La capitale spagnola è una città da vivere, non solo da visitare
Elegante come Parigi, ma con un’anima latina. Se avesse anche il mare sarebbe perfetta. Madrid è una di quelle città da vivere, non da visitare. Ogni via racchiude palazzi, botteghe, archi e scorci che vale la pena scoprire con calma. Se però il tempo a vostra disposizione è quello di un weekend, non lasciatevi scoraggiare: nel peggiore dei casi, girarla in lungo ed in largo vi farà venire voglia di tornarci. Approfittare del volo diretto da Bari, dunque, è, a prescindere da quanto tempo vi fermerete, un’occasione imperdibile. Cominciamo col dire che, a qualsiasi ora si arrivi a Madrid, ci si imbatte in una città sempre viva. Specie nei quartieri più centrali, i locali restano aperti fino a tardi, teatri e cinema movimentano grandi quantitativi di persone, ed anche all’alba c’è sempre qualche emporio aperto per sete, fame o necessità improvvise. Per lo shopping sfrenato non possiamo non consigliarvi l’elegante quartiere Salamanca: grandi marche internazionali e palazzi residenziali lussuosi si susseguono in strade ricche di verde e signore imbellettate. Per la movida notturna senza orario e regole, la zona intorno alla fermata della metro “Gran Via”. A poca distanza dal “km 0”, punto centrale della Spagna che comportò la scelta di Madrid come capitale, strade piene di locali e persone (turisti e non) di qualsiasi età, provenienza e gusti sessuali. E’ una città “gay friendly”, non c’è quindi da stupirsi se persone dello stesso sesso esprimono i propri sentimenti più liberamente che in Italia. Per una serata a base di tapas, il quartiere de las Letras: intorno alla splendida plaza Santa Ana, magistralmente illuminata di notte, centinaia di locali pieni a qualsiasi ora. A molti sembrerà di esserci già stati: il regista Almodovàr vi girò il film “Tacchi a spillo”. Nonostante abbia perso il fascino di un tempo, vale la pena dare un’occhiata alla Cerveceria Alemana, di cui Hemingway era cliente abituale. Non fu l’unico scrittore ad amare questo “barrio”: vissero qui anche Cervantes e Lope de Vega. Poco fuori dalla piazza, splendidi edifici con facciate di azulejos (ceramiche) dipinti. Un omaggio alle città più belle del Paese (Siviglia, Cordova Granada, etc) splendidamente rappresentate. Per una passeggiata all’aria aperta, il gigantesco parco del Buen Retiro dov’è possibile ammirare il barocco monumento di Alfonso XII affacciato sul lago (da solcare con barchette a noleggio), il palazzo di cristallo (che ospita esposizioni di arte contemporanea) e la contestata statua dell’Angelo Caduto (Lucifero, mai fino a quel momento destinatario di un’opera inserita in un contesto conviviale come un parco). Da vedere anche il roseto, l’osservatorio astronomico e l’orto botanico. Tra le tante bellissime piazze vi consigliamo la verde plaza de Espana (al finale della Gran Via) e la monumentale plaza de Cibeles (a ridosso dei musei). La più bella, tuttavia, resta plaza Mayor. Meglio visitarla di domenica mattina, quando i portici circostanti pullulano di antiquari e collezionisti di francobolli e monete. Al centro, invece, artisti di strada e caricaturisti. E pensare che i palazzi storici che vi si affacciano ospitano case private. E che alcune di loro, come si legge sui cartelli, sono addirittura in vendita. Per gli amanti dei mercati, proprio di fronte a plaza Mayor, quello di San Miguel, all’interno di una splendida struttura in vetro e ferro battuto: dalle ostriche agli spiedini, dai dolci alle tapas. Affollatissimo ed enorme anche il domenicale Rastro (fermata della metro La Latina): un tempo solo mercato delle pulci, oggi è un contenitore di merce di ogni genere (accessori, abbigliamento, ceramiche, souvenir, etc). Salendo, fate caso alla quantità di negozi specializzati in montagna sul marciapiede destro: in uno di questi gli abiti vengono esposti in una cella frigorifera trasparente con tanto di neve ed i clienti si possono cimentare in scalate di pareti rocciose. E infine i musei. Se non avete accessi preferenziali, armatevi di pazienza: le file sono estenuanti, ma ne vale la pena. I tre imperdibili sono Prado, Reina Sofia e Thyssen-Bonemisza. Racchiudono il meglio della pittura spagnola (e non solo) di tutti i tempi. Il primo è chiuso il lunedì e gratuito domenica, il secondo chiuso il martedì e gratuito sabato pomeriggio e domenica mattina. Il terzo è chiuso il lunedì ma è sempre a pagamento. Entrano ovunque gratis i minori di 18, i maggiori di 65 ed i pensionati. Se avete solo un weekend, scegliete di visitarne al massimo due. Per fortuna sono a poca distanza l’uno dall’altro. Mastodontico anche il palazzo reale, chiuso solo nei giorni di ricevimento ufficiale. Lo si potrà visitare liberamente e con guida umano o audio. Aperto tutti i giorni ma con orari differenti a seconda delle stagioni. Dinanzi all’ingresso un’enorme piazza verde, ad ovest due piacevoli parchi dove i madrileni portano bimbi e cani e dove corrono e vanno in bici: Campo del Moro e Casa de Campo. Per le sognatrici, ad est, la cattedrale di Nuestra Senora de la Almudena, dove Letizia Ortiz ha sposato (sotto un memorabile acquazzone) il principe Felipe il 22 maggio 2004. Perché anche la monarchia in Spagna è glamour e lungimirante.
DOVE MANGIARE- Ci sono tre must a Madrid: la corrida, le tapas ed il flamenco. Alla prima siamo fortemente contrari, per l’ultimo vi consigliamo gli spettacoli del Corral de la Morerìa (calle de la Morerìa 17), per le tapas, infine, ecco due posti davvero imperdibile