Partenza il 11/4/2007 · Ritorno il 14/4/2007
Viaggiatori: fino a 6 · Spesa: Da 500 a 1000 euro

Quattro giorni a Londra

di farewell - pubblicato il

Erano anni che volevamo visitare Londra e finalmente a Gennaio abbiamo cominciato a consultare internet per cercare di organizzare il viaggio.

Abbiamo prenotato il volo con Easyjet spendendo all’incirca €. 360,00 per 4 persone (io, mia moglie Monica e i miei figli Federico 15 anni e Davide 6) andata e ritorno.

Da casa poi abbiamo prenotato: - Avonmore Hotel, nel rione Kensington, a PGB 115,00 a notte con english breakfast compresa; - Viaggio in pulman da Gatwick a Londra-Victoria station, andata e ritorno, (puntualissimo e molto meno costoso del più pubblicizzato treno Gatwick express) - 2 Oyster card e 1 Traveller card per Federico (le Oyster non vengono rilasciate ai minorenni), da utilizzare con i mezzi (ricaricabili, convenienti e comodissime); - ingressi al Madame Tussaud.

Escluso l’albergo, prenotato direttamente al suo sito, abbiamo approfittato di “visitbritain.Com”, che offre pagine anche in italiano con varie notizie e la possibilità di prenotare anche le altre attrazioni che potessero interessare.

A due settimane dalla partenza poi si sono aggiunti al gruppo anche Stefania e Marco, che hanno trovato ancora posto sul nostro stesso volo e al nostro albergo.

Partenza da Malpensa alle 11,00 del 11 aprile. Arriviamo puntuali nonostante la partenza in ritardo da Milano e alle 12 (ora inglese) siamo finalmente a Londra-Gatwick. Dopo le procedure di sbarco e il recupero dei bagagli (tra l’altro incontriamo la squadra e i tifosi del Siviglia, tutti insieme senza problemi, giunti per la partita di Coppa Uefa dell’indomani contro il Tottenham), ci imbarchiamo sul pullman che ci porterà in poco più di un’ora alla Victoria Station. Arrivati, facciamo un piccolo spuntino a base di panini e tramezzini acquistati all’aeroporto e ci dirigiamo in metro al nostro albergo, dove, dopo aver espletato le usuali formalità, prendiamo possesso delle nostre piccole, ma carine camere all’ultimo piano.

Dopo di che siamo pronti per la prima esplorazione della grande Londra.

Già nelle vicinanze dell’albergo facciamo conoscenza dell’architettura prevalente nei rioni londinesi, case a schiera a due piani tutte uguali.

Ci dirigiamo così ai Kensington gardens dove mia moglie ha letto esserci la statua di Peter Pan.

Durante il tragitto ci concediamo una piccola merenda a base di dolcetti e di cappuccino “da passeggio”, molto in voga, abbiamo visto, a Londra. Si tratta in effetti di un cappuccino, molto buono e molto bollente, che viene servito in un grosso bicchiere di carta con il coperchio bucato da un lato per permetterne la consumazione. Costa anche abbastanza (circa 2,50 sterline), ma a questo dovremo in seguito fare l’abitudine.

Passeggiamo allora per i bellissimi giardini, sulla “flower walk” nei Kensington garden, dove ci imbattiamo, per la gioia di mio figlio Davide, in tantissimi scoiattolini. Arriviamo all’Albert Memorial, ci riposiamo e scattiamo qualche foto davanti al Royal Albert Hall e poi proseguiamo per Hyde Park attraversando e costeggiando tutto il “serpentine”, bellissimo laghetto ricco di cigni, anatre e pedalò. Il clima da mite si sta leggermente raffreddando, costringendoci ad indossare i nostri pullover, anche se per gli inglesi sembra estate piena: li vediamo anche verso sera indossare infradito, short e teeshirt.

Attraversiamo una piazza delimitata da un grande arco commemorativo del duca di Wellington e, dopo aver percorso la Costitution Hill nel Green Park, arriviamo a Buckingam Palace.

Ci rilassiamo e scattiamo le foto di rito. Decidiamo adesso di raggiungere Trafalgar Square, altra grande, famosa, bellissima piazza londinese. Percorriamo allora tutto il Mall, grande arteria reale che congiunge proprio le due piazze, fiancheggiando l’ennesimo parco verde, il S.James Park da dove si intravedono bellissimi scorci sul parlamento, sul Big Ben e sulla grande ruota panoramica.

Trafalgar Square è la piazza per eccellenza, con la grande colonna di marmo che sorregge la statua di Orazio Nelson ed è delimitata da bellissimi palazzi tra cui la National Gallery e la chiesa di St. Martin-in-the-Fields, nella cui cripta si può anche mangiare: purtroppo a quell’ora era chiusa. Facciamo le solite foto alle bellissime fontane ed ai grandi leoni neri sistemati ai piedi della colonna di Nelson, e poi finalmente pensiamo ad andare a mangiare. Ci dirigiamo così verso Leicester Square che si trova a metà tra Trafalgar Square e Piccadilly Circus, e ci fermiamo in una bella via piena di ristorantini, pizzerie e locali, St. Martin’s Street. Infine decidiamo di mangiare un hamburger e una bistecca in un bel locale che, se mi ricordo bene si chiama proprio “The Hamburger”. L’unica particolarità è che mentre noi credevamo di gustare la nostra bistecca in un piatto con coltello e forchetta, ci è stata servita in un panino. Poco male visto che siamo affamati. Dopo cena abbiamo ancora la forza soltanto per dare un’occhiata a Piccadilly Circus e recarci alla più vicina stazione della “Tube”, per raggiungere stanchi morti il nostro bed and breakfast, non prima però di rifornirci di acqua nel negozietto sottocasa. Doccia e dormita fino al mattino.

12 APRILE Questa mattina il programma che ci siamo prefissi e le insistenze di Davide che ama moltissimo i dinosauri, prevede la visita al Museo di Storia Naturale.

Così dopo un’abbondante colazione inglese a base di cereali-uovaocchiodibue-teaorcoffee-toasts-etc, prendiamo per la prima volta il famoso bus rosso doppio, il duble-decker bus, e dopo un’attesa di qualche minuto, alle 10 in punto si aprono le porte di questa specie di enorme cattedrale neogotica, nella quale trovano posto tantissimi scheletri di dinosauro, ma non solo. Ci sono anche moltissime specie di animali impagliati, la ricostruzione di una spettacolare balenottera azzurra che tiene lo spazio di tutta un’ala del museo e poi il padiglione dedicato all’uomo, i minerali, i meteoriti e, non ultima, la sezione di una sequoia millenaria grande 5 metri, con la quale ci si sarebbe potuto fare un tavolo per 10 persone. Insomma a visitarlo tutto impieghiamo la mattinata. All’uscita decidiamo di dirigerci verso un altro “must” di questa affascinante città: La Torre di Londra. Scendiamo alla stazione metro di “Tower Hill” e ci troviamo di fronte questa bellissima costruzione di pietra color miele e bianco. Per prima cosa cerchiamo di mangiare qualcosa e mentre i ragazzi e le ragazze si procurano Hot-Dogs, Hamburger e patatine, io faccio l’esperienza del classico “fish and chips”. Non viene servito come una volta nel cartoccio, come da noi le castagne, ma in uno di quei contenitori per alimenti e devo dire di averlo trovato veramente molto buono.

Non visitiame la Torre all’interno, tale visita infatti ci impegnerebbe il resto del pomeriggio e noi invece abbiamo ancora molte cose da vedere: lo faremo senz’altro la prossima volta. Purtroppo in soli tre giorni abbiamo considerato di non poter vedere tutto e perciò dobbiamo per forza fare delle scelte. Ci dirigiamo allora verso un altro luogo molto caratteristico, ma poco frequentato dalla folla dei turisti. Si chiama St. Katharine’s Dock e si trova dietro la Torre di Londra. E’ una caletta molto tranquilla nella quale trovano rifugio alcune barche, e comprende anche un bellissimo Ristorante, tutto legno e fiori: il Dickens Inn. Inoltre bella veduta sul Tower Bridge, manco a dirlo, nostra prossima meta. Abbiamo girato così attorno a tutta la torre, il cui ex fossato è stato seminato a prato veramente inglese e in uno spazio è stato addirittura ricavato un campo da tennis. Veniamo a trovarci alle spalle del famoso ponte. E’ veramente suggestivo e lo ritraiamo in foto da diverse angolazioni. Inoltre salendo sulla strada che lo attraversa si possono cogliere belle vedute della Torre. Lasciamo passare un po’ di tempo ed è venuta l’ora di allontanarci da quel luogo storico e affascinante. Bus doppio n. 15: prossima meta St.Paul e la City. Scendiamo alla fermata della cattedrale di Londra e passeggiamo nei pressi tra turisti e aiuole fiorite. Percorriamo a piedi tutta la Fleet street fino allo Strand, grande arteria di raccordo con Westminster. Passiamo vicino alle Royal Courts of Justice, intenzionati a inoltrarci nel Temple, per visitare la chiesa dei templari resa ancora più famosa dal “Codice da Vinci”. Ci è voluto un po’ per trovare questo antico rione, l’ingresso è una porticina che si affaccia su Fleet street. Una volta dentro sembra veramente di essere in un altro mondo: niente macchine, né rumore, solo grandi cortili e antichi e austeri palazzi. Appartata c’è la chiesa dei templari: una parte normanna la più antica e un’altra romanica aggiunta in un secondo tempo. Ci attraggono alcune sepolture di cavalieri, con le statue adagiate sul pavimento come si usava nel medioevo. Una sensazione bellissima, sembra di essere retrocessi nel tempo. Purtroppo il custode dopo poco ci invita a lasciare la chiesa che sta chiudendo. Ai prossimi turisti per caso a Londra consiglio di non perdersi le emozioni che può regalare questo tranquillo luogo d’altri tempi.

Quando usciamo i bambini reclamano un po’ di riposo, e hanno ragione. Propongo allora di ritornare sui nostri passi ed andare a riposarci alla Tate Modern, mentre io nel frattempo avrei potuto visitarla. Avevo letto infatti che oltre ai capolavori di arte moderna e contemporanea esposti, si sarebbe potuto godere di una splendida vista sulla City dalle vetrate del bar che c’è al settimo piano: in effetti così è stato. Torniamo allora indietro e attraversiamo il Millenium Bridge, ponte pedonale costruito in occasione del 2000, che collega direttamente la Chiesa di St. Paul e la Tate dall’altra parte del Tamigi. Mentre quindi i ragazzi e la ragazze riposano fuori in riva al Tamigi, io entro per una veloce visita di questo splendido museo. In effetti al primo piano si possono vedere opere dei più grandi artisti del novecento: Dalì, Kandinsky, Mirò, Magritte, Matisse, Bacon, Warhol, ecc. Ecc. Devo confessare però che a questo punto la stanchezza comincia a farsi sentire anche per me e così sono costretto ad abbandonare il museo a metà visita, non prima però di essermi recato all’ultimo piano per scattare qualche foto al panorama della City al tramonto.

Ridiscendo e mi ricongiungo con il resto della compagnia che nel frattempo aveva approfittato con grande divertimento dei ragazzi, di alcuni strani scivoli a tubo (avete presente quelli che si utilizzano nei parchi acquatici?) che, partendo dai vari piani del museo, portano al piano terra: escluso Davide cui la mamma aveva impedito di cimentarsi: non vi dico le lamentele! Prendo fiato qualche minuto seduto a terra mentre anche Monica e i bambini raggiungono il settimo piano per godere del bel panorama e poi, dopo avere riattraversato il bel “Millenium Bridge”, riprendiamo il doppiobus con meta Westminster. L’idea sarebbe di visitare la splendida abbazia, vero scrigno dell’arte: purtroppo a quell’ora, sono quasi le sette, i solerti custodi avevano già chiuso le porte da almeno tre ore. Prendiamo nota degli orari di visita per l’indomani e facciamo soltanto il giro dell’esterno della chiesa, dirigendoci verso le Houses of Parliament, il Parlamento Inglese. Foto, foto e ancora foto al Big Ben e al resto della bella costruzione in neogotico ed arriva l’ora di cena. Ci proponiamo di ritornare dove abbiamo mangiato la sera prima e cercare un altro posto tra i tanti. I ragazzi desiderano provare la pizza anche a Londra e così, a Leicester Square, entriamo a “Pizza Hut”. Siamo tutti affamati e ordiniamo tre “large margherites”, che quando ci vengono servite ci fanno pensare di avere forse esagerato perchè sono veramente large e, anche se noi siamo in sei (anzi cinque e un Davide che ne mangia di solito solo una fettina), forse ne sarebbero bastate due: alla fine non ne resteranno che due o tre pezzetti. Dopo cena passeggiatina fino a Trafalgar Square di notte e poi nanna, non prima delle solite operazioni ormai di prassi: acquisto dell’acqua, doccia e tè delle undici, grazie al bollitore che troviamo nella nostra camera e alle bustine fornite dall’Hotel.

13 APRILE Stamattina Madame Tussaud! Avevamo acquistato su “visitbritain.Com” i biglietti e così ci dirigiamo con il solito doppiobus (ci piace molto perché permette di dare un’occhiata alla città, alle vie molto caratteristiche che attraversiamo, cosa che in metro è impedita) alla meta. Quando arriviamo, ci accorgiamo con disappunto che abbiamo dimenticato in albergo alcuni voucher che avevamo ricevuto tramite posta elettronica e che ci avrebbero consentito di entrare al museo. Stiamo già preparandoci al viaggio di ritorno in albergo, quando l’addetto del museo ci indirizza ad un vicino internet-cafè, dove riscarichiamo dalla mia casella di posta i voucher, li stampiamo e finalmente possiamo fare l’ingresso al museo delle cere celebrato in tutto il mondo. In effetti le statue sono molto somiglianti agli originali. Statue di attori, cantanti, sportivi, politici, della regina, di Diana, di Giovanni Paolo II, di Putin, Bush, Arafat e di tantissimi altri sono disposte in mezzo alle persone in modo che tutti possano fotografarle, toccarle e ammirarle da vicinissimo. Un po’ kitch la stanza degli orrori e la parte che riguarda lo “spirito di Londra”, ma nel complesso tutto è molto divertente.

Usciti dal museo ci dirigiamo in centro verso Westminster per mangiare qualcosa e poi procedere alla visita dell’abbazia.

Entriamo in un bar per mangiare un panino e scopriamo con soddisfazione di essere in un locale di italiani, che da mezzo secolo sono a Londra, ma che non hanno certo dimenticato la lingua né le tradizioni culinarie del Bel Paese. Mangiamo alcuni buoni panini, salutiamo, e, finalmente, entriamo nella splendida Abbazia di Westminster. L’entrata è sita dalle parti del transetto sinistro e la visita procede dal retro della chiesa fino alla navata principale. Entriamo in diverse cappelle tutte piene di tombe e sepolture medioevali: sarcofagi e statue fanno bellissima mostra ovunque. Addirittura sembrano sovrabbondare. Visitiamo la tomba della Regina Elisabetta prima, di Maria Stuarda, di vari Henry, Edward e Richard; arriviamo al famoso e affascinante “Poets’ corner” dove ci sono le tombe o anche soltanto i monumenti di molti poeti inglesi. Attraversiamo il meraviglioso coro, con gli stalli intagliati su ognuno dei quali c’è lo stemma di una qualche nobile famiglia, passeggiamo con il dovuto rispetto sul mirabile e prezioso pavimento a scacchiera bianco e nero, ammiriamo meravigliati le splendide volte a ventaglio color avorio, ricordiamo le varie incoronazioni che sono avvenute in quel luogo, l’ultima quella dell’attuale sovrana, e il più recente funerale di Lady Diana Spencer, celebrato fra quegli stalli. Ci dirigiamo poi verso il suggestivo chiostro. Rientriamo in Chiesa nella navata centrale dove è posta la tomba del “Milite Ignoto”. Infine diamo un’ultima occhiata complessiva alla chiesa e guadagniamo l’uscita attraverso quello che è l’ingresso principale. Ultime foto alla facciata (dentro non abbiamo potuto utilizzare la macchina fotografica), e raggiungiamo la prossima meta.

Siamo a Londra... finalmente shopping! Abbiamo, in effetti, in questi tre giorni trascurato un aspetto preminente di Londra: le vie tradizionali degli acquisti.

Con il metro raggiungiamo Piccadilly Circus e poi ci incamminiamo per Regent Street alla ricerca del negozio multipiani della Nike. Non fatichiamo a trovarlo perché si trova proprio ad Oxford Circus, lo slargo dove incrociano le due maggiori vie dello shopping Oxford e Regent Street, e occupa il palazzo all’angolo. Ci addentriamo nel negozio dove passeremo almeno l’ora successiva. Dalle finestre del quarto piano c’è un bellissimo scorcio su Oxford Street, da dove si intuisce in viavai dei turisti per quella tradizionale strada dello shopping mondiale. Uscendo ritroviamo il bar che fa parte della catena che serve il cappuccino da passeggio di cui ho parlato in precedenza, e così ne approfittiamo: caffè, cappuccini, biscottini e siamo pronti per il prossimo meganegozio. Prima però non guasta una visita alla All Souls Church, strana chiesa di John Nash, a facciata rotonda e colonnato, la cui cupola ricorda il cappello di una strega ed è situata proprio in mezzo alla grande via. Non possiamo, già che ci troviamo da quello parti, non fare una capatina a Carnaby Street, un tempo simbolo della Swinging London e adesso, che ha perduto il fascino degli anni 60, colorata e pittoresca via dello shopping. In effetti nel percorso pedonale non mancano negozi di moda da una parte e dall’altra. Ne visitiamo alcuni alla ricerca di scarpe un po’ originali per Federico, acquistiamo alcune belle teiere come souvenirs in un negozio tenuto da indaffarate e gentili giapponesine e poi torniamo su Regent Street alla volta di Hamleys: “quattro-piani-quattro” di giocattoli, per la gioia di Davide. Quel negozio è veramente stupefacente: una marea di gente e una marea di giocattoli, di tutti i tipi e le fogge; si capirà quanto dobbiamo impegnarci per tirare fuori i ragazzi dopo un’ora che eravamo lì e non ne potevamo più di peluches, dinosauri, costruzioni ecc.Ecc. Quando usciamo è quasi ora di cena e perciò ripercorriamo a ritroso Regent Street, attraversiamo Piccadilly Circus dove stanno cominciando ad accendersi le insegne luminose famose in tutto il mondo e dove si sta radunando la massa di turisti come tutte le sere e raggiungiamo anche stasera Leicester Square: bella piazza circondata da palazzi e da locali. Anche stasera, per accontentare Marco, optiamo per una “large” pizza e un gelato con gli smarties (secondo me da evitare) da Pizza Hut. Usciti dalla pizzeria andiamo alla scoperta del rione di China Town, proprio alle spalle di Leicester Square. Una volta questo rione incuteva un po’ di paura, ma adesso tutto pare tranquillo. Visto che è l’ultima sera che siamo a Londra decidiamo di concederci un ultimo viaggetto con il double-decker bus, per ammirare ancora un po’ di London by night e per andare a fare due foto notturne alla Torre di Londra. Prendiamo allora il solito n. 15 da Trafalgar Square e, percorrendo ancora lo Strand, arriviamo alla Torre. Tutto è chiuso, anche l’accesso lungo il Tamigi che il giorno prima ci ha permesso di arrivare al Tower Bridge. A quel punto non facciamo tutto il giro attorno alla Torre perché siamo tutti stanchi. Facciamo alcune foto dalla sponda più in alto e poi guadagniamo la stazione del metro per raggiungere l’albergo per l’ultima notte. Acqua, doccia, tè e finalmente a letto quando è quasi mezzanotte: per noi un record.

14 APRILE Purtroppo è l’ultimo giorno a Londra. E anche l’ultimo breakfast. Dopo colazione, lasciamo i bagagli in albergo e partiamo per le ultime visite. E’ sabato e quindi si va al tradizionale mercato di Portobello Road. Fermata del metro Notting Hill e, dopo una breve passeggiata, ci immergiamo nel coloratissimo e caratteristico mercato che tiene tutta la strada per non so quanti kilometri. Una fiumana di gente quasi non permette di avvicinarsi alle bancarelle e così a circa metà, dopo avere acquistato alcuni souvenirs, torniamo indietro per Pembridge Crescent, una strada parallela e secondaria alla più famosa Portobello e praticamente deserta, dove possiamo apprezzare l’architettura delle bianche case georgiane del bel rione di Notting Hill. A questo punto non ci rimane molto tempo a disposizione ed allora, vista la bellissima giornata, decidiamo di tornare a Kensington Gardens per rilassarci e gustare l’ultimo pasto a Londra. Inoltre abbiamo ancora in sospeso dal primo giorno la visita alla statua di Peter Pan. Passiamo così davanti a Kensington Palace ultima residenza di Lady Diana e poi ci inoltriamo per i giardini alla ricerca di toilette, panini e...Della maledetta statua dell’eterno bambino, che alla fine non riusciamo a rintracciare. In compenso ci godiamo la bellezza del parco londinese mangiando alcuni panini seduti sul bellissimo prato. Fine della bellissima vacanza, non ci resta che andare a ritirare i bagagli in albergo e con il pulman tornare a Gatwick, dove ci imbarchiamo sull’aereo ed arriviamo puntualissimi a Malpensa. In conclusione: Londra, come già sapevo prima di partire, è meravigliosa. I miei ricordi di quasi 25 anni or sono erano completamente sbiaditi e così ho potuto godere di una città viva, vivace, sicura (OOPS!!! ci hanno rubato il portafoglio in metro, poco prima di partire, ma questo potrebbe succederci anche su un bus a Vercelli!), ovviamente caotica in centro, ma mai, per quello che ci riguarda, esasperante. Purtoppo con solo tre giorni a disposizione abbiamo dovuto operare delle scelte sulle visite: per esmpio non abbiamo nemmeno sfiorato il British Museum o i magazzini di Harrods, siamo solo passati davanti a Nazionale Gallery, St.Paul e Torre di Londra. Non siamo andati a Camdem Market, né a Downing Street, né in tantissimi luoghi che avrebbero meritato una visita: avremo occasione la prossima volta.

A presto e per tutte le informazioni che posso fornire contattate la casella Stefanomaffei@libero.It.

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