A Londra con bambini

RACCONTI DI VIAGGIO: IN VIAGGIO CON BAMBINI LONDRA Di: Domenico,Laura e la piccola Federica 03-02-2005 Dopo una nottataccia insonne passata per metà a finire gli zaini, infilando pappe, pappette e pannolini vari dappertutto, eccoci finalmente pronti. Federica (mia figlia di ...

  • di Domenico Pansini
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

RACCONTI DI VIAGGIO: IN VIAGGIO CON BAMBINI LONDRA Di: Domenico,Laura e la piccola Federica 03-02-2005 Dopo una nottataccia insonne passata per metà a finire gli zaini, infilando pappe, pappette e pannolini vari dappertutto, eccoci finalmente pronti.

Federica (mia figlia di 16 mesi ca) si sveglia quasi spontaneamente verso le 6.30 eccitata forse anche lei dalla partenza, avrà preso dal papà?..Mi piace crederlo, fatto sta che con un assonnato sorriso incomincia a dire “Londa, Londa”, e già solo questo basterebbe a ripagare le fatiche di chi pur con bambini piccolissimi non rinuncia all’esperienza di un viaggio.

La partenza non è comunque delle migliori, infatti dopo mezz’ora passata in mezzo al traffico con mio fratello, che avrebbe dovuto accompagnarci all’aeroporto di Ciampino, ci accorgiamo che oggi è Giovedì e che ovviamente a Roma c’è il blocco della circolazione per tutte le targhe dispari, ed altrettanto ovviamente quella su cui siamo a bordo non poteva essere che tale! Inconvenienti del viaggiatore? Forse, ma sarebbe bastato ascoltare un notiziario anziché le consuete canzoni dello Zecchino d’Oro a cui la piccola peste ci costringe, per evitare il problema.

Comunque la sana abitudine di anticipare sugli orari di uscita ancora una volta ci salva, e tornati a casa prendiamo la nostra scassatissima 500, e con quella raggiungiamo l’agognata meta districandoci nella giungla del raccordo anulare. Abbandonata l’auto nel posteggio libero, zaino in spalla, passeggino e cuore pieno di emozioni, tra l’aria piacevolmente tersa del mattino ci andiamo a prendere il nostro bel volo Ryanair.

Federica è ovviamente contentissima ed impazzisce vedendo gli autobus e gli aeroplani di cui sui suoi libri di Scarry gli abbiamo (soprattutto il nonno) tanto parlato.

Non è il suo primo volo, ha già preso l’aereo per andare in Sicilia ed in Francia, ma questa volta crediamo che lo vivrà di più essendo un po’ più grandicella, e Laura (mia moglie) ed io abbiamo un bel da fare a corrergli dietro tra gli sguardi divertiti degli altri passeggeri.

Nella sala d’attesa incontriamo anche Giulia una nostra vecchia compagna di liceo che ora vive a Bologna, è in giro per l’Europa con il suo coro,e ci invita a trascorrere qualche giorno da lei quando sarà di ritorno...Ci andremo mai?.. Vedremo... a volte rimango veramente meravigliato di come la vita sia un ciclo continuo di persone che entrano ed escono nella nostra esistenza se pur per un brevissimo momento... Arriviamo al gate con un po’ di ritardo, ma sfruttiamo uno dei pochissimi vantaggi di avere bimbi al seguito, quello di avere la precedenza all’imbarco. Non sono previste prenotazioni per i posti sui voli Ryanair, il gentilissimo stewart irlandese, fa in modo però che il posto di fianco al nostro venga lasciato libero, nonostante l’aeromobile sia praticamente pieno, e così Federica ha un po’ più di spazio per giocare e noi per poggiare un po’ di borsette e borsettine che immancabilmente seguono i bambini.

Il volo è tranquillo anche se arriviamo con una buona mezz’ora di ritardo.

Dall’aeroporto di Stanset, consigliati sia da amici sia da alcuni racconti su internet, decidiamo di prendere il Terravision Bus per Victoria Station nel centro di Londra.

Il servizio è rigidamente puntuale (non attardatevi perché non baderanno a lasciarvi a piedi), anche se la biglietteria è gestita in maniera un po’ caotica da italiani; sfortunatamente non avendo prenotato da Roma (non potevamo farlo correndo il rischio di sprecare troppi soldi nel caso che Federica, come spesso succede, si fosse ammalata), dobbiamo attendere mezz’ora in più il bus successivo essendo quello in partenza già pieno. Nel frattempo facendo tesoro dell’”Esperienza” che altro non è alla fine se non una delle fondamentali essenze del viaggio stesso, decidiamo di prenotarlo per il ritorno che essendo ovviamente di Domenica, ci comporta di dover anticipare di almeno due ore la partenza, in quanto i due precedenti busses sono pieni

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