Houston, New Orleans e Dallas

On the road negli Stati Uniti un po’ insolito

  • di Pilusoro
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Eccoci arrivate alla decisione finale, dove si va in vacanza a novembre? Come tutti gli anni la decisione è sempre difficile. Le mete già visitate aumentano e tutta la zona Caraibi è da eliminare dato il rischio uragani. Quindi dove andiamo? Curiosando un po’ qua e un po’ la, decidiamo per un on the road negli Stati Uniti un po’ alternativo: Houston – New Orleans – Dallas.

Dopo aver deciso l’itinerario prenotiamo il volo su Houston con Air France.

Partiamo da Linate con scalo a Parigi… dove per via dei controlli dei passaporti perdiamo un’ora abbondante. Ripartiamo per Houston… e a Houston perdiamo più di un’ora e mezza alla dogana! Arrivate alla Dollar (auto noleggiata online) troviamo, sfortunatamente, un addetto poco gentile che ci rifila, dopo aver discusso per decine di minuti, un navigatore non funzionante (nonostante l’avevamo prenotato e pagato in precedenza). Grazie alla mitica Lonely Planet riusciamo a raggiungere comunque Downtown ed il nostro albergo, Double Tree by Hilton Houston Downtown, senza gps. Cenetta veloce tex-mex e poi a nanna, il viaggio è stato molto stancante.

Houston non offre molto a livello turistico. Downtown è caratterizzata da diversi grattacieli, e si presenta vuota nel week end. Il portiere di albergo ci consiglia un ristorante, dove andare a far colazione, il famoso Breakfast Klub. Scopriamo con piacere che è frequentato solo da gente del posto, e alle 8.00 di mattina c’è già colonna fuori. La colazione non è di certo dietetica ma è sublime! Un po’ appesantite ma sicuramente felici, partiamo alla volta della Nasa.

Il parco non mi ha entusiasmato molto ma sono quelle cose che bisogna fare una volta nella vita: il giro con il trenino che ti porta a visitare il centro controllo delle missioni, le zone dove lavorano gli astronauti, vedere uno shuttle (ma quanto è enorme?), entrare in un simulatore e toccare la Luna, si avete capito bene… abbiamo toccato la Luna! Un consiglio? Andate in settimana, così vedete gli astronauti al lavoro.

Finita la nostra visita, rientriamo in albergo.

Il giorno dopo, partiamo alla volta di New Orleans, dal Texas alla Louisiana. Arriviamo a New Orleans, dove alloggiamo al Pelham Hotel, in una stradina a pochi passi da Canal Street, la via principale. Tempo di lasciare le valigie e andiamo direttamente al porticciolo. Alle 15 parte il Natchez, il mitico battello a vapore e non vogliamo perdercelo. La temperatura è primaverile e ci godiamo il giro sul Mississipi. New Orleans è una cittadina bellissima, che non ha niente a che vedere con le città classiche americane. Edifici bassi, ringhiere in ferro, fiori…molto più in stile europeo sicuramente. Bourbon Street una delle vie più famose è diventata troppo turistica, locali con musica assordante, donnine che cercano clienti, alcool a fiumi…niente a che vedere con la vecchia Bourbon Street con locali di musica Jazz dal vivo. Se si cerca di qualcosa di più locale con musica dal vivo bisogna allora spostarsi in Frenchmen Street.

Girovagando non abbiamo tralasciato di sicuro di provare la cucina tipica: il famoso Po’boy, l’hamburger più buono della città da Yo Mama’s, il Gumbo (ma quanto era piccante?) e i beignet. Da New Orleans partiamo per un’escursione in giornata, a visitare una delle piantagioni, la Oak Alley Plantation. Veniamo catapultati in un altro secolo. La visita è guidata e le guide sono vestite con gli abiti dell’epoca. Arriviamo presto, per la visita delle 11 e ci siamo solo noi due, e ne approfittiamo di una visita tutta per noi. Il viale alberato è affascinante, queste enormi 28 querce piantate nel lontano 1700 fanno da cornice a questa villa a due piani tenuta in ottime condizioni con il colonnato. Continuiamo poi in modo indipendente la visita e a poca distanza degli esempi di “case” per gli schiavi, con le spiegazioni di come vivevano e l’inquietante “listino prezzi” degli schiavi creata in base al sesso, l’età, le condizioni fisiche… fa riflettere molto

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