Madagascar... mora mora

Il nostro viaggio nel grande sud malgascio... piano piano, perché non si possono percorrere piste sabbiose, guadi, attraversamenti di fiumi, deviazioni e buche di strade che a malapena si possono definire tali a velocità normale. Tutto avviene a ritmo lento ...

  • di ivagar
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Oltre 3000 euro
 

Mora mora... È questo il leitmotiv che ha accompagnato il nostro viaggio nel grande sud malgascio. Piano piano... perché non si possono percorrere piste sabbiose, guadi, attraversamenti di fiumi, deviazioni e buche di strade che a malapena si possono definire tali a velocità normale... tutto avviene a ritmo lento senza fretta a bordo dalla fedele Nissan 4x4 guidata dall'abile Sulu, coadiuvato dalla nostra preparatissima guida Arturo.

3 settimane di viaggio nelle quali abbiamo dato la preferenza a grandi parchi naturali, Kirindy, Tsingy, Isalo, Anja, Ranomafana, senza disdegnare anche un breve soggiorno al mare ma tralasciando il più frequentato nord dell'isola. Abbiamo prenotato il volo dall'Italia io e Lorenzo. Per il resto ci siamo affidati ad un tour operator malgascio "Mirendra Tours" che si è rivelato efficiente, preparato e molto disponibile. Partenza da Torino, scalo a Parigi, arriviamo ad Antananarivo a tarda notte del 17/08. La mattina partenza molto presto, ma così sarà quasi tutti i giorni cercando di sfruttare le ore di sole (il tramonto purtroppo è prima delle 18!) e la luce elettrica è un bene troppo prezioso per essere sprecato. Le attività quotidiane dei malgasci cominciano di buon'ora del resto e noi ci siamo subito abituati al nuovo ritmo.

Il primo giorno in terra malgascia ci porta a contatto con attività dal sapore antico: lavorazione dell'alluminio e del corno di zebù, ricamo, manufatti, risaie, campi coltivati con l'ausilio di aratri trainati dalle bestie. Arriviamo ad Antsirabe all'ora di pranzo e in questa cittadina (definita la città dei pousse-pousse - specie di risciò condotti da volenterosi a piedi nudi o in bici) abbiamo il primo contatto con il sovraffollato mercato ricco di sapori e soprattutto di odori, alcuni del tutto nuovi ai nostri sensi... Ma siamo pronti per lasciare la zona degli altopiani e dirigerci al grande ovest. Cominciano le piste sabbiose che non ci lasceranno più fino a Ifaty!

Il parco Kirindy è il primo che visitiamo e che ci permette di osservare i lemuri gidro e sifaka bianchi (simpaticissimi, detti anche ballerini per la loro abilità nei balzi). Abbiamo anche un fortunatissimo incontro con il fosa, l'unico felino presente in Madagascar.

Morondava ci aspetta ed è lì che vediamo l'Oceano Indiano o per meglio dire il Canale di Mozambico che separa il Madagascar dal resto del continente africano.

Pernottiamo all'hotel Tre Cicogne tenuto da un italiano ed al mattino attraversiamo il grande viale dei Baobab! Spettacolari gli Adansonia Grandidieri, la specie più alta e longeva. Li lasciamo a malincuore ma solo perché sappiamo che li ritroveremo dopo qualche giorno al tramonto.

Carichiamo il fuoristrada sul traghetto e raggiungiamo Belo sur Tsiribihina, osservando donne alle prese con il lavaggio di vestiti e pentolame lungo le sponde del fiume. Pernottiamo all'hotel Karibo, non proprio un gran hotel dove sperimentiamo l'assenza di acqua e elettricità per diverse ore. Meglio sarà il giorno dopo all'hotel Orchidée di Bekopaka dove dormiamo un paio di notti il che ci permette di visitare i piccoli Tsingy il pomeriggio ed i Grandi Tsingy il giorno dopo. Meravigliosa escursione effettuata con imbragatura attraverso grotte, bizzarri pinnacoli di calcare, foreste con lemuri ed uccelli variopinti,ponti sospesi e viste magnifiche. E che dire dei lemuri sifaka che abilmente saltellano da uno tsingy all'altro? Dimenticavo: dopo i piccoli Tsingy effettuiamo anche una breve escursione notturna in compagnia della guida locale Felician che ci porta a vedere un lemure notturno e diversi camaleonti semiaddormentati

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