La Route 7: da Tana ad Anakao

Qualche considerazione di carattere generale sul tipo di viaggio e sul Madagascar. Il nostro viaggio è stato organizzato interamente fai-da-te, formula che noi prediligiamo grandemente perché ci da modo di iniziare il viaggio molto prima della partenza fisica, permette di ...

  • di Matteo Ornella
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
 

Qualche considerazione di carattere generale sul tipo di viaggio e sul Madagascar.

Il nostro viaggio è stato organizzato interamente fai-da-te, formula che noi prediligiamo grandemente perché ci da modo di iniziare il viaggio molto prima della partenza fisica, permette di essere molto più consapevoli di ciò che si sta per affrontare, è più divertente, impegnativo e non per ultimo ci permette di risparmiare parecchi quattrini.

Per l’organizzazione del viaggio ci siamo basati principalmente sulla guida della L.P. (non facciamo pubblicità, ma sarà ben noto l’acronimo ai turisti fai-da-te) e su preziosissime informazioni reperite su blog in internet grazie a resoconti di viaggio di altri viaggiatori italiani e francesi. A posteriori devo dire che la guida L.P. Del Madagascar (edizione italiana del 2004) si è rivelata molto al di sotto delle aspettative: spesso dava indicazioni fuorvianti sugli alberghi, i prezzi erano completamente sballati (al ribasso, ahimè!), e imprecise e superficiali erano le indicazioni sulle attrattive dei luoghi. Durante il viaggio abbiamo incontrato altri turisti che hanno avuto la nostra stessa impressione, e che hanno confermato che la guida della R. Invece è risultata molto più utile (già le dimensioni del volume mostrano che vi si trova qualche informazione in più rispetto alla scarna concorrente). Spezzando una lancia a favore della L.P. Tuttavia, devo dire che abbiamo trovato turisti francesi che viaggiavano con una edizione della L.P. Diversa dalla nostra per volume e contenuti, e sbirciandola mi sono accorto che corrispondeva maggiormente alla realtà delle cose. Speriamo che la pubblichino anche in Italia quanto prima.

Il target del nostro viaggio credo che possa essere considerato di “fascia media”, ovvero abbiamo cercato di viaggiare il più possibile comodi, senza tuttavia navigare nel lusso, che in Madagascar si paga caro come dovunque, e forse anche qualcosa in più rispetto a quanto viene offerto... Infatti abbiamo appreso (cosa che le guide non dicono) che in Madagascar esistono 3 categorie di alloggio: gli alberghi gestiti da occidentali (di solito francesi) sono i più accoglienti: di solito sono abbastanza caratteristici, arredati con gusto, puliti, in decente stato di manutenzione, e cari ( da 30€ in su). Vi sono poi i numerosissimi alloggi gestiti da cinesi: questi presentano una soluzione di compromesso (talvolta la migliore disponibile sul posto) ma non potrei onestamente definirli accoglienti, dato che di solito il neon e le pareti scialbe la fanno da padroni, e i servizi sono al limite dell’accettabile; hanno di buono che sono veramente convenienti (in media 10-20 € a notte). Vi sono infine i locali gestiti da malgasci che solo visti da fuori mettono i brividi, quindi non ci siamo arrischiati ad entrarvi e ci siamo limitati a leggerne la descrizione sulla guida (a notte sono meno di 10€)... A proposito, il prezzo della stanza non comprende mai la colazione, che in Madagascar è alla francese, con baguette burro e marmellata; molto diffuse sono anche le macchine a cialde della Lavazza per la gioia degli espresso-dipendenti.

La nostra formula di viaggio prevedeva un tour dell’isola rossa dalla capitale fino a Tulear-Anakao, con una iniziale deviazione verso Andasibe, e un soggiorno al mare ad Anakao di 4 giorni. Facendo un tour del Madagascar in auto la quasi totalità dei turisti noleggia un’auto con autista: il guidatore è molto utile in quanto le indicazioni sono quasi inesistenti, e guidare in Madagdascar non è semplice: occorre avere mille occhi per evitare mandrie, dossi, buche, bambini, altri veicoli ecc. Osservare il panorama dal finestrino ci ha permesso di goderci di più i tragitti che non essere concentrati a superare qualche camion smarmittato. Inoltre l’autista può essere di grande di aiuto come interprete/mediatore, come guida turistica e nel carico e scarico dei bagagli, che è un rito quotidiano durante il tour

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