A Londra tra cultura e street art

Immersione nel mondo colorato dei mercati e lunghe passeggiate… perché a Londra trovi sempre qualcosa da fare

  • di viaggiatori2000
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Il desiderio di andare a trovare una figlia, trasferitasi repentinamente a Londra per motivi professionali, ci fa decidere in quattro e quattr’otto di trascorrervi qualche giorno di questo inizio del 2017.

Londra è una meta che abbiamo frequentato più volte in passato, anche se ormai mancavamo da circa un decennio. I monumenti, i musei e le attrazioni più noti li avevamo già incontrati nelle nostre precedenti visite, per cui abbiamo concentrato nei pochi giorni a disposizione alcune visite culturali, un’immersione nel mondo colorato dei mercati e lunghe passeggiate che il tempo clemente ci ha concesso, alla ricerca di Street Art. Il periodo dell’anno ci ha regalato strade ancora illuminate dalle decorazioni natalizie, alcune molto belle.

I musei di Londra sono tantissimi e coprono uno spettro culturale molto vasto. Nonostante la sua importanza non eravamo mai riusciti a visitare il Victoria and Albert Museum e abbiamo quindi deciso di inserirlo nel nostro itinerario. Fa parte del circuito dei musei nazionali e quindi ad ingresso gratuito. Ha numerose collezioni diversificate che coprono un periodo storico molto ampio, la cultura occidentale e quelle orientali, eredità del retaggio coloniale. Alcune sale sono state recentemente ristrutturate, rinnovando l’esposizione e l’illuminazione, con risultati di ottimo effetto. Dovendo selezionare a priori le sezioni da visitare ci siamo concentrati sugli immancabili Cartoni di Raffaello per gli arazzi della Cappella Sistina, sugli esemplari di arte medievale e rinascimentale (provenienti principalmente dall’Italia, dalla Francia, dalla Spagna), sull’arte islamica che ci ha colpito per la ricchezza e la significatività dei reperti.

Alla Royal Geographical Society (1, Kensington Gore), invece, abbiamo visitato una mostra temporanea – Crossing the Empty Quarter – su una spedizione nel deserto della penisola arabica, dall’Oman al Quatar, intrapresa negli anni Trenta del Novecento da un esploratore inglese e ripetuta solo tra il finire del 2015 e l’inizio del 2016, in condizioni del tutto diverse per quanto riguarda la logistica e il supporto istituzionale, ma dovendo affrontare problemi analoghi per le difficili condizioni climatiche e la presenza di tribù locali non proprio amichevoli. La mostra presenta delle belle foto e un video della spedizione recente, oltre a una serie di pannelli esplicativi delle due spedizioni. È un argomento un po’ di nicchia, ne convengo, ma lo abbiamo trovato di sicuro interesse.

Una sosta interessante l’abbiamo fatta alla Stanfords Bookshop (12-14 Long Acre – Covent Garden), un paradiso per chi ama viaggiare. È una splendida libreria dove si trovano guide turistiche di ogni paese che nel mondo abbia un minimo interesse per il viaggiatore, altri libri collegati al mondo del viaggio, mappe e carte geografiche, riproduzioni di stampe antiche, mappamondi…

I mercati costituiscono una parte colorata e vivace della città. La forte presenza multietnica li caratterizza per gli odori e i sapori e per un’offerta di merci variegata: alimentari, artigianato, oggetti vintage, musica e, non potrebbe mancare, abbigliamento. Non c’è dubbio che la connotazione “turistica” è forte, ma non esclusiva. E poi costituiscono un soggetto fotografico proficuo e una risorsa non dispendiosa per una pausa mangereccia.

Noi abbiamo visitato il Borough Market (nei pressi di London Bridge), mercato alimentare con frutta, verdura, pesce, formaggi e piccoli banchi che offrono street food, dalle caratteristiche pie, prettamente inglesi, alla cucina etnica, ai prodotti biologici. L’immancabile Camden Lock, sul Regent Canal con le chiuse e il transito delle houseboats, e l’Old Spitafields Market, un po’ sofisticato, con un’offerta di oggetti di artigianato e di abbigliamento particolari e di indubbia qualità

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