Da Livigno all'Engadina

Spesso sottovalutiamo quello che abbiamo vicino a casa, troppe volte a causa della fretta non sappiamo apprezzare ciò che la natura ha creato proprio intorno a noi. A volte occorre fermarsi e camminare piano tra le alte montagne, faticare per ...

  • di alvinktm
    pubblicato il
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  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Spesso sottovalutiamo quello che abbiamo vicino a casa, troppe volte a causa della fretta non sappiamo apprezzare ciò che la natura ha creato proprio intorno a noi. A volte occorre fermarsi e camminare piano tra le alte montagne, faticare per raggiungere la cima inspirandone l'aria frizzante. Godere di una vista mozzafiato che riempe il cuore e alla sera apprezzare le saporite specialità gastronomiche che custodiscono secoli di storia.

Livigno, oltre a essere nota in tutta Italia per i suoi privilegi di zona extradoganale, è altrettanto famosa per le bellezze paesaggistiche.

Adagiata in un'incantevole conca a 1800 metri di altezza, circondata da pascoli, pinete e da moderni impianti per la pratica dello sci, rappresenta un ottimo punto di partenza sia per esplorare il territorio circostante che per raggiungere la vicina Svizzera e in particolare l'Engadina.

Per salire al piccolo Tibet (così è anche chiamata Livigno) si può percorrere tutta la Valtellina fino a Bormio e inerpicarsi lungo la strada statale 301 che conduce prima ai 2291 metri del Passo del Foscagno e poi al montano centro abitato; oppure varcare il confine svizzero situato appena dopo la cittadina di Tirano. Da qui si abbandonano i tipici terrazzamenti valtellinesi su cui crescono opulenti vigneti, dai quali si ricavano ottimi vini, e floridi frutteti.

Nelle calde serate estive queste colture diventano inconsapevoli protagoniste di giochi d'acqua eccezionali grazie: agli impianti d'irrigazione che sprigionano a pioggia il liquido vitale sulle foglie e i raggi del sole che disegnano splendidi arcobaleni.

Scegliamo di avventurarci in Svizzera lungo la strada che sale al Bernina e a pochi chilometri dal passo giriamo a destra e rientriamo in Italia per l'ascesa al Passo della Forcola, 2315 metri. Non scendiamo però a Livigno ma sostiamo sul valico per intraprendere una magnifica camminata fino alla cima del Monte Vago.

Il sentiero ben segnalato serpeggia tra i pascoli e man mano che si sale gli edifici della Forcola diventano sempre più lontani. Vediamo le auto percorrere come formichine la strada asfaltata mentre noi ci inerpichiamo verso il cielo. L'erba bassa dei prati pian piano lascia il posto al grigiore dei sassi che ogni anno, durante lo scioglimento della neve, scivolano lungo i canaloni. Attraversiamo qualche tratto ricoperto ancora dal candido manto freddo ed è stupendo fermarvisi in pantaloni corti e canottiera sotto il caldo sole d'agosto.

Continuiamo a salire e a un tratto, più in basso alla nostra sinistra, il laghetto di Vago di un azzurro celestiale appare come una pennellata di colore su una tavolozza vuota.

La fatica comincia a farsi sentire, dobbiamo camminare lentamente perché il respiro diventa affannoso; il sentiero si confonde fra le rocce aguzze e prosegue sulla cresta della montagna. Da lontano pare impossibile che una persona possa procedere tra quei pinnacoli rocciosi, tuttavia man mano che si avanza il tracciato compare come per magia e le segnalazioni bianche e rosse divengono visibili.

Seguiamo con gli occhi la croce posta in cima al Monte Vago come un faro in mezzo al mare e finalmente, dopo tanta fatica, arriviamo al suo cospetto a 3058 metri di quota. Il panorama è spettacolare e si apre a 360 gradi intorno a noi. Nonostante sia il prima week-end di agosto su questo minuscolo terrazzo naturale non c'è nessuno, quindi possiamo godere senza fretta della bellezza del luogo.

Dominiamo l'intera vallata di Livigno e ammiriamo i laghetti della Forcola e della Valletta adagiati su stretti altopiani ai piedi di ghiacciai eterni. In lontananza riconosciamo la forma conica del Pizzo Scalino e più vicino intravediamo la strada che conduce al Passo Bernina con i suoi laghi dal tipico color verde glaciale e l'ampio ghiacciaio

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