Madagascar, l'isola dei lemuri

Madagascar, un itinerario nell’isola dei lemuri che ci ha portato a scoprire un mondo fatto di affascinanti etnie, natura selvaggia e animali meravigliosi.

  • di Fausto Luciano Pellino
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Oltre 3000 euro
 

L’affascinante isola dei lemuri aveva catturato la mia attenzione da tempo. Da troppo tempo! Raggiungere il Madagascar è stato ciò che avevo desiderato da oltre venti anni; si, hai capito bene, venti anni. Questo tarlo si era insinuato nella mia mente e aveva iniziato a scavare profonde gallerie. "Questa è l’occasione giusta" mi ero detto. Poi, difficoltà incontrate nell'organizzazione del viaggio, prima, e l’infame ritorno della peste sull'isola, appreso ad una settimana dalla partenza, mi stavano convincendo a rinunciare anche questa volta al mio sogno. Temevo potesse succedere qualcosa; temevo potesse accadere qualcosa di spiacevole alla mia compagna. Ma il mio desiderio di visitare il Madagascar stava prevalendo sulle paure. "Ora basta, si parte!". Determinato più che mai a raggiungere l’affascinante lembo di terra dell’Oceano Indiano ho sconfitto la malasorte, mi sono premunito dei medicinali per la peste bubbonica e per quella polmonare (non ne bastava una) e abbiamo raggiunto Antananarivo, la capitale del Paese.

Antananarivo, la città dei mille soldati

Antananarivo significa "città dei mille soldati" e riviene proprio dal numero di combattenti in forza al sovrano fondatore Andrianjaka. La Capitale sorge su un’altura dell’altopiano centrale a 1300 metri di altezza sul livello del mare. Chiamata familiarmente Tana, Antananarivo può essere visitata tranquillamente a piedi per meglio carpire il fascino che sprigiona la capitale malgascia. È qui che più prendono corpo i problemi del Madagascar, un Paese tra i più arretrati al mondo. Sono in molti a vivere nella miseria in mezzo a sporcizie d’ogni genere trovando riparo in baracche di fortuna. I più sono arrivati dalla campagna in cerca di fortuna e di lavoro. Ma non hanno trovato né l'una né l'altro. Elevato è anche il tasso di criminalità. Su indicazione della guida, teniamo ben chiusi i finestrini della nostra auto durante gli spostamenti. Ad Antananarivo c’è pure un traffico incredibile che incentiva l’attività dei venditori ambulanti. Infatti, per strada si vende di tutto: occhiali, docce, accessori per auto, cinture. Persino cani e pappagalli! È il regno degli ambulanti. Per altro verso, definirei Antananarivo la "Cuba africana". Le vecchie auto americane circolanti a Cuba lasciano il posto alle auto d’epoca francesi. È così che si vedono circolare in gran quantità Renault 4 e 5, Citroën Dyane e 2 CV. Sono per lo più impiegate come taxi. La città può essere divisa in due aree: la città bassa, animata dai mercati e dai negozi, e la città alta con strade strette e lastricate che portano al Palazzo della regina. Più lontano il mercato artigianale meta di turisti in cerca di ultimi souvenir prima di lasciare questo splendido Paese.

L'Araben’ny Fahaleovantena, il Viale Indipendenza, è il fulcro della Città Bassa. Gli edifici ricordano il periodo della colonizzazione francese. Qui la vita è frenetica, ovunque regna il caos e lo smog rende irrespirabile l'aria. In questa parte della città ci sono i mercati. Noi visitiamo il colorato mercato dei fiori e il mercato dei tessuti con molte bancarelle che vendono i lenzuoli da usare in occasione della Famadihana, la cerimonia della riesumazione delle salme. È una cerimonia molto sentita in Madagascar; una vera e propria festa che si svolge durante la stagione invernale, tra giugno e settembre. La festa dura tre giorni. E’ una festa molto costosa che obbliga, spesso, i familiari ad indebitarsi. Il primo giorno è il giorno della grande riunione familiare dove si riuniscono tutti i familiari che accorrono dalle loro abituali dimore. Il secondo giorno viene aperta la tomba di famiglia e le spoglie del defunto vengono portate a casa. Per l’occasione, vengono prelevati anche tutti gli altri antenati sepolti nella tomba di famiglia. Parenti ed amici rendono omaggio ai defunti e chiedono loro protezione in cambio. Si crea un dialogo tra i due mondi, il mondo dei vivi e quello dei morti. Poi, le ossa vengono avvolte nei nuovi lenzuoli comprati per l’occasione a testimonianza che i parenti non si sono dimenticati di lui. Alcuni lembi delle vecchie lenzuola vengono prelevati dalle giovani donne come amuleto di fertilità. Il terzo giorno è il giorno della grande festa. Si balla con le ossa del defunto sulla testa, si gioisce, si mangia e si beve birra e rum. È un’occasione speciale per riabbracciare il corpo del caro estinto. Le ossa vengono condotte al sepolcro. È una processione a suon di musica che si svolge al tramonto. Vengono portate in spalla per sette giri intorno alla tomba. Poi vengono inumate. Oggi circa la metà della popolazione malgascia è cristiana; tuttavia i malgasci non hanno abbandonato i propri riti e le proprie credenze animiste. Le religioni cristiane non osteggiano questi riti attribuendone loro un significato che esula dalla religione. Per tali motivi la tradizione della riesumazione ancora resiste allo scorrere del tempo.

Ma torniamo ad Antananarivo. La parte alta della Capitale conserva i più importanti monumenti storici. Il più interessante è certamente il Palazzo della Regina, conosciuto con il nome di Rova, la rocca. Dai suoi 1500 metri domina tutta la città. Il palazzo è ancora in ristrutturazione a seguito del rovinoso incendio del 1995 che ne provocò la distruzione quasi completa. Poco distante si trova il Palazzo Andafiavaratra che ospita un museo con collezioni dell’epoca Merina. Ma anche alcuni oggetti del Palazzo della Regina scampati alle fiamme

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