Madagascar: au menu ou à la carte?

Viaggio fai da te alla scoperta del Madagascar nella stagione secca attraverso i parchi degli altopiani centrali lungo la strada nazionale RN7 e la selvaggia costa occidentale con breve soggiorno sull'isola di Nosy Komba

  • di egi2010
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 
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Di un viaggio in Madagascar se ne parlava da anni e poi per un motivo o per un altro lo si accantonava e si cambiava destinazione. Ma quest’anno avevamo bisogno di un viaggio “spartiacque”, per rompere con tutto e ripartire in autunno con qualcosa di nuovo nel cuore e nella mente e così questa meta complessa ed affascinante è risultata perfetta.

In maggio ci siamo accaparrati un paio di biglietti Airfrance, cari come tutti gli altri voli dall’Europa e dall’Italia e che quindi andavano sfruttati con almeno 4 settimane di viaggio. In così poco tempo non è possibile visitare tutto il Madagascar ma solo farsene un’idea sommaria e quindi abbiamo messo a punto un itinerario di massima prima di partire. Le guide disponibili sono veramente scarse e un po’ datate. Prendiamo comunque l’Edt (versione italiana della Lonely Planet), che è come una coperta di Linus ma è “aggiornata” al 2008 e poi puntiamo sulla Routard del 2011 in francese. Anche la Bradt Guide sembra sia buona ma non avendola mai usata decidiamo di basarci sulle due citate, in corso di viaggio scopriamo che la versione francese della Lonely Planet è aggiornata al 2010, quindi se vi capita di trovarla può essere una buona alternativa in attesa di qualcosa di meglio. Individuati i principali elementi di interesse diamo un’occhiata al clima per cercare di sfrondare la lunga lista e così scopriamo che l’inverno australe, che coincide con la stagione secca non è omogeneo su tutta l’isola, dunque il nord, più verde, è già dolcemente caldo in luglio, la costa est risente ancora di qualche perturbazione fino alla fine di agosto mentre la selvaggia costa occidentale è raggiunta in anticipo delle ondate di caldo provenienti dal vicino continente africano. Un’ultima occhiata alle condizioni delle strade ed il piano d’attacco risulta ormai abbastanza chiaro.

Un circuito circolare da Tana verso il sud lungo la RN7 per visitare parchi, massicci montuosi e villaggi con un lento rientro verso la capitale attraverso la pista costiera che va da Toliara a Morondava per assaporare le spiagge bianche e secche della costa ovest. Ci mancava qualche giorno di riposo e decidiamo di metterlo all’inizio perché il viaggio sarà duro e bisogna staccarsi dai ritmi europei per vivere il Madagascar come merita e così cominciamo con 5 giorni nel nord-ovest a Nosy Komba nell’arcipelago di Nosy Be.

In questo modo, combinando la stagione secca con un percorso che si mantiene sostanzialmente sulla costa ovest ci assumiamo il rischio di non fare la profilassi antimalarica, ma di attuare le solite buone regole di protezione con zanzariera la notte e abiti a manica lunga negli orari più pericolosi all’alba e al tramonto, immancabile invece la profilassi antitifica e il vaccino contro l’antiepatite. Se avete voglia di viaggiare un po’ con noi ecco di seguito le tre portate di questo abbondante pasto malgascio.

Entrée (L’antipasto)

23 luglio 2011 - 31 luglio 2011

Prendiamo il volo AF delle 7:15 da Torino, è in orario. Scalo a Parigi, ripartiamo con 2 ore di ritardo per Antananarivo, per fortuna è la nostra destinazione finale e quindi non ci agitiamo più di tanto. Mora Mora (piano piano) fin da subito. Arriviamo ad Antananarivo, in breve Tanà, che è buio, fa meno freddo di quanto ci aspettavamo ma c’è un po’ di nebbia, in fondo siamo a quasi 1.300 mt. di altezza. Coda per il visto, che quest’anno è gratuito fino a 30 giorni di permanenza, recupero degli smilzi bagagli e cambio della prima tranche di Euro in Ariary.Il cambio in Aeroporto è buono ma pagando direttamente l’auto ed alcuni hotel in Euro ci hanno fatto un tasso ancora più favorevole.

Quindi, non cambiate troppo all’arrivo anche perché le dimensioni del malloppo di Ariary potrebbero essere un problema. Usciamo dall’aeroporto a mezzanotte passata. Quest’anno ci siamo trattati bene e quindi avevamo prenotato un albergo per la prima notte. Ecco un autista mingherlino che con tanto di cartello con il nostro nome ci raccoglie ed accompagna con una auto francese d’annata alla pensione Chez Jeanne in una villetta alla periferia di Ivato, paesone nei pressi dell’aeroporto. La scelta si rivela ottima visto che il mattino dopo abbiamo il volo Air Madagascar per Nosy Be, partenza 8:15, rigorosamente comprato on line sul sito della linea aerea Malgascia. La pensioncina è essenziale, pulita e perfettamente organizzata per questi arrivi/partenze notturne. Petit Dejuner all’alba e Renault 4 che ci riporta in aeroporto. Partenza in perfetto orario e arrivo a Nosy Be dove il sole ed una lussureggiante vegetazione tropicale ci salutano insieme all’inebriante profumo di Ylang Ylang che avvolge l’isola. Giusto per darvi un termine di paragone, sembra di essere nella versione chic di Zanzibar. Il recupero dei bagagli è un po’ caotico ma quando usciamo al posto del pulmino o di una jeep da tour operator ci accoglie il sorridente nipote della signora Berenice con due collane di frangipane e tre baci alla francese e ci trasporta fino al porto di Hell City. Varie soste lungo la strada per raccogliere qualche chicco di caffè, un paio di fiori coloratissimi e osservare da vicino un piantagione di Ylang Ylang. Al porto una barca più che adeguata ci aspetta per portaci a sud di Nosy Komba, di fronte alla penisola del Madagascar che termina con Ankify.

Nosy Komba è l’isola più grande dell’arcipelago di Nosy Be, non ha caratteristiche speciali se non quella di essere tranquilla e un po’ defilata rispetto ai circuiti turistici. Arriviamo nella baia dell’hotel Chez Remo e Berenice, c’è l’alta marea, una piccola spiaggia bianca, pulita e tranquilla ci accoglie con una dolcezza inattesa così come la padrona di casa. Qui non faremo altro che mangiare e dormire coccolati e riveriti in un bellissimo giardino fiorito pieno di farfalle, nettarine e paradisier, osservando dal terrazzo del nostro bungalow un mare azzurro con tanto di martin pescatore pigmeo e delfini che passano a salutarci al tramonto. Non ci facciamo mancare nulla e quindi oltre le passeggiate lungo la spiaggia verso i villaggi limitrofi facciamo una bella camminata sulla collina al centro dell’isola (622 mt. sul livello del mare) per arrivare sul lato nord

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