Magico Madagascar

Le incontaminate spiagge del canale del Mozambico, passando per le montagne di Andringitra e la foresta pluviale di Andasibe

  • di pipa61
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Oltre 3000 euro
 

Dopo più di diciotto ore e 4 mesi di preparazione arriviamo finalmente in Madagascar. Già da febbraio è in atto un frenetico scambio di e-mail per definire il nostro ambito viaggio di un mese. Siamo solo in due: Armando e la sottoscritta. Ad attenderci all’aeroporto di Antananarivo, con un cartello con suscritto i nostri nomi, c’è il nostro autista/guida Mahery, che ci accoglie con un largo sorriso. Dopo aver tanto cercato in rete, ci siamo affidati a lui, e possiamo senz’altro confermare che grazie alla sua professionalità, bravura e simpatia, le nostre aspettative sono state ampiamente soddisfatte. Sarà lui che con la sua 4x4 ci accompagnerà per la parte più “tosta” del viaggio, per poi affidarci a suo fratello Fenu, con cui concluderemo la seconda parte dell’itinerario. Abbiamo spesso incrociato altri turisti notando come, talvolta, oltre l’autista avessero anche la guida. Facendo due conti, abbiamo concluso che questo avrebbe comportato un posto in meno nell’autovettura e una bocca in piu’ da “sfamare”, pesando così sull’economia globale del viaggio che, detto tra noi, proprio economico non è. Inoltre, cosa del tutto non trascurabile, spesso, anzi quasi sempre, non solo l’autista ma anche la guida non conoscono sufficientemente bene la lingua del relativo turista. La nostra scelta è caduta su Mahery anche per questo: ha fatto contemporaneamente da autista, perché conosce il suo paese a fondo e da guida poiché parla italiano molto bene e ha così reso la nostra esperienza in Madagascar veramente unica. Abbiamo sentito che il contatto con questo paese non restava solamente visivo, anzi, abbiamo ,al contrario,avuto l’impressione di essere riusciti anche se solo superficialmente a carpire un po’ della mentalità dei suoi meravigliosi abitanti. La nostra prima notte nel paese la passiamo al Sakamanga Hotel. Le sistemazioni sono state tutte prenotate con largo anticipo dalla guida e noi abbiamo preventivamente dato uno sguardo alle relative recensioni su Tripadvisor, giusto per non avere sorprese. Eravamo intenzionati a dedicare più spazio e risorse alle cose da visitare piuttosto che alla lussuosità delle strutture che ci avrebbero ospitato e così è andata. Avevamo letto che questa struttura è abbastanza caratteristica e confortevole, anche se presenta un’ala con camere piuttosto vecchie e anguste. Ahimè, ci hanno schiaffato proprio in una di quelle e abbiamo passato la nostra prima notte in un buio cubicolo 2x2mt. Pazienza è la prima notte e si resta giusto per recuperare il jet-lag. Infatti Armando si sveglia di soprassalto alle due di notte e non si riaddormenta più. Io, invece, verso le cinque, e entrambi ci avviamo a fare colazione alle sei convinti che siano le sette. Insomma, abbiamo vagato in un hotel semideserto per un'ora chiedendoci il perché di tanto silenzio prima di capire. Allora ci siamo detti che tanto valeva uscire per avere una prima impressione della capitale. È domenica mattina e e' già tutto un fermento di persone vestite a festa che vanno a messa. Ci rendiamo conto che gli unici a dormire sono gli occidentali. Visto che il briefing e la stesura dell’itinerario definitivo sono stati fatti con la nostra guida ieri sera, non ci resta che aspettarlo per la partenza alle otto. Controllare di nuovo l’itinerario insieme è molto importante, sia perché talvolta comunicando via e-mail può succedere di non capirsi, sia perché ci possono essere ripensamenti dell’ultima ora. Infatti, ieri abbiamo apportato una modifica al programma iniziale. Nel parco dell’Andringitra, anziché fare un mini-trekking partendo dal Camp Catta, partiremo dalla Valle dello Tsaranoro, faremo la salita fino al Pic Boby per ridiscendere nella Valle di Namoly.

Il trekking concordato inizialmente diventerà quindi di tre giorni con due notti da trascorrere in tenda. La variazione al programma è stata possibile solo ora perché prima di partire ci siamo anche allenati per un trekking di media lunghezza, ma non eravamo certi di potercela fare. E’ stato solo parlando in loco con gli addetti che siamo riusciti a renderci conto delle effettive difficoltà del programma. Sistemato l’ultimo dettaglio siamo pronti a partire

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