Madagascar, un pezzo d'Africa

24/10/2006 martedì Milano Dopo mesi di contatti con agenzie e guide locali decidiamo di organizzare tutto il viaggio con un colonnello dell’esercito, Bebè . Lui è anche il corrispondente di AM in Madagascar. È un malgascio dai tratti asiatici che ...

  • di La Redazione
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
 

24/10/2006 martedì Milano Dopo mesi di contatti con agenzie e guide locali decidiamo di organizzare tutto il viaggio con un colonnello dell’esercito, Bebè . Lui è anche il corrispondente di AM in Madagascar. È un malgascio dai tratti asiatici che ha saputo sfruttare le bellezze del suo paese e farne la sua seconda professione.

Partiamo con Air Madagascar da Milano Malpensa alle ore 20 circa.

25/10/2006 mercoledì Tanà-Miandrivazo Atterriamo sull’isola di Nosy Be alle 7 la vegetazione e il mare sono splendidi, dopo un’ora di sosta all’aeroporto ripartiamo e dopo un’ora siamo ad Antananarivo(Tanà) . Mentre sbrigavamo le pratiche in aeroporto ci hanno chiamato per avvisarci che Bebè ci attendeva all’uscita.

Dopo mesi di contatti via mail e telefono finalmente ci conosciamo!! finalmente in Madagascar!!! Usciti dall’aeroporto arriviamo nella capitale Tanà, dopo un districarsi di strade stracolme di gente siamo arrivati all’ufficio di Bebè dove abbiamo il piacere di conoscere sua moglie, una signora dolcissima poi saldato il conto e caricati i nostri zaini su un vecchio pulmino a sei posti si parte, con Bebè, l’autista e due sue nipoti per Miandrivazo.

Abbiamo fatto una sosta per il pranzo nel villaggio di Ambatolampy, fa caldo, il paesaggio è montuoso la gente lavora nelle risaie, le case tipiche degli altipiani sono fatte di mattoni rossi cotti.

Il viaggio è lungo e la stanchezza si sente, verso le 19,30 a 54km da Miandrivazo la macchina si ferma nel buio della notte, vediamo in lontananza solo fuochi che bruciano, e questo purtroppo lo vedremo per tutto il viaggio, usano questa pratica devastante per fare coltivazioni e anche per protesta, senza rendersi conto che in questo modo distruggono un patrimonio così unico.

Abbiamo un tubo del radiatore rotto, ma con la loro calma e senza perdersi d’animo dopo circa mezz’ora che siamo fermi iniziano a versare l’acqua delle bottiglie nel radiatore e come per miracolo il nostro pulmino riparte e riusciamo ad arrivare a Miandrivazo.

Siamo stanchissimi e qui fa un caldo esagerato siamo all’Hotel Rosalino, ceniamo con il canto dei gechi, che quando mangiano gli insetti emettono un suono che sembra il canto di un uccello.

26/10/2006 giovedì Miandrivazo-inizio discesa Fiume Tsiribihina Alle 6 siamo svegli dal caldo, facciamo colazione poi salutiamo l’autista e una delle nipoti di Bebè che ritornano a Tanà.

Ci imbarchiamo, io, Marco, Bebè, Fifì e i due ragazzi della piroga che remeranno per i circa 145 km di discesa, in quasi tre giorni. La piroga è ricavata dal tronco di palissandro, lo spazio non è molto ma è talmente ben organizzato che abbiamo anche due galline vive, sulla sponda del fiume ci sono bambini che giocano e ci salutano.

A ora di pranzo ci siamo fermati lungo la riva, abbiamo fatto il bagno,l’acqua è rossa e il paesaggio è collinare e tutto intorno ci sono piante acquatiche con dei splendidi fiori color lillà , dopo poco abbiamo il piacere di fare la conoscenza con la tribù dei Sakalava dai tratti africani, e quello che i nostri ragazzi avevano preparato per pranzo lo dividiamo con loro.

Nel pomeriggio continuiamo la navigazione, siamo immersi nella natura e nel silenzio, di tanto in tanto lungo le rive vediamo questi piccoli villaggi fatti di capanne dove al nostro passaggio siamo salutati da tutti.

Al tramonto ci fermiamo in un lembo di spiaggia dove abbiamo montato le tende per la notte, e abbiamo cenato.

Nella notte mi sveglio per il caldo che c’è dentro alla tenda e così decido di dormire fuori vicino a me ci sono anche i due piroghieri, mi chiedono perché non dormo in tenda, gli spiego che è per il caldo, il cielo è una immensità di stelle si vedono molto bene le fascie della via lattea, rimango con gli occhi fissi al cielo a guardare questo spettacolo, fino a cedere per la stanchezza

  • 1989 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social