Andar per mostre a Madrid

Un lungo week end per conoscere meglio la capitale spagnola e tutto ciò che di bello ha da offrire

  • di Nube
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 
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Ci sono luoghi che quando ci ritorni la seconda volta, a distanza di anni, ti deludono perché trovi che hanno perduto quelle caratteristiche che te li avevano fatti amare e dei quali conservavi un bel ricordo. Per questo talvolta temi di rivedere posti che ti sono tanto piaciuti per evitare l’amarezza del confronto. Non è stato così per Madrid, da dove siamo appena tornati e dove abbiamo trascorso un lungo week-end di quattro giorni pieni, favoriti da un tempo magnifico, che ci ha fatto rivivere un ultimo scampolo d’estate seppur a fine novembre. Forse complice il sole, che non avevamo avuto una quindicina d’anni prima, la città ci è apparsa così bella, vitale e ben tenuta da considerarla veramente una delle più interessanti capitali europee, la cui fama tra le città spagnole è troppo spesso e ingiustamente oscurata dalla frizzante Barcellona.

Giovedì

Arriviamo da Venezia a Barajas, l’aeroporto di Madrid con un volo mattutino che è puntuale. Ci sorprendiamo della compagnia Iberia che un tempo rappresentava la Spagna, ma è ora ridotta peggio di una low-cost: sedili così stretti e scomodi non se ne trovano tanto facilmente ed il servizio interno tutto a pagamento. Raggiungiamo l’hotel prima di mezzogiorno, dopo un iniziale smarrimento dentro all’aeroporto che è enorme e dove, alla ricerca della metro seguendo la lettera M, siamo finiti completamente ad un altro terminal. Solo che la metro spagnola è identificata dalla parola per esteso “metro” dentro un rombo e cercando poi questa indicazione siamo arrivati facilmente alla partenza della nuova linea 8 che va fino a Colombia e da qui si entra nel circuito dell’efficiente sistema di trasporti di Madrid. Abbiamo comprato per il primo giorno il biglietto semplice di andata in città che costa euro 2.50 mentre per i 3 gg. seguenti abbiamo preso l’Abono Turistico di 13 euro per la metro e i bus, che è valido anche per il rientro in aeroporto. Tutto si acquista dalle macchinette, anche se ci sono molti addetti alle informazioni, ma non cambiano soldi né vendono biglietti. Quindi è bene avere tagli piccoli o carta di credito disponibile.

Poiché il nostro hotel Ayre Gran Colon si trova sul retro del Parque del Retiro da cui si accede al Paseo del Prado che è la meta che ci siamo proposti oggi (biglietti prenotati in internet), complice la bella giornata di sole, decidiamo di fare tutto a piedi facendo delle tappe. E così andiamo un po’ a zig-zag all’interno di questo grande polmone verde, frequentatissimo dai madrileni, e passiamo davanti a begli edifici come quello delle esposizioni o l’aerea struttura del Palazzo di Cristallo, costruito come serra per esposizioni di botanica, ora completamente vuoto, ma avvolto all’interno da una gradevole istallazione sul cosmo. Ci spingiamo fino al roseto (rosaleda) che dev’essere una profusione di colori d’estate e alla vicina rotonda con la statua, unica al mondo nel suo genere, dell’angelo caduto (che non è altro che Satana). Ripuntiamo verso il laghetto sovrastato dall’imponente monumento al re Alfonso XII, nonno dell’attuale regnante, per poi uscire in direzione Prado. Qui l’ingresso con la prenotazione è immediato. Per non perdere la testa all’interno di quella che è una delle più ricche collezioni al mondo avevamo fatto un elenco delle opere che non volevamo perdere (i capolavori assoluti da manuale) e con l’aiuto del dépliant che si trova all’ingresso con la disposizione delle sale e i capolavori in esse contenuti, siamo andati molto bene seguendo questa traccia. Abbiamo così tralasciato, purtroppo, molte opere, ma almeno non siamo usciti con la testa in confusione. Approfittiamo anche per vedere l’esposizione temporanea “L’Ermitage al Prado” più di 170 opere venute in prestito da San Pietroburgo, che da sola meritava la visita con lo splendido “Suonatore di liuto” di Caravaggio

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