Come vedere (quasi tutta) Madrid senza usare la metro

La bellissima capitale spagnola vissuta tra musei, ristoranti, piazze e festeggiamenti

  • di auroramaviaggiare
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Ed eccoci qui, in una fredda ma serena mattinata di gennaio, a Malpensa, più precisamente al terminal 2 di Easyjet (che ormai utilizziamo per ogni nostro viaggio). Destinazione? Finalmente si parte per Madrid. Il volo è alle 12:55 e il decollo è (per fortuna) in perfetto orario, così dopo poco più di due ore, siamo atterrati all'aeroporto di Barajas. Decidiamo di prendere il taxi per raggiungere l'hotel, il quale si trova nel centro più assoluto della capitale (ossia Puerta del Sol) e la tariffa è di trenta euro (è fissa). Appena scendiamo dall'auto, notiamo subito un grande caos in questa piazza, la quale è conosciuta per essere la più caotica e fra le più frequentate della città. Dopo pochi passi abbiamo raggiunto il nostro albergo, che si chiama Petit Palace Puerta del Sol. E' un tre stelle con un ottimo rapporto qualità/prezzo, infatti non è affatto caro e ha molti vantaggi: in primis la posizione strategica, è moderno e pulito, e il personale è cordiale e gentile; assolutamente consigliato.

Dopo aver fatto il check-in e quindi aver lasciato i bagagli in camera, siamo subito usciti per sfruttare al meglio il pomeriggio soleggiato che ci rimaneva. Innanzitutto abbiamo visto Plaza Mayor, che è vicinissima dall'hotel (massimo cinque minuti a piedi). E' veramente bellissima, enorme, rende molto di più dal vivo che nelle foto. Poi avevamo un certo languorino, quindi ci siamo recati al Museo del Jamon, un' istituzione culinaria madrilena. Abbiamo gustato dei buonissimi taglieri di jamon serrano, chorizo e formaggio. Dopo esserci rifocillati, ci siamo recati nella zona Callao, cioè calle Preciados (piena di negozi e super addobbata) e la Gran Via. La plaza del Callao è mozzafiato, infatti durante il periodo natalizio c'è un albero dorato bellissimo e tutti i palazzi attorno illuminati creano un'atmosfera magica. Per cena avevamo scelto un ristorante tipico, che si chiama El Buey. Per arrivarci siamo passati davanti al teatro cittadino e al Palacio Real, che di sera è ancora più bello. Questo ristorante è appunto nei dintorni della plaza de Oriente. Consigliato? Diciamo così così... Infatti era fin troppo tipico per i nostri gusti: il menù era microscopico e offriva solo piatti di carne di manzo. Da quanto ho capito il piatto forte è costituito da bistecchine crude che ti servono con un piatto di terracotta bollente, in pratica rischi di bruciarti una mano nel cuocertele. Inoltre era tutto abbastanza costoso, però se volete mangiare tradizionale e senza turisti attorno, va benissimo. Dopo questa cena particolare siamo passati per la Puerta del Sol, per ammirare lo splendido albero natalizio (ovviamente con attorno migliaia di persone e artisti di strada). Stanchi, torniamo in hotel, ci aspettano giornate lunghe e piene.

Inizia il primo vero giorno madrileno

Dopo una buona colazione in un bar nei dintorni, ci siamo diretti verso la carrera de S. Jeronimo, abbiamo oltrepassato la plaza de las Cortes e, poco dopo, siamo arrivati davanti alla nostra prima meta: il museo Thyssen Bornemisza. L'orario d'apertura è alle 10, ma si era già formata una lunga coda già alle 9 e mezza! Finalmente riusciamo ad entrare e a fare i biglietti, che in questo periodo sono sia per visitare l'esposizione permanente (sono presenti opere di qualsiasi genere, come impressionismo, espressionismo, scuola olandese del seicento e altri quadri del novecento) sia per quella temporanea dedicata solo a Renoir. Quest'ultima era decisamente affollata, ma molto bella comunque; ciò nonostante ho apprezzato di più la parte permanente, che si distribuisce su tre piani; inoltre qui si possono fare foto (chiaramente senza flash). Terminata la visita (dopo più di due ore) siamo tornati nella zona dell'albergo, ma solo per visitare un altro museo, che si trova sulla Calle de Alcalà. Si tratta della Real Academia de Bellas Artes de San Fernando, che purtroppo ritengo piuttosto sottovalutata, infatti non viene mai menzionata o visitata dai turisti, cosa che reputo sbagliata: è un edificio antico molto bello e ben tenuto, con 1300 dipinti, 800 sculture e migliaia di disegni. Queste opere non sono di persone sconosciute, anzi, di Goya, El Greco, Rubens, Arcimboldo, Velazquez e tanti altri di questo calibro. Oltretutto il mercoledì è gratuito, e siamo entrati senza fare alcuna fila, quindi straconsigliato. Dopo queste due visite la fame si faceva sentire, quindi abbiamo trovato un ristorante di nome La Carmela che proponeva un menù a prezzo fisso molto conveniente. Abbiamo mangiato abbastanza bene, perciò lo approvo

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