta con dentro la foto di uno splendido atollo maldiviano. Era da un po’ di mesi che ne stavamo parlando ed era giunto il momento di fare sul serio. Ancora un inverno che passa ed eccoci finalmente al 19 marzo, data della partenza per le Maldive per il nostro viaggio di nozze “posticipato”.A Malpensa con noi c’è la nostra piccola Nicole di 1 anno alla sua prima esperienza “in volo”, Mario & Francesca e una coppia di loro amici che ovviamente sono diventati anche nostri, Gianpaolo e Valeria. Il resort scelto è il Ranveli, Ari Sud, a 45’ di idrovolante da Malè. Partenza in orario (20.00) da Malpensa con volo Livingston che è risultato molto comodo visto che l’aereo era pieno per i 2/3 quindi molti di noi ne hanno approfittato per sdraiarsi su più sedili. Personale di bordo molto educato e sempre presente, cibo ottimo (un pasticcio di pasta cui molti hanno fatto il bis), bevande in quantità al bisogno, video funzionanti e film recenti.

Il viaggio trascorre piacevolmente senza problemi e anche la nostra piccola riesce tranquillamente a dormire fin quando le prime luci dell’alba cominciano ad entrare dagli oblò. Ci stiamo avvicinando e dopo una discreta colazione eccoci in vista di Malè. La pista è una sottile striscia di terra parallela all’isola di Malè. All’uscita dall’aereo ci aspettano 36° di caldo secco che ti entrano subito nelle ossa quindi la prima cosa da farsi è ... spogliarsi il più possibile mantenendo sempre un certo contegno visto che siamo sempre in un paese musulmano.

La cosa che colpisce fin dall’inizio è il silenzio di questo magico posto, anche in aeroporto, tutte le pratiche di sbarco vengono formalizzate nel massimo ordine, calma, organizzazione e velocità e così in meno di 10’ ci troviamo caricati su un pulmino che ci accompagna diretti allo scalo degli idrovolanti. Aria condizionata al massimo sia in aeroporto che sul pulmino. Una mezz’oretta d’attesa, giusto il tempo di scattare qualche foto e sbrigare le formalità d’imbarco peraltro veloci grazie al nostro voucher, e pronti via. Un pilota olandese scalzo, sì avete capito bene, senza scarpe o altra calzatura, accompagnato da un “aspirante pilota” maldiviano si prende la responsabilità di “traghettarci” al nostro atollo, al Ranveli Village. Dopo 40’ e aver sorvolato decine di atolli che apparivano come macchioline verdi in gocce di acqua cristallina e poi il blu dell’oceano ecco avvistare il nostro atollo, lungo circa 300 m e largo 50 m, solo il posto per un ristorante su palafitte, una boutique, la reception, il centro massaggi e 2 file di camere disposte come piccoli appartamenti quadrifamiliari immersi in un giardino stracoloratissimo e straprofumatissimo di fiori e piante cui i maldiviani dedicano gran parte della loro giornata.

L’idrovolante, non potendo avvicinarsi alla barriera corallina, ci lascia a circa un paio di km su di una zattera galleggiante di una decina di m2 e da qui con dhoni arriviamo al Ranveli. Consueto benvenuto con asciugami rinfrescanti profumati e cocktail di benvenuto dove il giovane “capovillaggio”, che parlava un italiano arrangiato, ci ha illustrato quella che sarebbe stata l’attività sull’isola: snorkelling, gite all’isola deserta e all’isola dei pescatori e varie escursioni in mare aperto, più alcuni servizi come il diving e il centro massaggi. L’animazione è stata praticamente zero, e noi questo volevamo: una settimana senza che nessuno ci corresse dietro per farci giocare a volley, tennis, bocce, freccette e quant’altro. Volevamo solo riposarci e immergerci in una natura senza fine. Beh, sistemate le valige in camera direi proprio che l’immergersi è stata la prima cosa. Costume e subito in acqua: 28° di laguna, praticamente il bagno di casa in inverno con la sola differenza che la vasca da bagno è infinita, cristallina e coloratissima di ogni varietà di pesci e coralli. Purtroppo il Nino e in parte lo Tsunami hanno rovinato gran parte della barriera che però inizia a dare segni di ripresa tanto che la gente del posto è convinta che in una decina d’anni tornerà tutto come prima. In laguna oltre ai vari pesci di barriera c’erano come compagni di vacanza anche 5 squaletti pinna nera di 50 cm di lunghezza e 2 razze belle grandi che ogni sera venivano ad affacciarsi sotto le palafitte del ristorante

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