Madagascar, viaggio nell’isola del passato

Sbirciatine nella terra rossa dei lemuri, dei camaleonti e dei baobab

  • di frasca giuseppe
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 7
    Spesa: Oltre 3000 euro
 

Questo viaggio in Madagascar sembrava nato sotto una cattiva stella per lo sciopero dei piloti Air France, proclamato tredici ore prima della nostra partenza da Siracusa; per la mancata riconsegna dei bagagli ad Antananarivo; per un inadeguato mezzo di trasporto, messoci a disposizione dalla locale Ramartour, sino a Miandrivazo; per il successivo guasto meccanico ad una delle due jeep, sulla pista per Bekopaka. Ma il viaggio in un’isola -in cui il passato vissuto dai nostri progenitori è l’oggi quotidiano per i nativi- comporta la messa in conto di qualche inconveniente! Nel tempo, sarà oggetto di racconti il ricordare le piste dissestate, la corrente elettrica fino alle 23, hotel non sempre confortevoli.

Prima di entrare nei dettagli del viaggio, fornisco le notizie utili che, poi, sono quelle che interessano chi legge questi diari di viaggio:

- elettricità: le prese elettriche sono eguali a quelle italiane. In quasi tutti gli alberghi la corrente, fornita da generatori, viene tolta dalle ore 23 alle 6 del mattino;

- zanzare: a settembre non ce ne sono; nemmeno lungo il fiume Tsiribihina. Inutile, secondo il mio parere, la profilassi antimalarica;

- cambio: il migliore è all’aeroporto di Antananarivo. Gli euro sono accettati quasi ovunque. Abbiamo cambiato circa € 330 a persona per i pasti principali, le mance, qualche escursione e souvenir;

- pasti: calcolare € 5/9 per un pasto con bevande in un buon ristorante. Sulla costa, con questa somma, è possibile ordinare aragoste a volontà e pesci pregiati;

- abbigliamento: informale. Prevedere qualche felpa e/o k-way da usare la sera sugli altopiani;

- internet: wi-fi in quasi tutti gli alberghi. Funziona la posta elettronica in entrata, skype e whatsapp. Per motivi a me ignoti, non funziona la posta in uscita;

- telefonate: è possibile comprare una scheda. Ogni minuto di conversazione costa € 1;

- portare in dono: vestiti, anche usati. Per gli adulti, taglie S o M. In loco comprare, per regalare, candele, fiammiferi, sale, zucchero, caffè, giocattoli per i bambini (non ne hanno mai visti) e, al sud, bottiglie d’acqua, anche vuote;

- strade: accettabile la route 7. Molto disconnesse le piste.

Ed ora veniamo al viaggio.

Giorno 18.9

Antananarivo non ha nulla di una capitale. Poche strade larghe, marciapiedi minuscoli (qualora ci siano), nessun semaforo, calca di pedoni, frastuono, auto impazzite in mezzo alla folla. Buona parte della giornata la passiamo in aeroporto, per la denuncia del mancato arrivo dei bagagli, ed in un piccolo centro commerciale, per comprare l’indispensabile che i miei compagni di viaggio hanno dimenticato di riporre nel bagaglio a mano. Attenzione: le farmacie della capitale mancano persino delle pillole per regolare la pressione. Nel tardo pomeriggio, dopo un giro nel centro congestionato della capitale, saliamo sulla collina più alta, fermandoci ai piedi del palazzo fortificato della regina. Da questo punto si gode del più bel panorama della città. Bambini dappertutto, senza alcuna sorveglianza da parte degli adulti: sarà una costante per tutto il viaggio. I bambini più grandi sembrano avere un potere assoluto verso i più piccoli!

Giorno 19.9

Il pulmino che ci dovrà portare a Miandravizo è piccolo e mal messo. Protestiamo ma, in mancanza di alternativa, ci adattiamo ad un viaggio di nove ore. Pur trattandosi di un semplice trasferimento, cominciamo a percepire i colori e gli odori dell’Africa. Si snodano davanti ai nostri occhi immagini di donne che lavano la biancheria nei fiumi e la stendono al sole sopra gli argini, creando delle tavolozze colorate. Donne che cucinano e che vendono in strada pasti frugali, frutta e povere mercanzie. Carri trainati da zebù che trasportano improbabili merci. Frotte di bambini che sbucano dal nulla e che ci assalgono ad ogni nostra fermata. Odori tipici dei tropici costituiti da un miscuglio di polvere, di sudore e di spezie

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Commenti
  1. Rolfbe Madagascar
    , 4/11/2014 14:10
    Buongiorno Giuseppe

    Non c'è più nulla da giunggere rispetto a tutto quello che hai condiviso.
    Condividere la sua propria esperienza agli altri potrebbe aiutargli a ben prapararsi a quello che potrebbero succedere, certo sperando alle belle surprese, puo darsi pure allo choc lungo il viaggio.
    Ma alla fine verranno considerati come esperienza.
    Questo che chiamo un vero viaggio.
    Allora io direi che non sei stato UNA TURISTA PER CASO!!! nel mio paese (Madagascar) Ma un vero avventuriere che si adatta facilmente a qualsiasi situazione.

    Auguri.

    Rolf

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