Una valigia per l'africa

Arriviamo all’aeroporto di Johannesburg dopo un viaggio durato tutta la notte. E’ mattino presto e mancano quattro ore alla coincidenza per Lilongwe. Siamo in viaggio da diverse ore, essendo partiti ieri da Bologna per Francoforte, e da lì, dopo un ...

  • di ROSSANO CROTTI
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: 3500
 

Arriviamo all’aeroporto di Johannesburg dopo un viaggio durato tutta la notte. E’ mattino presto e mancano quattro ore alla coincidenza per Lilongwe. Siamo in viaggio da diverse ore, essendo partiti ieri da Bologna per Francoforte, e da lì, dopo un volo accompagnato da un piccolo passeggero cinese che non la smetteva di urlare per l’evidente motivo che la mamma non aveva i pannolini per cambiarlo, siamo arrivati nel continente africano. Il nostro viaggio è iniziato e il nostro pensiero è fisso a ciò che troveremo al nostro arrivo. La curiosità è tanta e l’emozione pure. La certezza di realizzare ciò che sognavamo è il nostro contatto. Forse questa esperienza ci cambierà un po’ la vita. L’aeroporto di Johannesburg è immenso, proviamo a riposarci sulle poltroncine di una sala dove decine di persone chiassose di tutte le razze arrivano e vanno ovunque. Nella sala fumatori penso di aver respirato fumo passivo abbastanza per tuta la vita. Ho la nausea. Provo a dormire, ma è impossibile. Io e Rossana siamo ansiosi di vedere l’Africa. E questo succede durante il volo per il Malawi, dove dall’alto, vediamo immense distese di terra rossa, la vegetazione brulla e un paesaggio a noi sconosciuto. Il clima che ci accoglie è freddo e ventoso per le nostre aspettative e per i nostri indumenti forse poco da viaggiatori e troppo da turisti. Arrivati nella capitale, ci trasferiamo nell’albergo sul lago che prende il nome dal paese, il lake Malawi appunto , una distesa d’acqua enorme larga ottanta chilometri e lunga cento, che dalle coste appare come il mare. Sappiamo che quell’albergo, quella parentesi comoda fra noi e l’altra faccia del mondo, serve solo per non traumatizzare troppo le nostre abitudini, ma non ci offre nulla che soddisfi le nostre curiosità. L’appuntamento con il nostro contatto è per il giorno dopo e la valigia rossa che ha attraversato il mondo aspetta di essere consegnata. A lei abbiamo legato sentimenti strani, un desiderio forte di arrivare fin qua con ciò che vorremmo sia giusto, un po’ meno disuguaglianze, un po’ più uguali. Le opportunità per tutti, le differenze abissali, le ingiustizie storiche...Troppi pensieri e energie che i nostri corpi stanchi partoriscono sotto la zanzariera montata su un letto a baldacchino. Io e Rossana ci addormentiamo nella nostra prima notte africana. Il giorno dopo ci appare con un clima decisamente più mite e coerente con i colori della terra e della scarsa vegetazione. Ci attende l’intervista con Harry, il nostro contatto locale. Harry è dello staff di Action Aid Malawi, e risponde con passione alle domande che ci eravamo preparati. Ci racconta della struttura sociale del paese, dove c’è ancora moltissimo dislivello fra chi abita le città e fra chi ( la maggior parte ), popola i villaggi. La cosiddetta popolazione rurale. Per loro, ogni bisogno quotidiano è un problema. Ogni esigenza sanitaria e di approvvigionamento dei beni di prima necessità. Le famiglie vivono in nuclei numerosi, in media vi sono cinque figli e spesso i parenti vivono sotto lo stesso tetto ( comunemente di paglia ). I problemi più rilevanti riguardano i bambini, per una mortalità infantile molto alta e successivamente un abbandono scolastico dovuto all’aiuto che i figli, soprattutto le bambine, devono dare in casa per aiutare i genitori in ogni gesto quotidiano. Prendere l’acqua, infatti, vuol dire percorrere anche tre chilometri a piedi. Chi è fortunato ha un piccolo pezzo di terra che può coltivare e successivamente vendere i propri prodotti la mercato. L’aspettativa di vita è molto bassa, quarant’anni, ed è un dato che sapevamo, ma sentirlo dire da Harry, ha un altro effetto

  • 1149 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Parole chiave
Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social